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Il meglio e il peggio del 2011

Creato il 04 gennaio 2012 da Topolinamarta

Secondo aNobii, durante il 2011 ho letto esattamente 159 libri. Secondo me, il numero è un po’ più alto (direi verso i 170), dal momento che aNobii non registra i libri privi di ISBN. In teoria potrei consultare il file di Excel in cui ho elencato tutte le letture dall’inizio dell’anno, ma trovo che il piacere della lettura perda sapore se ridotto a un semplice conteggio di pagine lette… quindi accontentatevi di questo: sì, anche quest’anno ho letto troppo.

Tra questi troppi libri ci sono stati quelli belli, quelli così così e quelli brutti, naturalmente. Oggi, perciò, spero di fare cosa gradita stilando una specie di classifica che raccoglierà i migliori e i peggiori, con relativo commento della sottoscritta. Cominciamo, dunque, con i 7 libri che mi sono piaciuti di più (non in ordine di preferenza, però, o sarebbe stata veramente dura decidere!):

The best of 2011

Il meglio e il peggio del 2011
1. Marina, Carlos Ruiz Zafòn
A parte Il principe della nebbia, Marina è senz’altro il libro che più mi è piaciuto tra quelli di Zafòn: ho adorato le sue atmosfere cupe e paurose e soprattutto la sensazione che da un momento all’altro le cose precipitino in modo assolutamente imprevedibile. La trama è appassionante e originale… in certi punti veramente da brivido! Il suo stile affascinante e misterioso, poi, completa il tutto, rendendolo trascinante come accade di rado.

Il meglio e il peggio del 2011
2. L’eleganza del riccio, Muriel Barbery
Non scherzo quando dico che questo romanzo mi ha incantata: è stato impossibile non provare empatia nei confronti delle due protagoniste. Trovo che sia una lettura assolutamente non facile, tanto che in alcuni punti ricordo di aver dovuto rileggere più di una volta per non perdermi attraverso i pensieri di Renée e di Paloma. Quindi bello, bellissimo, e soprattutto profondo: è un libro che sa scavare nell’intimo, che permette di guardarsi davvero in faccia… e forse è per questo che molti lo considerano superficiale. Peccato, non sanno quel che si perdono!

Il meglio e il peggio del 2011
3. Le rovine di Gorlan, John Flanagan
Sono stata irrimediabilmente catturata dalla copertina di questo libro, e una volta tanto il mio sesto senso ci ha preso. Sia chiaro: è un fantasy per bambini, e probabilmente è proprio perché è rivolto a un target così giovane che vi ho trovato parecchi difetti di stile (come infodump a manetta, errori di PoV e così via), ma nonostante tutto mi ha appassionato come non mi accadeva di rado. Ho letteralmente adorato Will, che sarà pure il classico orfano sfigato che si scopre prescelto, ma che ho trovato caratterizzato a puntino: non è il solito contadino piagnone che non sa fare niente, ma nemmeno l’ennesimo eroe che se la cava sempre e comunque. Qui abbiamo un ragazzino mingherlino, fragile, ma i suoi difetti non lo allontanano affatto dal suo sogno di diventare un cavaliere. Abbiamo un giovane obbiettivamente non tagliato per essere un eroe, ma che riesce a diventare tale non grazie al solito potere spuntato dal nulla scritto nella profezia, bensì solo grazie alla sua tenacia e alla voglia di migliorare. Sì, direi che in questo libro potrete trovare un protagonista davvero interessante, cosa assai rara di questi tempi.

Il meglio e il peggio del 2011
4. Caos a Qasrabad, Eugenio Saguatti
Un fantasy di taglio classico, eppure così incredibilmente originale. Tanto per cominciare è riuscito a riconciliarmi almeno un po’ con il popolo degli Elfi, che per una volta non sono i soliti cliché insopportabili. Un giallo inserito in un mondo fantasy veramente ben fatto, ironico e divertente al punto giusto (mi ha fatto morire, per esempio, quando Wakancha si trovava in una stalla in compagnia dello sterco di maiale e pensava, se non ricordo male: “La maestra mi perdonerà per la volgarità, ma… mi trovo in una situazione di merda!” xD) scritto veramente bene e, ripeto, davvero molto originale.

Il meglio e il peggio del 2011
5. Gens Arcana, Cecilia Randall
Bello, bello, bello. Avevo adorato Hyperversum, ma con quest’ultimo romanzo Cecilia Randall si è davvero superata. Un po’ lento e apparentemente noioso, lo ammetto, ma la trama è originale, i personaggi brillanti e carismatici, i colpi di scena inaspettati e spesso da brivido. Un’ulteriore nota di merito è che, una volta tanto, ci troviamo davanti un’autrice che prima di scrivere si è saputa documentare: questo è evidente per tutto il romanzo, cosa che me lo ha fatto apprezzare ancora di più.

Il meglio e il peggio del 2011
6. Il nome del vento, Patrick Rothfuss
Anche questo fantasy è assolutamente imperdibile: nonostante la mole non da poco (oltre 700 pagine) me lo sono divorato in pochi giorni, tanto mi ha appassionato. È strabiliante come Patrick Rothfuss sia riuscito a caratterizzare in modo così minuzioso il suo mondo e soprattutto le sue creature. Se vogliamo, l’idea del ragazzo privato dei genitori che tra alterne fortune riesce a essere ammesso alla prestigiosa scuola di magia del regno non è il massimo dell’originalità, ma il punto forte di questo romanzo, secondo me, è il modo con cui questa storia apparentemente già vista e rivista è stata raccontata: lo stile è accurato e coinvolgente, la narrazione sa catapultare dentro al mondo di Kvothe in un batter d’occhio, e soprattutto la partecipazione emotiva è stata enorme. Quindi sì, lasciarsi sfuggire questa trilogia è un gran peccato, per come la vedo io.

Il meglio e il peggio del 2011
7. Il vento della luna, Daniele Monte
Merita infine una menzione anche il libro che, tra quelli che mi sono stati inviati dagli esordienti nell’ambito del progetto, è sicuramente quello che più mi è piaciuto. Ne avevo già parlato qui, ma sono ben contenta di ripeterlo: Il vento della luna, a mio parere, non ha pressoché nulla da invidiare a romanzi thriller di importanza ben maggiore. Forse definirlo capolavoro è eccessivo, anche perché alcuni piccoli difetti probabilmente dovuti all’inesperienza si fanno sentire, ma trovo che Daniele Monte abbia talento da vendere e che, continuando così, sia perfettamente in grado di diventare un autore con i fiocchi, di quelli che non capitano certo tutti i giorni.

*      *      *

Passiamo ora a quelli peggiori…

The worst of 2011 

Il meglio e il peggio del 2011
1. Golem, Marie Aude, Elvire e Lorris Murail
Non so se la colpa sia della traduzione o che altro, fatto sta che ho trovato questo libro assolutamente illeggibile: nonostante l’idea alla base fosse carina, lo stile estremamente infantile e farraginoso lo ha reso nient’altro che la trasposizione letteraria (venuta male, tra l’altro) di un videogioco (brutto). Quel che mi fa più arrabbiare, però, è che tutto questo vorrebbe essere giustificato dal fatto che è un libro per bambini: ebbene, non mi stancherò mai di ripetere che i bambini non sono scemi. Non basta buttare giù una storia carina con uno stile vomitevole per scrivere un buon libro. Primo, perché anche i ragazzini se ne accorgono; secondo, perché esistono moltissimi libri per bambini scritti meravigliosamente. Quindi, bocciato nel modo più assoluto; anzi: vorrei proprio non averlo letto.

Il meglio e il peggio del 2011
2. Ewilan dei due mondi, Pierre Bottero
Forse, dato il target a cui è rivolto, sarebbe stato meglio per me leggere questo romanzo qualche anno fa. Il fatto che abbia deciso di leggerlo ben oltre l’”età delle fiabe”, però, non è stato un male, perché mi ha permesso di giudicarlo per quello che veramente è, ovvero una ciofeca di libro. E pensare che questa trilogia ha spopolato in Francia quando è uscito, soprattutto tra i giovani… Non riesco a credere che esistano farabutti capaci di propinare robaccia del genere a dei ragazzini che cercano, invece, buona letteratura. Per ricollegarmi a quanto ho scritto nella precedente recensione, sembra che l’autore, mentre lo scriveva, abbia fatto il seguente ragionamento: “È per bambini, quindi posso ficcarci dentro tutti i peggiori errori che possa fare uno scrittore di fantasy, tanto non se ne accorgerà nessuno”. E infatti troviamo una protagonista che più Mary Sue di così non si può (persino Eynis al confronto sembra una dilettante), dei personaggi insignificanti, una trama che definire già vista è un eufemismo (non c’è niente che non rimandi ad altre storie)… per non parlare delle sciocchezze grandi quanto case che vengono sparate. Genitori, fate leggere ai vostri bambini dei veri fantasy, non questi obbrobri!

Il meglio e il peggio del 2011
3. La strega e il cavaliere, Laura Fiamenghi
Ennesimo fantasy ambientato in un mondo medievale in cui la documentazione è andata a farsi benedire. E non parlo di aspetti per i quali siano necessari anni di studio, ma di cose elementari: mi spiegate cosa ci fa il cioccolato nel Medioevo (considerato che l’autrice si prende pure la briga di specificare che nel posto dove si trovano non esiste il pomodoro perché l’America non è ancora stata scoperta)? La trama, come se non bastasse, è tutt’altro che originale, e i frequenti erroracci di stile (mancata concordanza tra soggetto e verbo, apostrofi e accenti scambiati a piacimento…) me lo hanno fatto ben presto detestare. Per fortuna che si trattava di un eBook gratuito.

Il meglio e il peggio del 2011
4. La saga di Amon – L’evocatore, Paola Boni
Prima di leggere questo libro, nutrivo una seppur vaga speranza che le recensioni online (soprattutto quella di Zwei) fossero esagerate… ma dopo averlo letto ho dovuto constatare che non lo erano affatto. Avevo sentito parlare di oltre 1500 avverbi in “-mente”, e grazie a un contaparole ho verificato che questo numero era solo lievemente abbondante: ne ho contati, infatti, ben 1378, e i primati vanno a completamente (105), improvvisamente (84), finalmente (69) e incredibilmente (52). Stendiamo un velo pietoso sulla qualità dello stile, dunque: l’editing è inesistente, e Amon ne ha davvero un gran bisogno. Nemmeno riguardo alla trama questo “libro” si salva: l’intera storia sembra un videogioco-fumetto che vorrebbe ispirarsi al manga giapponese, ma che nel complesso risulta nient’altro che ridicolo. Spero solo che la prossima volta quelli della Casini ci pensino due volte, prima di pubblicare una porcheria del genere senza, ripeto, un minimo di editing e di pubblicizzarlo come se fosse il capolavoro del secolo.

Il meglio e il peggio del 2011
5. Ethlinn – La dea nascosta, Egle Rizzo
Già la sviolinata sulla quarta di copertina mi aveva fatto partire prevenuta, ma dovermi sorbire 600 pagine di prosa noiosa, senza una virgola di mostrato, si è rivelato massacrante. Non so nemmeno cosa mi abbia spinto ad arrivare all’ultima pagina e soprattutto perché gli stia tuttora facendo pubblicità (negativa, ok, ma pur sempre pubblicità). Non leggetelo: risparmierete solo il vostro tempo, credetemi.

Il meglio e il peggio del 2011
6. Le rune del tempo, Jamila Bertero
So già che qualcuno si sta domandando: “Ma sei masochista o cosa? Recensire questo libro ti è quasi costato una denuncia e lo metti persino nella classifica dei peggiori dell’anno??”. Ebbene sì, sono ancora qui a parlare delle famigerate Rune del tempo. Credo di averne già discusso a sufficienza, ma rileggendolo a tre mesi di distanza a volte mi stupisco di quanto io sia stata buona nel giudicarlo. Ribadisco che è fino ad ora forse il miglior manuale su come non bisogna scrivere fantasy che abbia mai letto, ma è anche un ottimo metodo per farsi due risate. Quindi ve lo consiglio, ma solo se godete di uno stomaco resistente: è decisamente uno di quei libri che danno ottimi risultati, se conservati nei pressi della tazza del water per ogni evenienza
;)

Il meglio e il peggio del 2011
7. L’atlante di smeraldo, John Stephens
Per una volta mi sono lasciata trascinare dalla moda del momento, quando ho deciso di acquistare questo libro appena uscito: le premesse, dopotutto, sembravano allettanti, e la trama appariva niente male… però vorrei non averlo fatto. L’aggettivo che più si addice a questo libro è: sopravvalutato. Come definire altrimenti un mix di Harry Potter, le Cronache di Narnia, Una serie di sfortunati eventi e Il signore degli anelli che viene spacciato per una storia originale e, oltretutto, pubblicizzato fino alla nausea? Ok che è per bambini, ok che la moda è moda, ma per una pubblicità del genere mi aspettavo decisamente qualcosa di più.


Filed under: Lettura


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