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Il pensiero crea la mia realta'

Da Marta Saponaro
Il colore delle parole ha una certa rilevanza nella nostra vita.
A seconda del termine e del colore a cui colleghiamo questa parola, mediante l'emotività, reagiamo e ci comportiamo di conseguenza. Per meglio spiegare ecco degli esempi con vari nomi: mamma, se questa figura ha avuto un ruolo importante e positivo ovviamente avrà assunto un                          colore vivace e una luce vivida immergerà il ricordo; per esempio a me viene in mente il                     rosa figli, azzurro pastello furto, grigio scuro malattia (influenza), grigio fumo
IL PENSIERO CREA LA MIA REALTA'
Quando accadono eventi, simili tra loro, la memoria emotiva li associa ad una tonalità comune. Non proviamo nemmeno a fermarci per capire se sia o no giusta quest'associazione. Meccanicamente noi ci affidiamo a questa esperienza; così si creano le memorie. Non è però adeguato questo comportamento in quanto, da un certo punto in poi nella nostra vita, smettiamo di voler conoscere, imparare e ci blocchiamo nel conosciuto, ci ricolleghiamo alle nostre memorie. Le memorie emotive sono legate ad immagini, suoni, odori, colori e sensazioni vissute come realtà oggettiva che, in realtà non è, infatti, è solo una percezione con la quale definiamo la realtà. Proviamo ad esempio a pensare ad un momento di tensione, una forte litigata con una persona a cui teniamo, oppure la morte di un nostro caro o un incidente. Mentre ricolleghiamo la memoria ad uno di questi eventi ci vengono in mente immagini e suoni tutti avvolti da uno sfondo colorato specifico: per esempio, se penso al furto subito, vedo davanti ai miei occhi, come se fosse appena accaduto, l'immagine della mia casa con le porte aperte, lo sporco per terra, gli effetti personali gettati in terra, sento le voci dei miei figli che mi dicono che è entrato qualcuno in casa e provo una sensazione di freddo; tutta la scena è avvolta da una luminosità cupa. In realtà ora non sta accadendo ma il mio immaginario mi riporta a quel momento in cui vennero i ladri a casa e mi proietta ciò che ho visto, sentito e vissuto quel giorno. Se però ricordo il momento in cui ho conosciuto colui che è divenuto il compagno della mia vita, i rumori e soprattutto la luce delle immagini diventa più vivida. Stessa cosa accade se rammento attimi della mia infanzia quando, ad esempio,  la mia mamma mi abbracciava, tutti i ricordi sono immersi in una bella luce chiara che si avvicina al rosa pastello. Ciò accade perché ai nostri pensieri gli diamo un senso di realtà e una volta entrati a far pare del nostro vissuto non li mettiamo in discussione ed, inoltre, associamo i pensieri che sono simili. Questo meccanismo fa si che le idee e le emozioni non rimangono tali ma diventano il nostro essere, la nostra identità e quando dobbiamo riferirci a qualcosa, poiché non abbiamo memoria di tutta la realtà, ci rifacciamo a quella che ci siamo costruiti  e sarà a questa che ci riferiremo, sempre.
Poiché la nostra realtà non è quella oggettiva non coincide con quella di un altro individuo. Se parliamo con un amico, ad esempio, di una giornata trascorsa al mare ognuno avrà una sua percezione unita ad un suo ricordo: c'è chi l'assocerà al caldo e all'afa, chi allo schiamazzo dei bambini, chi all'acqua sporca, chi alla dolce ebrezza del venticello in riva al mare. Questi svariati mondi di realtà soggettive fanno si che a volte possano nascere incomprensioni e malumori.  Un altro classico esempio di vissuto non reale è quando non troviamo un oggetto e siamo convinti di averlo lasciato in un posto specifico. Andiamo direttamente lì e...NON C'E! Iniziamo, allora, ad andare avanti ed indietro continuando a brontolare che era in quel punto preciso e non ci accorgiamo che, invece, era appoggiato altrove. Accade questo perché non stiamo pensando alla vera realtà ma a quella del nostro immaginario che ha preso il posto della realtà effettiva. Stessa cosa accade nelle testimonianze: quando una persona deve testimoniare su un avvenimento la sua asserzione, oltre a non coincidere con quella di altri testimoni, anche se presenti nello stesso momento, inoltre a distanza di tempo muta. Semplicemente, viene spontaneo il fatto di allacciarsi al nostro pensiero e non al vero. Ovviamente le parole sono unite al comportamento perciò ognuno ha un comportamento differente su una medesima situazione. La realtà di ogni uomo non è mai oggettiva ma soggettiva. Ed ecco che è vera la frase: IL PENSIERO CREA LA MIA REALTA'.
Nell'esperienze traumatiche delle malattie questa situazione porta a vivere momenti drammatici facendoci accettare cure che, magari, se sapessimo la verità oggettiva non accetteremmo.
Abbiamo tutti, chi più chi meno, una paura comune che fa percepire alcune realtà nello stesso modo con tonalità simili. Queste possono essere sia belle, come l'innamoramento, l'amicizia o brutte il furto, un incidente o una malattia.
In questo ultimo caso se il male non è una semplice influenza ma qualcosa di più grave, nel momento stesso in cui il medico ci riferisce la diagnosi percepiamo la negatività e la disperazione in egual maniera.
A mio giudizio questo fa si che spesso finiamo con l'affidarci nelle mani di persone che reputiamo più esperte ma è sempre così?
Per quanto riguarda la situazione odierna purtroppo non sempre coloro che hanno assunto il ruolo di medico sono  preparati e, soprattutto, scevri dalle influenze esterne e accade che indirizzino verso cure che potrebbero fare più male che bene.
Vorrei ora presentarvi altre realtà per quanto riguarda la sfera delle diagnosi più inquietanti.
La medicina ufficiale generalmente si avvale di metodologie molto forti in caso di un tumore. Infatti si può incorrere in trattamenti chemioterapici o di radioterapia, magari dopo aver subito un'operazione.
Secondo la medicina cosiddetta "alternativa", per far fronte a patologie di questo genere non servono questi tipi di cure che, a suo avviso, sono assolutamente da evitare in quanto possono dare l'apparenza di una guarigione ma in realtà si è curato solo il sintomo e non la vera causa e questo porterà alla recidività della situazione. Inoltre alcuni medici alternativi affermano e si domandano come possa la chemioterapia o la radioterapia curare i tumori quando per gli operatori che applicano queste cure è pericoloso in quanto mettono a repentaglio la loro salute rischiando di contrarre essi stessi la medesima affezione. Insomma chemio e radioterapie causano i tumori.
IL PENSIERO CREA LA MIA REALTA'
Ryke Geer Hamer e la Nuova Medicina Germanica.
Medico oncologo e malato di tumore ai testicoli. Egli studiò questa malattia sotto una altro punto di vista. In base alla sua esperienza iniziò a guardare se anche i suoi pazienti avessero vissuto momenti traumatici prima che gli venisse diagnosticata tale patologia. Si accorse, così, che effettivamente molti dei suoi pazienti avevano vissuto un trauma. Così approfondendo i suoi studi giunse a delineare cinque leggi biologiche.
Seguendo il cammino di coloro che hanno vissuto il trauma di sentirsi diagnosticare un tumore da chi è considerato il depositario di una scienza, la medica, si può cadere nell'illusione che poiché è preparato e sa, la cura che ci prospetta è l'unica possibile. Dimentichiamo in realtà che anche se è vero il fatto che il medico avendo studiato e percorso un determinato cammino è più consapevole di determinate situazioni, egli è comunque un essere umano soggetto all'errore e non possiede una conoscenza assoluta. Il dottore propone una cura che generalmente è quella che viene indicata dal protocollo. Può essere in buona fede ma rimane comunque il fatto che la cura convenzionale non guarda mai se è giusta per quella persona. La medicina tradizionale segue metodologie standardizzate non personali.
Quando poi viene spiegata la procedura il medico mostra tutte le eventualità, dalla migliore alla peggiore, così se malauguratamente dovesse accadere l'irreparabile lui ha seguito la procedura legalmente prevista e non è quindi perseguibile dalla legge.
In un'intervista, il noto professor Veronesi asserisce che effettivamente la chemioterapia è una metodologia che non farebbe poi veramente bene in quanto distrugge le cellule. Ovviamente come uccide le cellule sane maggiormente riesce ad eliminare quelle malate però non è comunque una cura del tutto valida.
Nel 2012 la rivista Nature, così riporta anche un articolo del sole24 ore "NATURE, CHEMIO A EFFETTO BOOMERANG: PUO' RAFFORZARE IL TUMORE", scrive che la chemio, terapia definita anti-cancro, in realtà rafforzerebbe e stimolerebbe la crescita del tumore (in questo caso della prostata). Altre informazioni si trovano qui: "Tumori scoperta choc"
Altra notizia è quella di una sentenza del TAR del Piemonte "Tumori e traumi psichici. Sentenza epocale del TAR del Piemonte"
Ora senza nulla togliere al prestigio di questo medico, che è anche un politico, devo aggiungere che molto spesso ha prima proferito determinate sue certezze per poi affermare il contrario. E' vero che i progressi possono far mutare le idee ma a tutto c'è un limite.
Però ho letto un'affermazione dell'eminenza medica che mi è piaciuta tantissimo la riporto pari pari dal sito di magazine.excite.it "carne pericolosa, 30% di rischio in più" :
"Le riviste medico-scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche" ha detto Veronesi. "Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte insabbiate, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate. Io, che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni; se le facessero loro, probabilmente non lavorerebbero più. L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche lavorano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altra per sopravvivere e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme". Le seguenti dichiarazioni sono contenute tutte all'interno di un libro di Veronesi dedicato alla prevenzione del tumore a tavola e nelle ultime ore sono rimbalzate da una testata all'altra.
Comunque sia nel nostro Paese chiunque provi ad accennare alla medicina alternativa non se la passa molto bene. Mentre nel resto dell'Europa si ha un sistema tollerante per la medicina "alternativa", in Italia vige il sistema esclusivo e viene riconosciuto valido solamente il personale che ha lauree professionali sanitarie ufficiali, in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria o in quelle professionali sanitarie. La medicina non convenzionale non trova alcuno spazio. "Prevenzione medico-legali della medicina alternativa e complementare"
Arrivati a questo punto non posso dire che come ci siamo curati fino ad oggi sia tutto sbagliato ma, non posso negare che anche se non inserite nel bagaglio culturale ufficiale, le cure alternative possono sinceramente essere un altro modo.
Sta a noi prendere la decisione.
Però visto che sto provando ad informarmi forse sarei scettica sull'impiego di certe cure che sembra, a detta di un luminare legato proprio alla scienza ufficiale, non siano del tutto adeguate per non dire di peggio.
ovviamente asserisco questo perché non sono direttamente coinvolta, anche se mia mamma e mia sorella si. Forse se accadesse direttamente a me non avrei la lucidità non so, devo essere sincera. A mente sgombra e serena trovo sensate e logiche le teorie di Hamer che nel prossimo articolo spiegherò approfonditamente.

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