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Il ritorno della falsa pista Berezovskij per l'omicidio Politkovskaja

Creato il 19 settembre 2011 da Matteo

Sulla Manica hanno di nuovo veleggiato le "anatre" [1]

A chi conviene lo scandalo intorno alle indagini sull'omicidio di Anna Politkovskaja

La fuga di notizie giunta chissà da dove inaspettatamente sulla "pista Berezovskij" nel caso dell'omicidio di Anna Politkovskaja in realtà era attesa da tempo.

Non era chiaro solo che per primo si sarebbe fatto carico dell'ingrato compito di rianimare nella coscienza pubblica la versione che può esser presa sul serio solo dal suo autore – il premier Putin. (Si ricorda che, trovandosi in visita in Germania nel 2006, in pochi giorni risolse il crimine, indicando gli intrighi degli oligarchi che si nascondono all'estero e poi il tema fu acchiappato con inventiva dal procuratore generale Čajka.) Ma comunque nessuno se ne è presa la responsabilità – la fuga è rimasta anonima e l'universale riso omerico che è seguito alla sua pubblicazione, a ben vedere, ha costretto il capo della Commissione Inquirente Aleksandr Bastyrkin a dare una smentita ufficiale il giorno stesso: "Per ora non sappiamo chi sia il mandante. Non abbiamo motivi per dire che sia Berezovskij", – ha dichiarato.

Lo stesso ha confermato alla "Novaja gazeta" anche il capo del gruppo inquirente Petros Garibjan, chiarendo al contempo che una tale versione di lavoro a suo tempo ebbe effettivamente luogo, ma tra molte altre.

Effettivamente, se si legge con attenzione il primo procedimento penale, che fu presentato in tribunale nel 2008, in esso si possono trovare abbastanza "tracce" di Berezovskij. E ogni volta queste "tracce" giungevano da sole agli inquirenti nelle persone di vari tipi di provocatori e dubbi testimoni. Tra l'altro tutti questi personaggi si lanciarono a farsi interrogare subito dopo la "soluzione" dell'attuale premier, come se li avessero incitati. Là c'erano: una certa dama esaltata, che assicurava che Politkovskaja a bordo di un aereo avesse condiviso con lei le circostanze di una lite che avrebbe avuto luogo con Berezovskij (bisogna aver conosciuto Anna per credere a questo delirio); il deputato Lugovoj, che avrebbe sentito qualcosa durante i suoi viaggi a Londra (il che è del tutto ridicolo); il capitano ucraino Mel'ničenko, che ricordò qualcosa un anno dopo l'omicidio; un altro funzionario ucraino, dichiarato ricercato, ma momentaneamente e a rischio della propria libertà giunto in Russia dagli USA per rendere qualche incomprensibile deposizione…

Tuttavia presto tutto fu dimenticato e, come se fosse poco, la Commissione Inquirente e la Procura Generale presero a negare assolutamente qualsiasi legame tra l'omicidio della giornalista e il sacro giorno 7 ottobre – il compleanno di Putin. E come poteva essere altrimenti? Allora sarebbe toccato ammettere che Berezovskij come prima è così influente in Russia da essere in grado di ottenere per il killer un passaporto valido per l'espatrio con documenti falsi e di controllare le strutture armate della Cecenia, dove lo stesso presunto killer si nascose negli ultimi tempi fino all'arresto…

Tuttavia nel quinto anniversario dell'omicidio non ancora indagato a fondo il fantasma è tornato in vita. Perché?

Non si ha voglia di fare particolarmente luce nei risvolti di PR, in quanto di per se i balletti politici elettorali intorno alla morte di una persona sono una viltà insolita. Anche se in realtà, se ci si riflette, dietro la "fuga" si può nascondere solo l'inganno di profittatori politici non molto intelligenti. Non va dimenticato che il mandante comunque c'è. A chi, se non a lui, converrebbe screditare gli inquirenti, che si sono mossi in modo significativo nell'opera di identificare esecutori e organizzatori del crimine, svergognando fin dall'inizio le deposizioni di uno dei principali imputati – il tenente colonnello del GUVD[2] Pavljučenkov, che è giunto a un accordo con gli inquirenti e ha cominciato a rendere deposizioni.

Sergej Sokolov

19.09.2011, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/data/2011/104/07.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Nel senso di canards, cioè voci false.

[2] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione Centrale degli Affari Interni), in pratica la sede centrale della polizia.


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