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Il Tè delle cinque- Due chiacchiere con...n.4

Creato il 03 ottobre 2012 da Desoleluna


Il Tè delle cinque- Due chiacchiere con...n.4


Buon pomerggio   amici di Letture, anche oggi si rinnova l'appuntamento con  Il tè delle cinque, una  rubrica ideata  da me, in titolata così in onore dell'antica usanza Inglese, e per questo postata alle 17.00, in queste occasioni ospiterò nel salottino di Letture al contrario L'autore/ autrice  di un libro che ho avuto il piacere  leggere e recensire per voi e davanti a una tazza di Earl Grey lo/a intervisterò per voi... La  scrittrice che ospitiamo oggi è Elena Maneo  autrice de ”Piccoli raccontiStorie di amicizia  e di  dolore edito da Kemerik  quila mia recensione


Il Tè delle cinque- Due chiacchiere con...n.4
Desy:-Ciao Elena grazie per avermi concesso quest'intervista in cui spero approfondiremo alcuni elementi del tuo libro. Prima però ci vuoi raccontare qualcosa di te?
Elena:-Sono nata a Venezia il 26 febbraio del 1971. Innanzitutto, le mie passioni più grandi sono scrivere, leggere, il cinema e Sherlock Holmes. Ho iniziato a scrivere piccole storie infantili all'età di otto anni e ho sempre desiderato diventare scrittrice e pubblicare i miei libri. Il mio desiderio si è quindi avverato. Ho pubblicato ben sei libri e vinto un concorso letterario (terza classificata). Nella vita privata ho un piccolo lavoro, ma niente di speciale. Ho studiato computer corso base e lingua inglese. E spesso, mi trovo con un libro in mano a farmi compagnia.
Desy:-Come è nata in te la passione per lo scrivere?Elena:-Mi è sempre piaciuto scrivere a essere sincera, però è nata anche grazie alla maestra di scuola elementare R. cui ha tirato fuori in me quella voglia di fare, e mostrare che, dopotutto, non sono un'incapace come spesso mi ripeteva.
Desy:-Credo che un buon scrittore, debba essere necessariamente anche un buon lettore. Cosa ti piace leggere nel tempo libero? Hai qualche genere o autore preferito? Prediligi versioni cartacee o anche i moderni eBook?Elena:-A  dire il vero piace un po' tutto. Leggo di tutto, ma alle volte stranamente mi capita che sia il libro stesso a chiamarmi. Si, sento la sua energia e percepisco che è un buon libro, anche se poi mi ritrovo con libri per ragazzi o gialli classici. Riguardo ai moderni eBook, a dire il vero non ho nulla d'incontrario, io però preferisco il formato cartaceo e sentire il fruscio delle pagine e l'odore fresco di stampa che solo un libro materiale può dare ed è una sensazione meravigliosa per me.
Desy:-Com’è sono nati i piccoli Racconti? Ti va di spiegarcelo
Elena:-Nei Piccoli Racconti a dire il vero c'è una parte di me, e quindi fanno parte di me. Sono nati dalla voglia di sfogarmi, dal dolore che nel passato mi ha tormentato per giorni e anni. Sono una briografia,  i miei primi venticinque anni di vita, diciamo, sì. Azzardo quindi a dire che è la mia biografia celata in alcuni pezzi nei testi, ma anche per la passione dello Sherlock Holmes Museum che si trova a Londra, a Baker Street, e volevo citare appunto il mitico museo del celebre investigatore.
Desy:-Quanto tempo hai impiegato a scrivere  i  racconti durante questo periodo  ha mai sofferto del blocco dello scrittore?E della passione per Conan Doyle che ci dici?
Elena:-Be, la stesura di Piccoli Racconti anche se non è stata difficile  ho impiegato parecchio tempo. Non saprei dire quanto tempo con esattezza, forse otto mesi, un anno ... La mia mente vagava tra i ricordi e quindi non pensavo a nulla... ho scritto e pubblicato. La passione di A.Conan Doyle è nata dopo una brutta esperienza col mio ex ragazzo... entrai in una libreria e trovai il volume intitolato "Il segno dei quattro". Iniziai a leggere il volume classico e mi appassionai immediatamente del celebre personaggio Sherlock Holmes e del suo creatore scozzese medico/scrittore. Il blocco dello scrittore? No, non credo.
Desy:-Descrivi Piccoli racconti usando tre parole.
Elena:-Emozionante, commovente, indimenticabile.
Desy:-C’è un messaggio ne Piccoli racconti che vuoi che i tuoi lettori facciano proprio?
Elena:-Spesso la gente dice: sono tuo amico, credimi. Io in tutti questi anni, e ancor oggi, ho constatato che la maggior parte delle volte non è così. Si parla di amicizia, di amore, di comprensione, del perdono... Ma la gente conosce veramente il significato di queste parole? Mi chiedo... Il racconto Evan, ad esempio, in sè lancia un appello al perdono, il saper perdonare... ma la gente conosce la parola del perdono? E poi, ancora, il perdono e il saper perdonare è forse un dono? Si parla di recente di abusi su minori o su donne... come nel racconto Sara.. e mi chiedo.. se esiste un Dio, perchè non punisce lui i colpevoli di questi malefatti? No, eh? Perchè ovviamente c'è la giustizia. Nel mio racconto, ho voluto che il divino punisse il colpevole... e ovviamente solo nelle storie Dio fa qualcosa.
Desy:-Hai una scena o un personaggio preferito .Se si Quale?
Elena:-Una scena no, ma il mio personaggio preferito è Sherlock Holmes, che ho anche scritto un apocrifo scherlockiano incluso nel volume "La creatura non ha lacrime" sempre pubblicato da Kimerik edizione nel 2008.
Desy:-Prima di salutarci parlaci dei tuoi futuri progetti di scrittura hai in cantiere una nuova opera? Di cosa parla?
Elena:-Si, ho un altro scritto che sono in attesa del responso da parte di una casa editrice. Parla di un uomo alla ricerca della sorella che si troverà coinvolto in una curiosa avventura fantascientifica: viaggi nel tempo, dipinti di Botticelli e roba varia.

Letture ringrazia Elena Maneo per disponibilità, la gentilezza, e sopratutto la sua penna



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