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Il primo pensiero è quello che conta

Creato il 16 gennaio 2015 da Margheritadolcevita @MargheritaDolcevita

Qualche giorno fa ho letto su Wired questo articolo che mi ha fatto riflettere, mai avrei pensato che la notizia del tumore di Emma Bonino potesse scatenare certe reazioni. E secondo me quei pensieri lì sono anche quelli più veri, sia perché sono scritti di getto (dì la prima cosa che ti viene in mente) sia perché online è tutto più facile, anche se non sei protetto dall’anonimato. Una cosa a cui bado sempre in questi casi sono le immagini dei profili di chi scrive certe mostruosità, non è il caso dei commenti in questione, ma spesso fa strano leggere “Devono crepare tutti” a fianco all’immagine di una signora sorridente con in braccio il suo bel bambino sorridente. Anni fa qualcuno c’aveva pure fatto un video, immagine sorridente del profilo + bestialità scritta a lato, mi piacerebbe ritrovarlo.

Prevedibilmente reazioni incivili si sono avute dopo la liberazione delle due cooperanti Greta e Vanessa. Quando ieri mio padre mi ha detto che le avevano rilasciate il primo pensiero che ho avuto, quello che avrei scritto su FB se usassi FB, quello che avrei esplicitato in qualunque sede è stato “Meno male, che bella notizia”. Poi certo, una persona con un minimo di senno si fa qualche domanda, legittima credo, giusto trattare oppure no, qual è il prezzo della vita umana, cosa succede se quei soldi vanno a finanziare dei terroristi, etc etc. Tutti interrogativi sacrosanti, riflessioni anche in questo caso non banali e che per me non hanno risposte univoche. Però il mio primo pensiero è stato “Meno male, che bella notizia”, il mio e anche quello di Anacleto e spero quello di molti altri. E’ stato anche il primo pensiero quando hanno annunciato la guarigione del medico di Emergency malato di ebola, è una bella notizia no? Buona parte di mondo nostrano non la pensa così.

Non so se l’ho mai scritto, ma io non sono una complottista. Per me la vita dei complottisti è l’inferno in terra. Vivere dubitando di ogni cosa, vivere con la certezza che per ogni cosa ci siano spiegazioni terze (se non quarte o quinte), vivere con la paura che ci sia qualcuno che manovra tutto quanto a suo piacimento, vivere vedendo scie chimiche e non nuvole in cielo, è l’inferno. Io mai mi auspicherei una vita del genere. Non amo nemmeno guardare o leggere robe con complotti, figuriamoci pensare di vivere in un enorme gigantesco mastodontico complotto (organizzato dalle multinazionali farmaceutiche del petrolio americane sioniste). Probabilmente io ho una mente molto semplice e lineare (If it looks like a duck, swims like a duck, and quacks like a duck, then it probably is a duck.), faccio del rasoio di Occam una filosofia di vita, ma meglio così.

E insomma le reazioni più spontanee alla liberazione sono state sia incivili che complottiste, ho letto qua e là cose del tipo:

  • dovevano lasciarle morire, ora devono dedicarsi ai lavori forzati per ripagare gli italiani;
  • speriamo in una smentita;
  • sono andate in Siria per farsi rapire apposta, sono d’accordo coi rapitori per farsi dare i soldi e finanziare la loro causa;
  • le hanno rilasciate così possono venire in Italia a fare le foreign fighters;
  • le hanno rilasciate ma prima le hanno contagiate con qualcosa così vengono in Italia e diffondono virus mortali;
  • le hanno rilasciate perché si sono stufati di trombarle, sono pure ingrassate durante la prigionia, già non erano belle prima, figuriamoci ora;
  • si sono fatte rilasciare perché si sono stufate dei salsicciotti arabi;
  • le hanno rilasciate ma sicuramente sono incinte, per cui ora vengono in Italia a portare dei nuovi terroristi;
  • le hanno rilasciate ma in realtà rimarranno in contatto con loro perché sono diventate spie.

Due o tre cose. Intanto bisognerebbe anche smetterla di considerare le donne come suore o come puttane, vie di mezzo mai. Poi la gente è evidentemente andata giù di testa, l’apoteosi della follia. Cinque minuti dopo che due ventenni vengono liberate, come può una persona sana di mente pensare che in realtà abbiano entrambe un virus inoculato appositamente per sterminarci tutti? Magari la storia mi darà torto. Magari tra due mesi Greta e Vanessa si imbottiranno di tritolo e si faranno saltare in aria da qualche parte. Magari tra trent’anni si saprà che era tutto un complotto. Ma io mi rifiuto categoricamente di condurre un’esistenza con delle certezze nate su pensieri distorti e malati, sbaglierò, sarò limitata, non vedrò lontano, chi lo sa. Che poi io mi immagino Greta e Vanessa a googolare il loro nome ora e a leggere quello che salta fuori, trovandomi di fronte a così tanta acrimonia a me passerebbe la voglia di cambiare il mondo, seppure con l’incoscienza dei vent’anni.



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