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IL PROFESSIONISTA - a cura di Stefano Di Marino

Creato il 08 novembre 2012 da Diegothriller
IL PROFESSIONISTA - a cura di Stefano Di Marino Articolo a cura di Stefano Di Marino/Stephen Gunn http://hotmag.me/ilprofessionista/
Chance Renard, il Professionista non è il primo agente nato dalla penna di un autore italiano pubblicato su Segretissimo. Di  sicuro è il più longevo e  con orgoglio posso dire il più fortunato. Serie ininterrotta dal 1995, in questi giorni in edicola il nuovo episodio OPERAZIONE BARRACUDA. Mi permetto di aggiungerlo alla galleria degli eroi dello spionaggio a pieno diritto. Un po’ siamo cresciuti insieme, nel senso che quando arrivai alla pubblicazione del primo episodio su richiesta dell’Editore che voleva un successo da abbinare a SAS  Chance  era già nella mia testa. Di certo non volevo farne un clone di tanti altri agenti. L’idea era quella di mettere in campo un avventuriero libero da legami troppo stretti con un solo servizio e un’ideologia ma in grado di vivere avventure in ogni angolo del mondo, anche in contesti non propriamente spionistici. Cosa che negli anni si è verificata.  Se è vero infatti che la serie pubblicata su Segretissimo segue abbastanza fedelmente il format dello spionaggio avventuroso con ambientazioni esotiche, complotti internazionali, quel pizzico di eros e glamour che sono gli ingredienti base per questo tipo di avventure, è anche vero che il Professionista ha seguito anche alcune vie proprie. Il nero italiano (che un po’ è la mia matrice originale) e l’avventura storico gialla. Insomma vediamo un po’ di mettere ordine. Chance Renard è belga, figlio di un avventuriero coinvolto nelle guerre mercenarie degli anni ‘60, fugge di casa a vent’anni per cercare l’avventura. La trova nella Legione Straniera che, già da sé, evoca un mondo di emozioni molto più ampio del thriller spionistico. Ma la narrazione delle sue avventure comincia al culmine della sua esperienza nella legione. Accusato di un delitto che non ha commesso si ritrova braccato dai suoi stessi commilitoni. Quella che credeva una ‘famiglia’ diventa un branco di assassini. Giudicato senza pietà, si sente tradito. Doppiamente perché di mezzo c’è una donna che ‘diceva’ di amarlo. Un classico del Noir oltre che dell’avventura. Se contate poi che il suo vero nemico si fa chiamare il Marsigliese già si delinea una fitta trama di riferimenti e rimandi letterari e cinematografici. Finisce così per assecondare un’operazione di un super criminale che lo infiltra con un gruppo di commando nella base aerospaziale francese di Ariane in Guyana. Comincia così, con una rabbiosa volontà di riscatto, consapevole di essere solo contro tutti, l’epopea di Chance Renard, il professionista, agente di nessuno. Sì perché Chance lavora per chiunque lo paghi, pur con un suo senso morale. Si batte contro organizzazioni neonaziste ma, forse unico caso nella storia della spy-story letteraria,opera peri servizi della CSI in diverse occasioni. Almeno sinché la nuova Russia non gli pare troppo simile alla vecchia. E allora si butta in una serie di avventure contro nemici occasionali o ricorrenti passando dall’avventura più combat a quella più spericolata ed esotica. Persino recupera un tesoro dei nazisti con una tribù di Apaches. Questo è il Professionista di Segretissimo, anarchico e ribelle anche quando lavora per la Divisione Sicurezza Europea per sventare cospirazioni geopolitiche molto vicine alla cronaca. Ma esistono anche altri professionisti. Uno è il Chance che ha riscoperto con il suo autore Milano. Gangland, la città delle bande la chiama, e ne racconta i segreti oscuri con le modalità del nero criminale,in prima persona. Lo sfondo questa volta è unico, una città oscura, tentacolare fatta di segreti e corruzione. A volte coinvolta nel giro grosso, altre semplicemente in piccole ma violente rivalità tra bande. E qui chance acquisisce una squadra, un nucleo di collaboratori che sono ormai diventati beniamini del pubblico. Le storie di Gangland con il Gobbo, la Bimba, il Freddo seguono quasi un’altra continuity come inserite in un mondo parallelo. Poi ci sono le origini in cui Chance riveste i panni del suo bisnonno Stéphane ai primi del secolo scorso. Transfuga dall’Italia è arruolato nelle Brigate del Tigre, il primo nucleo della polizia speciale francese. E qui si imbatte in super criminali simili a Fantomas, a Fu Manchu, a spie alla Mata Hari, ad anarchici e a ricchi corrotti. Un altro mondo che però trova perfettamente spazio nel ritmo e nella formula del Professionista. Quale? Azione, un po’ di sesso, e molto ritmo. La scuola della spy story italiana. Di cui non è l’unico rappresentante. Un prodotto realizzato con la risorsa di cui gli autori italiani dimostrano di essere in possesso, anche più di blasonati writers americani pagati in dollaroni: l’immaginazione.

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