Magazine Palcoscenico

Il tormento e l’estasi di Steve Jobs è al Franco Parenti di Milano

Creato il 20 gennaio 2014 da Luana Savastano @VistaSulPalco

MILANO - Teatro Franco Parenti, dal 23 gennaio al 2 febbraio 2014

Il tormento e l'estasi di steve jobs

Il tormento e l’estasi di Steve Jobs arriva al Teatro Franco Parenti di Milano dal 23 gennaio al 2 febbraio. Lo spettacolo, tradotto e adattato da Enrico Luttmann, è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e diretto da Giampiero Solari, regista molto attento al contemporaneo, che del progetto ne è rimasto affascinato.

Protagonista assoluto, ovviamente, è Steve Jobs, grande icona del XXI secolo. Il suo ingegno ha cambiato il mondo, tanto che nessuno è rimasto escluso dall’estetica e dagli agi della sua tecnologia. Nell’immaginario di tutti la sua utopia è stata determinante: basti pensare al celebre discorso rivolto agli allievi della Stanford University nel 2005: «Siate affamati. Siate folli», in cui invitava i suoi uditori a non omologarsi e a osare.

Ma come accade sempre quando ci sono di mezzo figure tanto straordinarie, anche per Jobs – e ancor più della sua Apple – presenta dei lati oscuri che Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia in un testo dinamico e acutamente critico. Egli è un convinto “seguace del culto di Mac”: ripercorre entusiasta i traguardi di Jobs esternando, in un divertente contrappunto, le sue (e nostre) smanie per ogni nuova creazione con la “mela”.

Il tormento e l’estasi di Steve Jobs propone un tipo di teatro che si fa strumento di discussione viva, ma che ha suscitato notevoli reazioni polemiche: la Apple ha dovuto fare delle precisazioni, e anche Daisey si è visto costretto a dare conto di alcune sue “interpretazioni artistiche” non proprio rispondenti al vero, per questo il suo testo continua ad essere aggiornato e dettagliato.

Il compito di dare vita ad una figura così importante per il mondo intero spetta a Fulvio Falzarano, che si fa tramite delle riflessioni di Daisey, intrecciando la luminosa epopea di Jobs con la rivelazione del profilo inquietante e taciuto del “prezzo” pagato per quella tecnologia che ha cambiato il mondo.

Daisey denuncia, non condanna. E così scrive a proposito di lui:

Steve è stato bravissimo. Ci ha costretto ad aver bisogno di cose che non sospettavamo nemmeno di volere

e così vai con i coloratissimi iPod, con gli iPhone, con la libertà assicurata dall’iPad… Libertà e purezza: l’attenzione al design e la tecnologia “alla portata di tutti” di Apple ci avevano forse illuso. Dietro il successo però c’è altro. L’assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene a Shenzen, in fabbriche dove non esistono tutela né diritti degli operai, dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con una sostanza tossica che li condannerà a un invalidante tremore… Fabbriche dove in nome del profitto 430.000 operai sono trattati da “ingranaggio umano” e dove il problema dei suicidi dei lavoratori si è affrontato installando reti sotto i capannoni. La Apple può ignorarlo?

Il tormento e l'estasi di steve jobs - scena

Il tormento e l’estasi di Steve Jobs

tratto da “The Agony and Ecstasy of Steve Jobs” di Mike Daisey
traduzione e adattamento di Enrico Luttmann
con Fulvio Falzarano
video di Cristina Redini
luci di Paolo Giovanazzi
regia Giampiero Solari

Prezzo dei biglietti: intero €25 – over60/under25 €12.50 – convenzioni €17.50
Orario degli spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato h.20.30| mercoledì h.19.45 | domenica h.15.45 *lunedì riposo

Teatro Franco Parenti
(Sala AcomeA)
Via Pier Lombardo, 14 – 20135 Milano
Tel: 02 59995206
Mail: [email protected]
Sito web: www.teatrofrancoparenti.it

 

* Articolo letto 24 volte


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :