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“Il Sabato è come un palloncino rosso” di Liniers, La Nuova Frontiera Junior

Da Federicapizzi @LibriMarmellata

sabatocopL’estate, tecnicamente, non è ancora finita ma le prime piogge, le temperature che piacevolmente si abbassano fanno correre la mente all’autunno oramai imminente.

I nostri bimbi poi, che finora non avevano necessità di distinguere tra fine settimana e giorni feriali – tanto per loro sempre di vacanza si trattava – cominceranno a breve la scuola e i Sabati e le Domeniche acquisteranno un nuovo significato di libertà: ore più leggere da dedicare al gioco, magari ancora all’aria aperta finché non giungerà l’inverno.

Proprio il pensiero dell’autunno, dell’attesa del week end per correre a giocare, dello sguardo che dalle mille amicizie estive si ripiega verso gli affetti domestici, ritrova i fratellini e le sorelline come compagni di gioco privilegiati – quelli che ci sono sempre anche quando le vacanze finiscono – mi ha suggerito il caldo e delicato, ma anche gioioso, benefico direi, albo di Liniers pubblicato pochi mesi fa da La Nuova Frontiera Junior.

Un libro che segue i criteri e le impostazioni del fumetto, con originali vignette dalla forma irregolare e i contorni sfumati che si rincorrono sulle pagine e il filo della narrazione che è tutto affidato a immagini e dialoghi, quelli tra Matilda e Tina, le due sorelline protagoniste di una quotidiana e domestica avventura.

Ciò che colpisce, fin dalla copertina, è una grazia mischiata a tenerezza, con un sottofondo ridente e caldo. Gli ingredienti migliori per parlare di cura e di premura. Ma quel particolare tipo di attenzioni che non si manifestano tra genitori e figli, bensì tra sorelle o fratelli, dal maggiore verso il minore, e che quindi sono allietati da uno spirito leggero e spontaneo, gaio e complice.

Da pari a pari, mano nella mano mentre insieme si cresce. Una storia per ricordare a grandi e piccini che tra fratelli non soltanto si bisticcia ma ci si scambia emozioni, scoperte, e con la compagnia di una sorella più grande è più facile affrontare le piccole prime volte, le sfide che incutono un po’ di paura e i sentimenti di perdita, o di delusione.

D’altro canto, per chi è maggiore è gratificante accudire e accompagnare, insegnare gesti piccini ma salvifici, mettere a disposizione la propria esperienza che, anche se limitata a pochi anni di vita, diventa immensa di fronte a chi di compleanni ne ha festeggiati ancora meno.

Così si costruisce una relazione importante, dalla quale gli adulti paiono esclusi ma che è, in fondo, una delle conquiste di una genitorialità attenta e sensibile, che fa dell’affetto e della gentilezza una pratia e un esempio, incoraggia l’autonomia e lascia liberi gli spazi.

Matilda e Tina, che portano i nomi delle figlie di Liniers alle quali l’autore si è ispirato per la storia, si svegliano al mattino e l’entusiasmo della maggiore rivela subito che si tratta di un giorno speciale.

“Oggi è sabato! Possiamo fare un sacco di cose!” Grida alla piccina in preda ad una gioiosa frenesia. Tina, si capisce subito, ha pochi anni, il suo linguaggio è ancora quello balbettante e incerto dei bambini piccoli, sicuramente non comprende bene cosa significhino i nomi dei giorni della settimana. Ma basta la travolgente gaiezza della sorella, piena di promesse, per conquistarla e spingerla, come è tipico nei bimbi, all’imitazione.

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Ma ahimè quando le sorelle si affacciano alla finestra si accorgono che il tempo è grigio e piovoso, tutt’altro di quello che farebbe da sfondo ideale a una mattinata di giochi all’aria aperta.

Di fronte all’evidente delusione di Tina, che pur di spalle, attaccata al vetro con le manine pare triste (sarà la nuvoletta di pioggia scelta ad esprimere il suo pensiero? Che le gocce non richiamino anche un po’ le lacrime?), Matilda subito la consola: “Non preoccuparti, la pioggia è divertente”.

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E così è. Qualche equivoco per recuperare le galosce e via fuori. La piccola è titubante: la pioggia è bagnata, un po’ fastidiosa, pare pericolosa, di certo non è invitante (come non riconoscere anche in questo atteggiamento diffidente una tipicità della prima infanzia? Quando ciò che è poco noto o che dà sensazioni corporee nette e fastidiose –freddo anziché caldo, bagnato anziché asciutto – suscita risposte di rifiuto e tempi lunghi di adattamento).

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Ma la sorella, premurosa, non si perde d’animo e anche stavolta trova una soluzione che incoraggi Nina a gettarsi tra le gocce e nel gioco.

Basta poco e il ghiaccio è rotto: ora le due bambine posso lasciarsi andare a corse ed esplorazioni, a loro agio, anzi divertendosi moltissimo, tra acqua e fango.

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Fino all’epilogo più incantevole di un dopo pioggia: la comparsa dell’arcobaleno che colora il cielo grigio e sempre fa gridare di sorpresa. Ma l’arcobaleno è un dono prezioso che va ricambiato e così Matilda suggerisce di regalargli il palloncino di Tina che, come ci si immagina, vola via nell’aria ancora ventosa.

Tristezza ma per poco, perché di nuovo la grande sa come far tornare il buonumore alla piccina. E il sonno – di nuovo i lettini vicini dove tutto è cominciato – farà chiudere gli occhi su altre promesse di divertimento per l’indomani. Forse…(una chiusa che piacerà ai genitori).

Il tratto di Liniers, fumettista argentino, in questo lavoro è aggraziato e colmo d’affetto. Forse il segreto è che si sia ispirato alle sue bambine, ma si respira leggendolo esattamente quello sguardo innamorato e tenero, gentile e ridente che può avere un genitore pensando o raccontando dei figli. Ma discreto, perché la scena appartiene assolutamente all’infanzia, tutte sue le dinamiche, le interazioni, i buffi passaggi.

Per questo l’albo è una lettura piacevolissima per grandi e piccini: perché offre ad entrambi terreno autentico di immedesimazione.

Ottima pure la forma del fumetto che rende la narrazione lieve ma allo stesso tempo precisa, in istantanee che si susseguono sulla pagina mettendo in primo piano gesti, azioni e dialoghi, quindi relazione. Nello spazio bianco tra le vignette, anziché il silenzio, paiono risuonare le risate e le gocce di pioggia (che, come dice Matilda, hanno lo stesso suono degli applausi), il chiacchiericcio tra le bimbe e i rumori dei loro giochi.

Il piccolo palloncino rosso, infine, che si libra incontro all’arcobaleno – l’unica grande tavola a doppia pagina del libro – prima ancora di causare con la sua fuga la delusione di Tina, suggerisce un senso di libertà pieno, colorato, senza limiti. Come il Sabato – e tanti sabati uno dopo l’altro – anche il palloncino vola via, ma l’intensità (il rosso) e la pienezza (il rotondo) della giornata non sono andati sprecati.

(età consigliata: da 5 anni)

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