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Il problema della fototessera

Creato il 21 giugno 2015 da Margheritadolcevita @MargheritaDolcevita

Devo rinnovare la carta di identità. Mi è arrivata la lettera del comune, entro fine agosto portaci tre fototessere e la carta d’identità vecchia che ti facciamo quella nuova. Ok. No problem. Dopotutto la carta di identità che ho ora ce l’ho da 10 anni, all’epoca le rinnovavano con il timbro e quindi insomma sarebbe anche ora. Nella fototessera della carta di identità prossima alla scadenza ho 20 anni, i capelli lunghi e ricci, l’unica cosa rimasta uguale è la faccia da rimbambita (ho lo sguardo da pesce lesso per colpa delle palpebre, capitemi).

Quindi, missione fototessera. Che ci vuole. Vado alla macchinetta, 5€ e passa la paura. Ad oggi di euro ne ho spesi 15. Tre macchinette di tre “marche” diverse. Chiaramente qualcosa è andato storto.

Non ho mai pensato di soffrire di dismorfismo corporeo. Non è una cosa che riguarda solo noi obesi, riguarda un po’ tutti, ma in particolare negli obesi c’è il fatto di non vedere quanto grassi si è realmente. Cioè non ci si rende conto che 150kg occupano tutto quello spazio lì. Chiaramente c’è anche il contrario, magri che si vedono grassi, che forse è più comune, ma l dismorfofobia è una cosa un po’ più seria. Ecco, questa cosa no, non l’ho mai avuta. Sono sempre stata piuttosto consapevole di quello che è il mio corpo. Sono un ippopotamo. E quindi se mi guardo allo specchio non mi meraviglio mica, mi vedo esattamente come sono.

A quanto pare questo discorso non vale per le foto del viso. Specialmente foto non selfie. Di selfie penso di essermene fatta 10 in un anno, su instagram ne avrò pubblicati due in cui si vedono solo i capelli o gli occhi. Ma il selfie è diverso, scegli tu l’inquadratura, l’espressione, insomma è una foto costruita per apparire al meglio (naturalmente facendo credere che la posa sia naturale, certo). Nelle fototessere non puoi fare il cazzo che ti pare. Mi sono documentata sul sito della polizia di stato. A quanto pare non posso nemmeno farla con gli occhiali perché la montatura è troppo spessa e invadente (io l’ho scelta apposta così). E insomma tre macchinette, 15€. Io non posso credere di essere quella roba là che salta fuori. Non che pretendessi di fotografarmi ippopotamo e di essere stampata Alexandra Daddario, ok, ma anche così, no. Cioè no. Anacleto, sgomento, ha guardato le foto e mi ha confermato che io sono proprio così. Non è un problema di bello o brutto, cioè non solo, so di non essere bella, anzi, so di essere un cesso, ma non quel tipo di cesso lì.

Voglio dire. Io mi guardo allo specchio ma non vedo quell’essere stampato nelle fototessere. Non penso sia normale. Anacleto mi ha proposto di andare da un fotografo ma non penso che la cosa cambi. Neanche Helmut Newton avrebbe potuto fare il miracolo. Farò un ultimo tentativo truccandomi. Da qualche parte ho una bb cream, mi metterò tre quintali di crema, cercherò di sistemare gli occhi, ma io non mi trucco mai quindi chissà cosa salterà fuori. Su 12print te le stampano le fototessere. L’alternativa è farmi una foto a casa con lo smartphone, sperando di rispettare tutti i requisiti e poi farmela stampare da loro in modo da avere più controllo sul risultato finale. Cioè io nella carta di identità voglio essere io. Io come mi vedo io. Non funziona così, lo so.



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