Anno: 2012
Distribuzione: M2 Pictures
Durata: 92′
Genere: Animazione
Nazionalità: USA/India
Regia: Dan St. Pierre, Will Finn
Data di uscita: 12 Giugno 2014
Pubblicato nel 1900 dallo scrittore L. Frank Baum, Il magico mondo di Oz ha più volte ispirato la settima arte: la trasposizione più famosa del romanzo è ovviamente quella del 1939 che vedeva come protagonista una splendida Judy Garland e alla regia Victor Fleming. Dopo il Grande e potente Oz di Sam Raimi, ideale prequel della famigerata avventura della ragazzina dalle scarpette rosse e dei suoi amici lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta e il Leone, arriva sul grande schermo un lungometraggio animato che invece è il sequel della vicenda scritto in origine dal nipote di L. Frank Baum, Roger Stanton Baum, Dorothy di Oz.
Tornata sana e salva nella fattoria degli zii Dorothy fa appena in tempo a rendersi conto che il tornado non ha causato vittime che un losco tipo bussa alla sua porta e dichiara la casa inagibile e intima la piccola protagonista e la sua famiglia a lasciarla. Mentre la fanciulla tenta di ribellarsi alla situazione, un arcobaleno la rapisce e la riporta in quel della Città di Smeraldo dove un giullare malvagio si è impossessato del bastone magico della terribile Strega dell’Ovest, e Dorothy sembra essere l’unica in grado di salvare il Mondo di Oz.
Diversi i personaggi, più consapevole la protagonista che ha appeso al chiodo le sue scarpette rosse per indossare degli stivali, e diversi i suoi compagni di avventura, anche se c’è una vecchia conoscenza, la Principessa di Porcellana, che in questa versione della storia risulta inutilmente capricciosa.
Il Magico Mondo di Oz è un film zuccheroso, nelle ambientazioni e nelle canzoni troppo seriose e malinconiche che fanno rimpiangere quel capolavoro di Over The Rainbow a ogni nota cantata dalla amatissima star delle ragazzine, Violetta, dove un buon villain non riesce a migliorare una narrazione che in ogni momento sembra essere la brutta copia dell’originale, in un racconto in cui è sempre quell’idea di amicizia che va oltre le diversità e oltre il tempo ad essere centrale e, stavolta, trattata in maniera davvero troppo banale.
Sandra Martone