Il Rock e l’estetica del Nero - Gallery pt.1 - Persistenze di Luce

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Paint itBlack – Il Rock e L’estetica del Nero Da: Musica per immagini, immagini per la musica
La piccola galleria che segue non ha pretese di completezza né di ortodossia. E’ una raccolta di dischi “neri” nella loro apparenza esteriore, che in moltissimi casi corrisponde poi ai contenuti musicali. Molti sono lavori addirittura cult: è impossibile, per esempio, scindere l' essere di Back in Black dal suo monocromo apparire. L’ordine scelto non è cronologico ma essenzialmente cromatico. Esistono certamente molti altri dischi, tetri di contenuti ma sgargianti in superficie. Di seguito si è scelto di riportare quegli esempi che cercano di unificare essenza ed apparenza in un unico colore: nero.

Black Sabbath Master of Reality (1971) Mike Stanfod– Copertina (fronte) 
Killing Joke Killing Joke (1980) Copertina (fronte e retro) Guerriglia urbana, street art o un'oscura profezia del crollo del Muro?
Blue Öyster Cult Blue Öyster Cult (1972) Gawlik – Copertina (fronte) 
Blue Öyster Cult Tyranny and Mutation (1972) Gawlik – Copertina (fronte) (a destra) Più che il soggetto o il protagonista dei primi due album dei BOC, il Nero è un sinistro sfondo per le sadiche vicende di paranoia urbana narrate dalla band 
Venom Black Metal (1982) Copertina (fronte)
Burzum Burzum (1992) Copertina (fronte) 
Darkthrone A Blaze in the Northern Sky (1992) Dave Pybus– Copertina (fronte) Il capostipite e due illustri successori per un genere cha ha fatto di un Colore il proprio Manifesto Alice Cooper Love It to Death (1971) David Griffith (fotografia) Copertina (fronte) 
Royal Trux Twin Infinitives (1990) Copertina (fronte) (a destra) Ovvero il Nero come minimalismo senza compromessi...
Joy Division Unknown Pleasures (1979) Copertina (fronte)  Umore nero nella Madchester dei primi anni '80

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