Il riscatto della prostata

Creato il 31 agosto 2011 da Frankezze

Continuando a peggiorare il Pil…*

Alla ventisettesima grappa ingollata al bancone del Rifugio Speranza, penso che forse sto riuscendo a risolvere il problema della pensione. Non mi riscattano gli anni di laurea? Mi riscatto con gli anni di bar (certo che gli anni di merda, chi mi li ridà indietro?). E allora vai col rally delle transaminasi. Mentre lo spread (il divario dei rendimenti) fra buoni del Tesoro italiani e bund tedeschi cresce, cala nettamente lo spread fra i miei valori epatici e quelli di un crucco. Il mio fegato, insomma, rispetta i parametri di Maastricht (e quelli di Carlsberg).

Cosa dice la Bce, cosa dicono Draghi, Tremonti, Lothar Mattheus, Zibì Boniek? Che dobbiamo morire prima. Che in Europa abbiamo preso a campare troppo a lungo. E questo affatica il sistema pensionistico. Allora meglio affaticare il metabolismo e accelerare le pratiche per l’inumazione. Possibilmente prima di raggiungere quota 90 (65 anni di età + 35 di contributi).

È così, il welfare si difende anche con qualche litro in più di birra alla spina. Ghiacciata. Tutti i giorni. E poi bere senza rispetto per se stessi aiuta a dimenticare la faccia di Sacconi. Uno che andrebbe lapidato con delle mignon di Vecchia Romagna (se piene, sono meglio dei cubetti di porfido).

Se il tuo tasso di alcol nel sangue ha superato il tasso di crescita del Pil italiano (+0,3%), riesci a malapena a non pensare che – dopo 40 anni di contributi – il tuo assegno mensile consisterà in 12 euro e un pacco di Pringles (o di Contadine San Carlo, per i nazionalisti).

Se il tuo tasso di alcol del sangue ha superato l’inflazione (+2,7%), riesci a dimenticare il fatto che il doppiomento di Briatore non dovrà pagare nessun contributo di solidarietà.

Se il tuo tasso di alcol nel sangue è oltre il rapporto deficit/Pil italiano (4,1%), hai perso conoscenza. Quindi sei fuori dall’area Euro, ma più scoperto agli attacchi della speculazione (“Il solito ubriacone…”, “Ma perché beve così tanto”, “Non lo accompagno più in ospedale…”).

Attenzione però che il rapporto tra il conto da pagare al bar e il tuo conto corrente non sia come quello fra il debito pubblico italiano e il Pil: se all’oste pluripregiudicato devi dare il 120,6% di quello che guadagni, rischi che venga a risolverti il problema della pensione sotto casa, di notte.

*Il blog di Frankezze non è ancora tornato dalle vacanze. Crediamo nel mito della decrescita, concordiamo con Latouche ma soprattutto con quelli che non fanno un cazzo e bevono. Vabbè, dai, torniamo da lunedì 5 settembre.


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