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Il nemico alle porte

Da Tabulerase

Il nemico alle porteAbbiamo bisogno di un nemico? Istintivamente il nostro istinto intimo ci porterebbe a dire di no in preda ad un buonismo autocompiacente, ma la verità è purtroppo diversa. In tutte le realtà in cui viviamo ed a tutti i livelli in cui interagiamo riusciamo sempre a trovare un nemico che funga da sfogo alle nostre paure ed alle nostre frustrazioni se non rabbie nascoste. Lo cerchiamo con pervicacia degna di miglior scopo, può essere il timore del pedofilo in agguato su internet, il collega invidioso, il o la rivale, il partner amato che non soddisfa e dobbiamo trasformare in oggetto di non desiderio, il vicino di casa, perfino noi stessi possiamo diventare il nemico su cui appuntare le nostre attenzioni. Che poi l’ipotetico nemico esista davvero o sia solo frutto di un inconscio desiderio di rivalsa poco importa, basta che si abbia un cattivo da combattere.

Creare e trovare un nemico unisce più di comuni interessi, Bush junior vinse il secondo mandato con il delirante video (probabilmente fasullo) di Osama Bin Laden 3 giorni prima del voto, democratici e repubblicani si unirono al Presidente contro il comune nemico. Il pericolo dell’invasione dei cinesi, anche se non più politico, ma economico, unisce i paesi europei, spesso divisi su tutto, nella salvaguardia comune del proprio spazio consumistico. I partiti razzisti ed omofobi fanno leva sui clandestini che ci invadono con i barconi portandoci via il lavoro e riempiendoci di criminali e sulla corruzione portata dalle comunità gay alla famiglia costituita per giustificare la propria esistenza priva di ideali. Come potrebbero i nostri governanti “tecnici” far passare le tante ingiustizie che stanno realizzando se non agitassero continuamente lo spettro del default? Un nemico da combattere giustifica misure estreme, crea l’emergenza che coagula forze eterogenee, come vediamo dal tragico trio Alfano Bersani Casini ad esempio, in una crociata cui i condottieri che candidati a guidarla non mancano mai, sul pericolo comunista Silvio Berlusconi ha costruito il personale ventennio di abomini. La bravissima Lella Costa teorizzava anni fa in un suo spettacolo il bisogno di avere “un nemico personale”, sembra che il bisogno di odiare sia necessario quanto e forse più di quello di amare, d’altronde quanto è sottile il confine tra odio e amore? Due lati di una stessa medaglia, il lato chiaro ed il lato scuro di una stessa forza di starwarsiana memoria, come potrebbero d’altronde esistere gli “Eroi” se non esistessero nemici da affrontare e guerre da combattere?

Fermiamoci a pensare magari come sia possibile avere una missione con l’incredibile cifra di 52 morti in Afghanistan, e che l’ineffabile ministro della difesa Di Paola (unica carica politica di questo tipo ricoperta da un militare, cosa che accomuna il governo Monti a svariati paesi dittatoriali del terzo mondo….) continua a definire di pace, quindi se neanche i talebani sono nostri nemici, perché tutti questi caduti che continuiamo a definire eroi? Un eroe per definizione deve avere appunto un nemico, ma se siamo in missione di pace forse i nostri governanti stanno  prendendoci in giro?

E se invece ci fermassimo un attimo a pensare, riconsiderassimo le nostre priorità ed i nostri usi e costumi? Senza emergenze, senza ipotetici nemici da combattere, ma con un benessere comune da perseguire e costruire in armonia, quanti dei personaggi che dagli schermi stile Hunger Games presenti ovunque, invadono ogni giorno la nostra vita con le loro rassicuranti fattezze e le loro roboanti dichiarazioni amplificate fino allo stordimento, dovrebbero trovarsi nuovi impieghi?


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