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Il Quaderno di Maya: la Redenzione di una Giovane Donna

Creato il 27 aprile 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Postato il aprile 27, 2012 | LETTERATURA | Autore: Claudia Santonocito

Il Quaderno di Maya: la Redenzione di una Giovane DonnaInés, Aurora, Clara, Blanca, Eva Luna, Irene, Paula, Eliza, Férula, Zarité. Hanno tutte nomi brevi ed affascinanti le eroine di Isabel Allende. A questa magnifica costellazione di donne dal 2011 si è aggiunta Maya Vidal, la protagonista del suo ultimo libro che si intitola – per l’appunto – Il quaderno di Maya, edito da Feltrinelli e tradotto dallo spagnolo da Elena Liverani. Senza dubbio un altro “classico all’Allende”, ma stavolta con un qualcosa in più rispetto ai suoi precedenti lavori. Come l’autrice stessa ha dichiarato, si è qui sperimentata una nuova formula, quella della detective-story, presa in prestito dal marito, il giallista William Gordon; ma a questa ci ha aggiunto un linguaggio ancora più vivo e attuale, svecchiando così il suo stile tanto riconoscibile. Il romanzo è infatti ambientato nel 2009, nel momento in cui la diciannovenne Maya viene spedita dalla supernonna di turno (personaggio immancabile e a cui ci ha fatto affezionare in questi anni) su un’isoletta sperduta a sud del Cile. Maya ha con sé soltanto un taccuino per annotare i suoi pensieri, perché oltre a doversi nascondere dalla polizia federale americana, deve anche meditare sul suo passato da drogata e alcolizzata. Un inizio sulla scia del thriller che lascia per un attimo spaesati i fedeli lettori, non abituati a tanta azione e mistero. Ma la Allende, torna presto sui suoi passi e ci racconta la rocambolesca e oscura adolescenza di Maya, la sua tenera infanzia trascorsa con i nonni un po’ strampalati in una casa coloratissima, il suo inesistente rapporto con la madre fuggita dalle sue responsabilità genitoriali. Ma ci rende anche partecipi della sua vita rurale sull’isola, della sua prima e struggente cotta per un ragazzo, della sua convivenza con un anziano amico della nonna che la ospita.

Il Quaderno di Maya: la Redenzione di una Giovane Donna

Isabel, da sempre autrice sensibile e accorta, alternando i capitoli in cui la protagonista descrive la sua vecchia vita a quelli dove invece parla della nuova, ha voluto creare una sorta di parallelismo, di contrapposizione tra il rumore assordante della frenetica esistenza di Maya e la tranquillità terapeutica dei suoi giorni sull’isola. Ovviamente non mancano i consueti riferimenti alla difficile storia politica cilena, alla richiesta di giustizia dopo gli anni di orrore, temi ricorrenti nell’opera della scrittrice che prova un attaccamento quasi morboso per la sua terra, a questi si aggiungono i rimandi alla cultura popolare e alla magia che in tutti i suoi romanzi creano un’affascinante aura di mistero. Non mancano argomenti nuovi per l’Allende: il disagio giovanile, il degrado, il mondo della dipendenza dalla droga, i conflitti generazionali, ma anche la contemplazione e la bellezza del mondo rurale e il rispetto delle diversità. Chiaramente le padrone della scena sono le sue donne. Sono sempre donne coraggiose e artefici del loro destino, capaci di venire fuori dal baratro in cui le ha fatte cadere la vita. Che sia il tunnel nero della droga, l’abisso profondo del lutto, lo spazio incolore di una malattia, tutte riescono a rinascere nella totale consapevolezza del loro essere. È un chiaro messaggio di speranza quello dell’autrice, rivolto a tutte quelle donne che non riescono a reagire e a slegarsi da legami mentali e convenzionali. Amare, vivere e sbagliare sono diritti concessi a tutte, e Isabel vuole ricordacelo.



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