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Il metodo Delrio come dottrina di governo

Creato il 27 febbraio 2014 da Albertocapece

images (9)In 48 ore dalla definitiva acclamazione Renzi, ha già speso tra i 120 e i 140  miliardi per farci star meglio: restituzione integrale dei debiti della pubblica amministrazione tramite la Cassa depositi e prestiti, abbattimento del cuneo fiscale non si sa bene con quale metodo, sussidio di disoccupazione a tutti, megapiano di risanamento degli edifici scolastici e magari anche qualche altra cosa che mi è sfuggita. Insomma un vero cambiamento di verso.

Peccato che tutte queste cose assieme siano semplicemente impossibili anche se in qualche modo verranno tenute in ballo fino alle europee: basta utilizzare il metodo Delrio che non a caso è sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ovvero quello di lanciare un sasso a casaccio per far vedere che si fa qualcosa e poi ritirare il braccio. Il tutto nella scivolosa liscivia culturale e antropologica della sacrestia. Non mi riferisco all’improvvida uscita sulla tassazione dei bot, petardo stonato nell’insieme dello spettacolo pirotecnico, ma all’ ingannevole creazione dell’ Anci Riscossioni, attuata quando il Graziano era  presidente dell’Associazione comuni italiani.

Correva l’estate del 2012, Monti cominciava a traballare e la polemica contro Equitalia era al suo diapason, così Delrio assieme al segretario Anci, Rughetti, oggi altro renziano di provata fede, ha una bella pensata: quella di costituire una società di riscossione più morbida rispetto a quella di Befera, alla quale i comuni possano rivolgersi per gestire i loro crediti. Lo scopo è quello di raccogliere consenso con minima spesa: 10 mila euro di capitale ed ecco pronta l’Anci Riscossioni srl, bella lucente e pronta a rombare in caso sempre più probabile di elezioni anticipate. Il 10 agosto, due settimane dopo la costituzione Delrio spiega che l’intento è di  lanciare  ”un nuovo modo di riscossione, più attento alle persone, alle fasce deboli, con trasparenza ed efficienza. Come Anci vorremmo poter offrire ai nostri sindaci una società meno preoccupata di fare utili e dare più servizi ai cittadini. Non vogliamo allestire l’ennesimo carrozzone pubblico, ma un nuovo operatore che possa presentarsi al mercato, magari con obiettivi e criteri diversi da quelli di Equitalia. Un po’ come Ryanair, che nel settore del trasporto aereo è riuscita a offrire un prodotto di qualità e di basso prezzo”.

Con calma pero: passano mesi prima che si faccia un bando per trovare un gestore e l’offerta vincente sembra essere quella della Romeo Gestioni, senonché il titolare Alfredo Romeo viene coinvolto in fosche vicende giudiziarie anche in relazione a questa gara e alla fine verrà condannato a 3 anni per corruzione. Nel frattempo Delrio, divenuto ministro con Letta, lascia la poltrona dell’Anci a Fassino e la società per le riscossioni, rimasta peraltro  sempre “inattiva”, viene messa in liquidazione. E’ singolare la motivazione che ne dà l’attuale vice segretario dell’Anci, nonché ex amministratore unico della srl: intervistato da “La notizia” dice che il fallimento dell’impresa è dovuta a “norme di apertura del settore della riscossione locale che alla fine non sono mai entrate in vigore”. Peccato che fosse proprio Delrio, in quanto ministro per le Regioni e le autonomie locali a doversi occupare direttamente di queste normative.

Come si vede c’è già tutto il timbro di una governance a suon di annunci e di ritirate nel completo silenzio dei media. Il meraviglioso mondo della buona volontà a costo zero e della cattiva coscienza a un prezzo spropositato per il Paese.

 


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