di Antonio Morabito
con Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Marco Travaglio
Italia, 2014
genere, drammatico
durata,
Nascosto tra le pieghe di un
festival di Roma ricco di proposte, questo film propone un ritorno alla
realtà nudo e cruda, quella che arriva direttamente dalla cronaca e
dalle inchieste dei giornali. Il film di Antonio Morabito infatti entra
nel merito degli scandali legati alle lobby farmaceutiche accusate di
speculare sulla salute dei cittadini alimentando il mercato con il
commercio di medicinali scadenti ,e somministrati in numero superiore
rispetto alla domanda. Una guerra spietata tra colossi della chimica che
trova i suoi sicari negli informatori farmaceutici che spacciano il
prodotto, corrompendo medici consenzienti.
Non tutti sono uguali, qualcuno
si ribella e prova a cambiar rotta, ma a perdere è sempre e solo la
salute dei pazienti. Un quadro sconvolgente che Morabito riassume
attraverso la parabola di Bruno
(Claudio Santamaria), il venditore di medicine, disposto a tutto pur di
conservare un posto diventato precario a causa della crisi. L’unica
possibilità di salvezza e’ quella di convincere il primario di un grande
ospedale (un inedito e glaciale Marco Travaglio) di firmare il
contratto per l’acquisto di un prodotto costoso, e probabilmente poco
efficace. Il tempo stringe e di mezzo ci sono anche le aspettative della
moglie di Paolo, tenuta all’oscuro sulle difficoltà finanziare del
marito e per questo desiderosa di avere un figlio. Morabito tratta la
vicenda alla stregua di un noir
metropolitano, costruendo un meccanismo credibile negli snodi che
assicurano la tensione, senza per questo perdere nulla nell’analisi del
problema. La qualità più importante del film e’ la chiarezza di una
denuncia che non diventa mai didascalica. L’unico difetto, si fa per
dire, e’ quello di non lasciare l’illusione di un mondo migliore. Cinema
italiano che sembra fatto in America. Per Claudio Santamaria la
possibilità di un rilancio in grande stile.(pubblicato su dreamingcinema.it)




