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Il massacro al party delle slandre

Creato il 21 luglio 2012 da Cannibal Kid
Condividi Il massacro al party delle slandre The Slumber Party Massacre (USA 1982) Regia: Amy Holden James Cast: Michelle Michaels, Robin Stille, Michael Vilella, Debra Deliso, Andree Honore, Gina Smika Hunter, Jennifer Meyers, David Millbern, Pamela Roylance Genere: slasher Se ti piace guarda anche: Grindhouse - A prova di morte, Scream, Halloween, Patto di sangue
The Slumber Party Massacre non è un film cult e non è un film scult. Troppo poco conosciuto e venerato per rientrare in un culto assoluto, sebbene abbia avuto ben tre sequel, e non completamente trash per essere davvero scult. Anche se, tra le due categorie, direi che potrebbe rientrare più nella seconda che nella prima. Come racconta la leggenda, o anche come racconta il collega blogger Frank Manila, la nascita del progetto di questo film è alquanto singolare e merita di essere rinarrata. Dunque, la sceneggiatrice Rita Mae Brown, da brava femminista, ha scritto il copione come se fosse una parodia dello slasher, sottogenere particolarmente estremo e maschilista dell’horror, genere di per sé già tradizionalmente parecchio maschilista. Un sottogenere che all’epoca stava andando alla grande grazie a film come Halloween (1978) di John Carpenter, Venerdì 13 (1980) di Sean S. Cunningham, Maniac (1980) di William Lustig e Il giorno di San Valentino (1981) di George Mihalka (quest’ultimo definito da Quentin Tarantino the meglio slasher of all times). La Mae Brown ha così disseminato la sua sceneggiatura con tutta una serie di riferimenti fallo-centrici volti proprio a parodiare il caz, ehm il fallo-centrismo degli horror. Ci troviamo dunque a una parodia del genere, a una sorta di Scream o di Scary Movie ante-litteram, oppure a una variante horror de L’aereo più pazzo del mondo, uscito nel 1980? Niente di tutto questo, perché i produttori, inconsapevoli oppure ignorando i riferimenti parodistici presenti nello script, hanno deciso di realizzare una pellicola seria. Un classico horror slasher che si prende maledettamente sul serio.
Il massacro al party delle slandre Il risultato è stridente. Da una parte c’è una serie di tette, tette, tette, discorsi sul sesso, sangue, docce e ancora tette, tette, tette, pigiama party, massacri e sempre tette, tette, tette. Dall’altra parte il sottotette sottotesto femminista emerge qua e là grazie anche alla regia della donna messa dietro la macchina da presa, Amy Holden Jones, eppure non riesce a essere del tutto uno slasher femminista. In pratica? È un pasticcio. Non un pasticciaccio brutto, ma un pasticciaccio con qualche spunto di interesse e qualche motivo (volontario o meno, non lo sapremo mai) di risate. La prima voce che si sente nel film è un urlo. Sembra di terrore, ma in realtà è una tipa che urla alla radio perché ha appena vinto un premio. La scena è fortemente simbolica, perché anche il resto del film resta tutto in bilico così, tra il sembrare un film de paura tradizionale e l’essere qualcosa di diverso, più umoristico eppure non proprio. La costruzione della tensione in alcune scene è notevole e le atmosfere 80s tra John Carpenter e Wes Craven danno quel “non so che” in più che rende gli horror di quel decennio superiori agli altri a prescindere. Anche quelli riusciti solo in parte, anche quelli (in?)volontariamente e clamorosamente non riusciti come questo.
Un film strano, combattuto, diviso tra due tendenze opposte, che si ferma giusto a un passo dall’essere mitico. Pur con tutti i suoi limiti e difetti (la recitazione ad esempio è persino sotto la non altissima soglia di guardia di questo tipo di film), per gli amanti del genere teen-horror The Slumber Party Massacre è comunque un caposaldo da recuperare. Il pubblico principale a cui si rivolge però è un altro: gli appassionati di tette-horror. Se rientrate nella categoria, e se avete letto il post fino alla fine so che rientrate nella categoria, non perdetevelo! (voto 6,5/10)
L'orablu

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