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Il mondo dell'immagine - Dall'analogico al digitale (2)

Creato il 26 febbraio 2012 da Aspex

Il mondo dell'immagine - Dall'analogico al digitale (2)Una ulteriore popolarizzazione della fotografia si accompagna all’affermazione della gelatina al bromuro, un procedimento più semplice, economico, costante. L’uso del collodio come elemento sensibile aveva il difetto che la lastra doveva essere preparata subito prima dello scatto e sviluppata subito dopo (e quindi richiedeva, per il fotogiornalismo, l’uso dei “carri fotografici” di Fenton o di Brady, di camere oscure all’interno di tende da piantare sul luogo, e altri metodi piuttosto precari).Il collodio secco evitava la prima delle operazioni (le lastre erano preparate in fabbrica) ma al prezzo di un aumento del tempo di posa, e comunque esigeva l’immediato sviluppo. Tutto ciò andava bene per fare un ritratto in studio, ma era una notevole complicazione per la fotografia all’aperto o la documentazione degli eventi. Nel 1871 un medico inglese, Richard Maddox, sostituisce al collodio una gelatina al bromuro d’argento.La Kodak
Il mondo dell'immagine - Dall'analogico al digitale (2)George Eastman nacque nel 1854 a Waterville, nello stato di New York. Trasferitosi con la famiglia a Rochester, diventò un impiegato di banca ma coltivò sempre l’hobby della fotografia.Nel 1881 si licenzia dalla banca e fonda la Eastman Dry Plate Company per la produzione di lastre fotografiche alla gelatina, secondo il procedimento di Richard Maddox. La sua è una delle molte fabbriche sorte dappertutto per produrre il nuovo tipo di lastre fotografiche, come Agfa in Germania e Ilford in Inghilterra , ed incontrò un grande successo.Nel 1888 Eastman lanciò la Kodak, un apparecchio semplice da usare, economico (25 dollari), non ingombrante. Kodak era un marchio di fantasia, straordinariamente moderno: non significava niente, ma suonava bene in tutte le lingue e richiama il rumore dello scatto. La Kodak era un prodotto pensato come un prodotto globalizzato, diffuso in tutto il mondo; come tale, richiese un efficace investimento pubblicitario. Eastman non vendeva solo un apparecchio, ma una catena di produzione delle foto per un pubblico semplice. Lo slogan è: “voi premete il bottone, noi facciamoil resto.”Il mondo dell'immagine - Dall'analogico al digitale (2)Il mondo dell'immagine - Dall'analogico al digitale (2)La macchina era fornita all’inizio con una pellicola. Quando tutte le foto sono state scattate, il cliente mandava l’apparecchio ai laboratori Eastman a Rochester, nel Rhode Island, e avrebbe ricevuto, dietro pagamento di 10 dollari, la macchina caricata con una pellicola nuova e tutte le foto della precedente pellicola stampate. Il prezzo iniziale dell’apparecchio era tenuto basso per poi guadagnare sullo sviluppo, la stampa e la ricarica: un sistema semplice, che postula un buon servizio postale.Le foto delle prime Kodak erano circolari. La macchina non aveva mirino, né si poteva regolare la distanza; un manuale accluso indicava a che distanza e a che altezza dal soggetto rappresentato si doveva mettere l’apparecchio, a seconda del tipo di soggetto inquadrato.

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Kodak Brownie

Una chiavetta serviva a far avanzare la pellicola. Il funzionamento era estremamente semplice.Dal 1889 Eastman produsse nei propri stabilimenti la pellicola in celluloide; nel 1895 mise in vendita la Kodak Pocket (solo 5 dollari) che si caricava e  scaricava alla luce: non vi era più bisogno di mandare l’apparecchio al laboratorio, ma solo la pellicola. L’anno seguente viene superato il traguardo dei centomila apparecchi venduti. Nel 1900 la Kodak Brownie (il nome di un gustoso biscotto) è dedicata all’infanzia e costa solo un dollaro: ormai fotografare è un gioco da ragazzi.Kodak costituisce dunque un grande fenomeno di massa e la fotografia dilettante esce prepotentemente dal recinto della nobiltà e della gente bene per diventare un passatempo familiare delle classi medie. Da allora il numero delle foto scattate ogni anno non si conta più.Qui di seguito potete vedere alcune immagini della prima macchina Kodak del 1888 e la famosa pubblicità con lo slogan “voi premete il bottone, noi facciamo il resto.”Nel 1889 la società cambiò nome in "The Eastman Company" e nel 1892 "The Eastman Kodak Company" con sede a New York.

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Kodak Pocket

I punti di eccellenza della sua società sono sempre stati il materiale fotografico e il marketing.Dobbiamo alla Kodak la pellicola flessibile di celluloide e i formati 35 mm., 16 mm. (dal 1923), 8 mm. (dal 1932) e Super 8 (1965); ed anche la sostituzione del supporto in acetato a quello in nitrato, più facilmente infiammabile (dal 1910). L’invenzione della pellicola è determinante per la nascita del cinema. Eastman lavorò a stretto contatto con Thomas Edison.Il tentativo della Kodak di entrare con “Kodak Instamatic” nel settore delle macchine fotografiche a sviluppo istantaneo, presidiato in posizione monopolistica dalla Polaroid, fu sconfitto da una clamorosa causa per violazione dei brevetti Polaroid che generò anche un offuscamento dell’immagine Kodak (1985). Successivamente la stessa Polaroid sarebbe stata travolta dalla fine della fotografia analogica (2008).

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Evoluzione del marchio Kodak

La conversione al digitale della Kodak è stato particolarmente travagliata, anche se proprio nei suoi laboratori si sono compiute alcune fra le esperienze più innovative, come vedremo più avanti. Nella ristrutturazione che ha seguito il passaggio al digitale, la Kodak ha dovuto vendere la sua importante divisione di diagnostica medica (lastre radiografiche ecc.) nel 2007.Purtroppo il 9 gennaio 2012 la Kodak ha chiesto di accedere all'amministrazione controllataCon il digitale nessuno, ormai, compra più il classico rullino e sono in pochi coloro che si recano a stampare dal fotografo. Ed infinei il “colpo di grazia” con l’invasione delle fotocamere nel telefonini. Insomma, oggi non è più necessario avere una macchina fotografica per fare una fotografia. Il digitale e la tecnologia hanno reso inutile, o quasi, la pellicola, che, secondo molti, può entrare a far parte degli oggetti storici.  Insieme al rullino se n’è sono andati anche i tempi di attesa, ci si recava dal fotografo per ritirare le fotografie stampate con l’emozione di vedere come erano venute. Come è scomparso il problema della quantità delle foto (le varie tipologie di rullini: da 24 o da 36. Con il digitale si fanno a centinaia e a migliaia di foto, e se non piacciono, lsi cancellano e si fanno di nuovo.Quindi Bancarotta controllata dallo Stato per Kodak: il Chapter 11, la parte della legge fallimentare degli Stati Uniti che permette alle aziende che vi accedono di passare un periodo di pesante ristrutturazione. Eastman Kodak, la società fotografica più nota al mondo, ha dichiarato fallimento.  Da qualche tempo la Kodak aveva abbandonato il suo core business, ovvero la produzione e la vendita di pellicole fotografiche. La svolta finale per arrivare a trasformare la compagnia in una realtà che vende stampanti si è rivelata troppo costosa a causa del calo di pellicole e debiti molto pesanti. La mia Kodak Junior II Camera
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Nel 1984 ero a Londra e al Mercatino di Portobello ho visto questa fotocamera, non ho resistito e l'ho comprata. Ci feci solo un rullino di fotografie, anche perchè dovetti "adattare" un rullino da 220 della mia Pentacon ed "arrotolarci" la pellicola in camera oscura, per poterla utilizzare (eh si, era "vecchiotta anche allora).
Alcune foto della Junior.
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