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Il Veneto e la caccia: la beffa oltre la vergogna.

Da Tiz
({{Information |Description=Fringilla coelebs (chaffinch), male |Source=Own photo |Date= 21 April 2007 |Author=Self: Commons user MichaelMaggs Edited by: Arad |other_versions=[[Image:Fringilla coelebs (chaffinch), male.j)

Foto di MichaelMaggs da Wikipedia

Il Governo italiano impugna alla Corte Costituzionale la delibera della giunta veneta sulla caccia in deroga.

Il Governatore Zaia risponde con un decreto urgente per difenderla con un pool di avvocati.

Avevo già parlato delle vergognose scelte della giunta veneta riguardo la caccia in deroga, in barba ad eventuali possibili multe europee (arrivate) e alle ovvie ragioni ambientali. Adesso alla vergogna si aggiunge la beffa…

Il primo atto formale del 2011 del Presidente del Veneto, Luca Zaia, non ha come oggetto la crisi economica, il buco della sanità veneta, gli alluvionati, i disoccupati, le imprese che rischiano di chiudere o i comuni sul lastrico, bensì la costituzione di un pool di avvocati per difendere la delibera che consente la caccia in deroga, ovvero la caccia agli uccellini protetti dallo Stato e dalla Comunità Europea.

Il Veneto e la caccia: la beffa oltre la vergogna.

Foto tratta dal sito LacVeneto.it

Con un Decreto Urgente, il n.1 del 4 gennaio del 2011, il Governatore del Veneto ha infatti  incaricato gli avvocati Barel del foro di Treviso, Zanon dell’Avvocatura regionale e Manzi del Foro di Roma per difendere, a nome della Regione del Veneto, la delibera della Giunta regionale sulla caccia in deroga nel ricorso promosso dal Governo Italiano avanti la Corte Costituzionale.

Infatti il 9 dicembre del 2010 l’Avvocatura Generale dello Stato ha presentato ricorso impugnando la delibera della Giunta Zaia che consente la caccia ai piccoli uccelli migratori delle specie Storno, Fringuello, Peppola, Frosone, Pispola e Prispolone.

L’avvocatura dello Stato ha contestato alla Regione Veneto quanto da tempo vanno sostenendo le associazioni di tutela degli animali:

  • non ci sono i presupposti e le condizioni per applicare le deroghe tramite la caccia,
  • non vengono previsti i cosiddetti “rigidi controlli”,
  • non vengono rispettate le “piccole quantità”,
  • i dati relativi alle popolazioni delle specie cacciate non consentono una determinazione oggettiva delle piccole quantità e i calcoli della Regione Veneto delle piccole quantità sono stati fatti su dati vecchi relativi a precedenti stagioni venatorie,
  • viene ignorato il parere negativo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale),
  • si consente l’uso di richiami vivi di specie protette.

Nel ricorso di dieci pagine si legge che la Regione Veneto ha quindi ecceduto dalle proprie competenze e invaso l’ambito di esercizio da parte dello Stato della propria competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”, e ancora “La delibera impugnata è infine analoga a leggi regionali dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 266/2010 per la violazione dell’articolo 117 della  Costituzione.”

Il ricorso del Governo termina con la richiesta rivolta alla Corte Costituzionale affinché ”voglia dichiarare che non spetta alla Regione Veneto – e per essa alla giunta regionale – stabilire, con propria delibera, un regime in deroga all’art.9 della direttiva 2009/147/CE, in mancanza di requisiti minimi sanciti, nell’esercizio della sua competenza esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, dal legislatore statale, contravvenendo alle disposizioni della normativa comunitaria (in particolare non tenendo conto del fatto che, come evidenziato in un parere ISPRA, reso sulla scorta dei rilievi degli uffici tecnici della Commissione Europea, i dati attualmente disponibili a livello europeo non consentivano, per le specie migratrici oggetto della delibera di giunta, una determinazione oggettiva e scientificamente solida della piccola quantità cacciabile).”.

Come se non bastasse la Giunta Regionale del Veneto, con voti unanimi e palesi, in data 11 gennaio del 2011 ha approvato una ulteriore delibera, la n.3, che conferma i contenuti del succitato decreto del Governatore.

“Ora Zaia è rimasto il solo Governatore italiano a difendere a spada tratta la caccia ai piccoli uccellini migratori protetti – ha commentato Andrea Zanoni presidente della sezione LAC del Veneto, che ha aggiunto: “Tutti gli organi istituzionali, giuridici e tecnico scientifici hanno inoltre sancito che la caccia in deroga attuata dal Veneto è illegittima: l’ISPRA organo tecnico scientifico riconosciuto a livello mondiale tramite un parere fortemente negativo, la Commissione Europea con un procedimento di infrazione dedicato solo al Veneto, la Corte di Giustizia Europea con una sentenza di condanna dell’11 novembre del 2010, il Governo italiano con l’odierna richiesta di incostituzionalità rivolta alla Corte Costituzionale.

Grazie a Zaia e alla sua giunta i cittadini del Veneto oltre a dover pagare di tasca loro le feste e i vizi dei cacciatori del Veneto, così come prevedono due recenti delibere che stanziano a tale scopo ben 284.000 euro, le sanzioni dovute alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea, ora dovranno pagare anche le parcelle del pool di avvocati chiamati a difendere la caccia in deroga da tutti ritenuta illegittima”.

Contatti:

LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore, 15/C int.1 – 31100 Treviso – Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it – web www.lacveneto.it


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