Il potere energetico della Piramide di Cheope

Creato il 07 maggio 2013 da Pierluigimontalbano
Il potere energetico della Piramide di Cheope
di Salvatore Micalef,
Egittologo del Centro Italiano Ricerche


Secondo i miei studi, le piramidi hanno dei poteri misteriosi. Analizziamo insieme la questione, cercando di evidenziare le tesi favorevoli e quelle contrarie. Il primo indizio trovato nei vari reperti archeologici della storia che accenna ad una strana capacità di conservazione che riconduce alla forma piramidale, fu il Libro dei Morti, l’antico testo religioso egizio. In esso si legge che la piramide aveva la capacità di risvegliare le potenti energie positive e negative presenti all’interno di essa, pur in modo latente, in ogni essere umano. Queste energie potevano essere stimolate con l’aiuto della piramide stessa rendendo l’individuo forte e vitale. Forse, non è un caso, che il numero “phi” (il pi greco), che si usa in geometria per il calcolo dell’Aria della Piramide, è incorporato nelle dimensioni della Grande Piramide di Cheope, ed era ritenuto in passato simbolo della creatività, del fuoco e della vita. Infatti, il termine stesso piramide ha una radice greca e deriva da “pur” fuoco e “met” dieci. In epoca moderna, si riprese a parlare degli strani effetti energetici che si sviluppano all’interno della piramide, di cui, ancora si sta studiando l’origine della fonte. Durante la mia permanenza in Egitto, dove svolsi una campagna di scavi intorno alla Valle dei Re nel 1999, feci una breve visita alla Grande Piramide di Cheope, e per caso lo sguardo dentro un banalissimo cestino dei rifiuti, che era collocato nella Camera del Re. Nel contenitore per mia meraviglia giacevano i corpi di alcuni animali morti, come gatti e topi, ma, contrariamente alle mie aspettative, non emanavano alcun odore cattivo. Incuriosito mi sono avvicinato al cestino ed osservai con più attenzione e, ho notato che i corpi di questi animali non erano in alcun modo in stato avanzato di decomposizione, ma sembravano perfettamente mummificati. Oltretutto, quando entrai nella Piramide, avevo la mano destra fasciata, a causa di una profonda ferita che mi sono provocato accidentalmente li giorno prima, ed ancora era fresca. Come,mia seconda meraviglia, levai la fasciatura è scoprì che la mia ferita era perfettamente cicatrizzata. Uscito dalla costruzione cominciai a domandarmi se ciò se tutto questo fosse possibile oppure, in un qualche modo, fosse in relazione alla struttura della piramide stessa. Quindi, non ho perso tempo, cominciai a studiare questo fenomeno, e pensai di costruire un modellino in scala ridotta, orientandolo una lato di questa piramide nella direzione dell’asse nord-sud. Al suo interno, in corrispondenza dell’ipotetica Camera del Re, misi un gattino morto, attendendo l’evolversi della situazione. Puntualmente, come avevo sospettato e sperato, l’animale che posi al suo interno non andò in putrefazione, ma si mummificò. Stesso risultato lo sperimentai con altre sostanze organiche,vale a dire: latte, acqua ecc. ecc.. A questo punto è evidente che lo spazio all’interno di una determinata forma geometrica influisse sui processi chimico-fisici che avvenivano al suo interno, anche in tempi molto remoti i nostri. Continuando ancora i miei esperimenti, notai che, anche la materia inorganica sembrava risentire di questa straordinaria influenza energetica positiva; ad esempio le lamette usurate si riaffilavano nuovamente ed erano sempre efficienti nella loro funzione.

E’ interessante capire come, secondo alcuni colleghi, solo nel momento in cui gli antichi egizi smisero di costruire le piramidi, le tecniche di mummificazione raggiunsero il loro culmine in quella determinata epoca antica, ma, successivamente si perfezionarono in modo più concreto e sbalorditivo nel Nuovo Regno. Ormai sembrava chiaro che la forma della piramide avesse la capacità di accumulare una qualche forma di energia positiva in grado di agire sulla materia fisica; si comportava come un condensatore energetico, distruggendo i batteri presenti e sterilizzando gli oggetti al suo interno, ma non solo, permetteva la lucidatura dei gioielli e l’acqua acquistava proprietà terapeutiche. Le normalissime batterie si ricaricavano, la frutta maturava più velocemente ed i semi facevano nascere piante più sane e molto più rigogliose. Contribuiva a migliorare la qualità dell’aria, come dimostrava il fatto che il fumo di una sigaretta si dissolveva prima che all’esterno. Ho anche accertato che chi soffriva di mal di testa veniva consigliato di usare un copricapo a forma piramidale ed in caso di artrite di porre sopra la parte malata una costruzione di tale fattura, dove gli effetti benefici venivano assicurati ed accertati scientificamente.
Le energie della terra e del cosmo, posso dichiarare che, se suddivise in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e amplificarsi all’interno di una piramide, a condizione che i rapporti geometrici siano gli stessi della Grande Piramide di Cheope a Giza, con un rapporto di base-altezza di 1,5708, che è pari a mezzo pi greco, ed abbia un determinato orientamento nello spazio cosmico. Secondo altri studiosi, invece, che hanno sviluppato una teoria contraria, affermano che, all’interno della piramide lo spazio-tempo sarebbe negativo e quindi ogni organismo si comporterebbe in modo contrario di quanto avverrebbe normalmente. Naturalmente,questo è del tutto errato, perché dagli esperimenti dame personalmente condotti, ho riscontrato il contrario.
Si presume inoltre, che i poteri risultino maggiori in concomitanza con il picco dell’attività solare. Esso si manifesta, fra le altre cose, sotto forma di estese macchie scure sulla superficie del Sole con un andamento ciclico di 11 anni. A dare una sorta di certificazione scientifica ai poteri della piramide contribuirono degli esperimenti condotti, alla fine degli anni ’60, dal premio Nobel per la fisica Luis Alvarez. Durante una serie di test dentro la Grande Piramide si accorse che gli strumenti registravano una accentuata ed inspiegabile ionizzazione dell’aria. Negli anni 30, l’esploratore Paul Brunton pensò di fare un esperimento su se stesso, vale a dire, di farsi rinchiudere, per un’intera notte, nella camera regale della piramide di Cheope. Quando, il mattino dopo, lo andarono a riprendere era in uno stato di apatia generale, come sotto l’effetto di una qualche droga. Raccontò che per l’intera notte ha avuto delle strane visioni, fra le quali quella della propria morte. Gli parve di vedere, pur con gli occhi chiusi, grigi spettri di nebbia che si aggiravano per la stanza ed ombre gigantesche e paurose che sembravano uscite da un regno infernale. Fu vicino ad un collasso nervoso ed a salvarlo contribuì, probabilmente, il suo sangue freddo da avventuriero. Successivamente, raccontò, che le figure svanirono e presero ad avanzare verso di lui due sagome luminose ammantate di bianco, a questo punto, sperimentò anche un
viaggio astrale al di fuori del suo corpo, volteggiando lungo il soffitto e vedendo se stesso immobile seduto sul pavimento della stanza reale.
In conclusione devo aggiungere che, altre persone, che hanno visitato la costruzione di giorno, hanno raccontato di essersi sentiti invasi da un panico immotivato e di provare un forte senso di debolezza, invece io al contrario, ho avvertito un’energia positiva che mi invadeva il corpo e la stessa anima e dava senso di benessere e di sicurezza interiore, non indifferente. Secondo questa mia esperienza che ho sperimentato, bisogna entrare all’interno della piramide di Cheope, carichi di energia positiva, per il semplice fatto, che la stessa piramide possiede una grande concentrazione di energia cosmica, ed in base allo stato d’animo delle persone che la visitano, essa si mette in funzione ed agisce di conseguenza, fatto constatato ed accertato personalmente.
Fonte: http://www.centroitalianoricerche.com/

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