Magazine Diario personale

Il Paese dei Gatti.

Da V

Scrivere significa prendere una parte di sè e spiattellarla sul foglio bianco. C’è chi trova l’ispirazione nella rabbia,chi nell’alcool,chi nell’amore. Essere come sono mi permette di scrivere. Se non fossi così,non ne sarei in grado. Se non fossi così,se fossi una persona ‘normale’ non scriverei.
La mia ispirazione si trova nel ‘Paese dei Gatti’. Il paese dei gatti è un luogo affascinante,ma pericoloso:convinto di potertene andare quando vuoi,finisci per rimanervi intrappolato. Finisci col sbiadire nei suoi confini.
Il mio ‘Paese dei gatti’ non ha colori,spesso non ha nemmeno forme.
Ha suoni.
C’è il fracasso di tessuto cardiaco che si graffia contro lo sterno,a forza di sbatterci. C’è il rumore delle ossa che si modellano sotto il peso di parole dette con leggerezza;c’è il tonfo sordo dell’abbandono.
Ci sono colpi su una porta. [Nessuno l'aprirà]
Il mio ‘Paese dei gatti’ ha tante orme sul pavimento,sul cielo,su spazi bianchi,sui cocci di oggetti che non riconosco,su volti famigliari,su pagine di libri.
Se provo a mettere il mio piede in quell’impronta,i suoi contorni lo accolgono perfettamente. Nel ‘Paese dei Gatti’ ci sono strade che solo io so percorrere,noncurante della destinazione. L’obolo da pagare è l’incertezza del ritorno.
Il tempo è dilatato,un minuto dura ore:solo i segni sul corpo ne scandiscono lo scivolare tagliente.
Nel ‘Paese dei Gatti’ ci sono suoni,ma non ci sono voci. Ogni tanto ci trovo risate.

Io,nel ‘Paese dei Gatti’,sono io. Sono io,ma non ho peso nè dimensione. Sono fatta di riflessi colorati. Il ‘Paesi dei Gatti’ lo sa,è impossibile nascondersi. Il ‘Paese dei Gatti’ mi vuole tenere con sè.

Le porte del ‘Paese dei Gatti’ non sono sempre aperte. È una questione di equilibrio,di pesi. Basta tranciarne uno,il sistema dei contrappesi viene meno e i cancelli di quel mondo si spalancano.
So come aprirli-un filo tirato,così,per distrazione e tutto crolla-ma dimentico come chiuderli.
E se un giono i pesi fossero così ben distribuiti da non poter più accedere a questo mio posto? Scambierei l’essere me,lo smettere di scrivere con un baricetro statico e salvifico?

Il ‘Paese dei gatti’ conosce la risposta e io sento già chiudersi,alle mie spalle,le sue porte.

V.

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*”Il Paese dei Gatti” è un breve racconto contenuto in 1Q84 (libro 1 mi sembra) di Murakami. Vi consiglio di leggerlo!


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