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Il Potere del Web

Creato il 31 gennaio 2011 da Franzrusso @franzrusso

I tragici avvenimenti in Egitto, e ancora prima in Tunisia, hanno messo in evidenza il fatto che la rete ha giocato ancora una volta un ruolo fondamentale. Si può parlare allora di Potere del Web?

Il Potere del Web e le rivoluzioni in Egitto e TunisiaIl ruolo dei social media nei disordini recenti in Egitto, così come in Tunisia, in questi giorni è oggetto di molte discussioni. In molti si chiedono che ruolo abbiano giocato in questi tragici avvenimenti. Senza dubbio il fatto di poter comunicare grazie ai social media ha aiutato a capire al modo cosa realmente stava accadendo nei giorni delle rivolte. Di fronte all’impossibilità di poter reperire notizie e di poter comunicare tra di essi, i cittadini hanno avuto come unica finestra sul mondo e come unico modo per coordinardi proprio i social media. E’ il caso di parlare di potere di questi strumenti  oppure si deve parlare di Potere della Rete? Senza dubbio, si deve sottolineare il potere della comunicazione in tempo reale che grazie alla rete ha potuto essere di fondamentale importanza, ancora una volta.

Se proviamo a ragionare in questi termini si potrebbe correre il rischio si sostenere che le recenti rivoluzioni sono accadute proprio grazie al potere dei social media, senza il quale niente sarebbe successo. E’ questo uno dei punti attorno al quale si va sviluppando il dibattito. E su questo punto Evgeny Morozov ha sostenuto che Twitter e Facebook non devono essere accreditati con una valenza di questo genere, aggiungendo che così facendo si guarderebbe agli eventi nella direzione della “cyber-utopia” di cui molti sostenitori di social media soffrono: cioè, la convinzione che Internet è inequivocabilmente buono, o che l’uso di Twitter o Facebook possa in qualche modo liberare le società represse dai vari regimi. Morozov, autore del libro Delusion Net,sul suo blog ha sostenuto che Twitter e Facebook non hanno giocato un ruolo cruciale e che la rivoluzione sarebbe accaduto con o senza di loro.

Zeynep Tufekci, docente di sociologia all’università del Maryland, si è interrogata sul suo blog proprio su questo tema, intervenendo sul tema dielle cause e degli effetti che essi producono, e secondo il suo modo di interpretare gli eventi, i social media hanno avuto un ruolo cruciale. Ma c’è anche chi come Jillian York, di Global Voices, sostiene che è vero che strumenti tecnologoco come i SM siano importanti in situazioni come queste, ma non necessari. E Ethan Zuckerman, uno dei fondatori di Global Voices, ritiene che le rivolte avvenute in Tunisia e in Egitto abbiano molto più a che fare con decenni di povertà e repressioni che non con quello che i social media siano riusciti a fare, aggiungendo che “è un errore associare le proteste esclusivamente a Facebook, a Twitter o a Wikileaks. Alla base di queste proteste ci sono decenni di problemi economici e di regini autocratici”. Di sicuro non gli si può dar torto.

Sinceramente non credo che ci sia qualcuno che pensi che queste rivoluzioni, che hanno sconvolto i paesi nord-africani, possano essere state mosse dal potere dei social media o tantomeno da cyber-utopisti. Il tema in questione, secondo me, è che l’utilizzo di strumenti come i social media può essere incredibilmente potente, sia per diffondere la parola, in modo da dare anche un sostegno morale o emotivo, oltre che generare un supporto esterno. Può risultare utile per motivi organizzativi, grazie porprio alla potenza della rete.

Grazie a Twitter, che ha giocato comunque un ruolo importante già in altre occasioni, basti pensare alla rivolta dopo le elezioni presidenzial in Iran nel 2009, Jacob Appelbaum (conosciuto su Twitter come @ioerror) e i suoi amici hanno potuto creare connessioni dialup e satellitari, mettendo su una rete adhoc dopo lo spegnimento del web da parte delle autorià egiziane per evitare che si potessero rafforzare o generare nuove proteste. Questo per citare un esempio.

Allora ci avviciniamo al quesito con cui siamo partiti. Si deve parlare di potere dei social media o invece di potere della rete? Sono sempre più convinto che è proprio grazie alla rete che si possa parlare di potere dei social media. Questi strumenti hanno forza perchè milioni di persone li usano. Il caso particolare poi riguarda sempre Twitter che anche in situazioni di spegnimento della rete, è in grado di mantenere il flusso di informazioni. Segnalo il bel post scritto dal co-fondatore Biz Stone sul blog ufficiale di Twitter, The Tweets Must Flow, dove viene rivendicato il fatto che Twitter è al fianco della libertà di espressione, diritto fondamentale esercitato in quasi tutti i paesi del mondo.

Insomma, mentre prima quando accadevano rivoluzioni epocali, a giocare un ruolo fondamentale era ad esempio il fax, oggi questo ruolo viene vestito da Twitter, da Facebook. E come abbiamo sostenuto, anche attraverso le opinioni raccolte, essi non sono causa di rivoluzioni popolari, ma ignorarne e minimizzarne la loro potenza sarebbe veramente un grave errore.


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