
Lo scheletro dell'Uomo di Gristhorpe (Foto: Ancient Origins)
Il 10 luglio 1834 William Beswick scoprì, nel suo terreno situato a Gristhorpe, nel North Yorkshire, in Inghilterra, una bara ricavata dal tronco di una quercia. Dentro la bara giaceva lo scheletro di un uomo vissuto nell'Età del Bronzo che oggi è conosciuto come l'Uomo di Gristhorpe.Alla scoperta hanno assistito anche i membri della società filosofica di Scarborough, tra i quali figuravano dei dottori, che si adoperarono per salvaguardare le ossa del defunto, apparse subito estremamente fragili. Il loro intervento ha permesso di far arrivare lo scheletro dell'Uomo di Gristhorpe fino a noi ma i processi di conservazione messi in atto all'epoca non hanno permesso, oggi, di studiare il Dna del defunto.

Ricostruzione del volto dell'Uomo di Gristhorpe
(Foto: Scarborough Museum's Trust)
Prima di essere deposto all'interno della bara di legno di quercia, inoltre, il corpo dell'Uomo di Gristhorpe è stato avvolto in un mantello di pelle del quale sono rimasti solo pochi frammenti. Nel corredo che lo accompagnava nel suo ultimo viaggio vi erano un pugnale, utensili in selce, un cestino di vimini (di cui rimangono solo i resti) contenente cibo ed un recipiente in corteccia che, secondo le analisi, conteneva latte.
Il pugnale era in rame ed aveva un pomo d'osso di balena. Basandosi sulla composizione del metallo, i ricercatori hanno suggerito che l'oggetto possa essere stato importato dall'Irlanda sudoccidentale. La scienza moderna ha anche rivelato che l'Uomo di Gristhorpe doveva essere un guerriero: sono state rilevate numerose fratture rimarginate sul suo scheletro.
Gli scienziati hanno provato a ricostruire il volto dell'antico guerriero, utilizzando moderne tecniche di programmazione.
