Martino aveva una specie di agenzia turistica, ogni tanto andavo a trovarlo. Poi, per varie vicissitudini, ha dovuto chiudere. Ricordo che andava a lavorare con uno splendido completo grigio, camicia azzurra e cravatta blù. Stava benissimo. Poi Martino con la gente ci sapeva fare. Era in grado di convincerti che quindici giorni a Luino erano meglio della Sardegna, ma non l'ha mai fatto. Lui leggeva i sogni negli occhi della gente e provava a realizzarli. Non sempre c'è riuscito ma ha ogni volta metteva il massimo dell'impegno. Un giorno sono passato a salutarlo in agenzia. Dietro il bancone era perfetto: giacca e cravatta, capelli ricci ingellati. Era proprio bello. Sottovoce mi dice di avvicinarmi e passare dietro il bancone. Rido nel vederlo in sandali e pantaloncini a fiori. E' luglio, - mi dice - fa caldo. Chi me lo fa fare di stare con i pantaloni lunghi? Come non dargli ragione? Invece, tutti dicevano in coro che "eh sì, Martino è proprio pazzo".
Ieri sono andato in biblioteca per prendere un libro per la mia nipotina. Tra le tante possibilità ho optato per "Gelsomino nel paese dei bugiardi" di Gianni Rodari. Tornando a casa eccolo lì, con la sua chitarra seduto in un angolo della piazza a suonare. Mi sente arrivare ancor prima di vedermi. Ci salutiamo. Dio quant'è che non lo vedo. Ha i capelli lunghi. Suona la sua chitarra. Chiedo se vuole bere qualcosa. No, non vuole ma se vado a bere un caffé, gradirebbe gli portassi una brioches. Vado. Prendo un po' di brioches varie e torno. Strimpella mentre parliamo. Vede che ho in mano Gianni Rodari e, improvvisamente, ricordo che la prima volta che l'avevo letto, me l'aveva prestato lui! Chiedo cosa fa lì, a fine giugno, a suonare. Che domanda scema - risponde - avevo voglia di suonare, ma in casa l'acustica è penosa. Suona e mi dedica "Running to stand still", un pezzo che ci era sempre piaciuto. Lo suona benissimo. Sul finale, una signora si avvicina e butta delle monetine davanti a lui. Rimane perplesso. Signora, grazie - dice - ma il mio concerto è gratuito! La signora, spiazzata e contrariata, bofonchia qualcosa e, riprendendo le sue monete, si allontana. Martino mi guarda e sentenzia: "Certo che la gente è proprio strana!".Martino non è matto. E' come Gelsomino nel mondo dei bugiardi e alla fine, con la sua voce potente, sono convinto che porterà la verità al trionfo.