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Immigrazione, ancora proteste a Ponte nelle Alpi.Parere del Coisp

Creato il 24 agosto 2014 da Yellowflate @yellowflate

 

Immigrazione, nuova sconcertante protesta, questa volta a Ponte nelle Alpi, il Coisp: “Ormai siamo passati dal dare ospitalità a dover trattare perché non riducano a brandelli donne e uomini in divisa!”

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Possibile che si continui a far finta di nulla? In pochissimo tempo siamo rapidamente passati dal ‘dare ospitalità’ a centinaia di migliaia di persone molte, anzi, alcune delle quali fuggite dai rispettivi paesi per sfuggire a condizioni di vita miserevoli, con tutte le difficoltà del caso e con un superlavoro riversatosi solo e unicamente sulle Forze dell’Ordine, a dover intavolare trattative perché alcuni, anzi, molti di quei ‘poveri ospiti’ non riducano a brandelli donne e uomini in divisa perché non hanno la tv satellitare o perché il nostro Stato, pessimo tour operator, non li ha portati nelle capitali italiane desiderate, mentre i ‘poveri cretini’ in divisa si affidano al loro Santo protettore ed ai fazzoletti portati da casa da mettere sul volto sperando di non portare alle rispettive famiglie tubercolosi, scabbia e Dio solo sa cos’altro. Il tutto, naturalmente, mentre è lievitata a dismisura la spesa – che non potremmo permetterci – per far fronte a tutto questo in misura stratosfericamente superiore ai ‘Partner europei’ i cui confini non rappresentano la ‘porta del continente’, ma che ci bacchettano in via ufficiale mentre in via ufficiosa, magari, ci scaraventano in Italia (sul serio o per raggiro) anche quei migranti che incredibilmente approdano sui loro suoli, e parallelamente è diminuita a dismisura l’entità delle risorse destinate ai poveri cretini di cui sopra, che continuano a subire senza neppure essere pagati quanto dovrebbero.

Continua ad intervenire sul tema dell’emergenza immigrazione Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, e questa volta a seguito delle incredibili notizie giunte da Ponte nelle Alpi, e precisamente da La Secca dove, come riportato dalla stampa, una quarantina di profughi ospiti del locale centro di solidarietà, “ai quali si è aggiunta un’altra decina di migranti, hanno inscenato una protesta per rivendicare un trattamento migliore: pasti più idonei alla loro dieta alimentare, più vestiti, più medicinali. Anche la televisione satellitare”! Quando gli immigrati sono scesi in strada, bloccando la via che porta alla stazione per l’Alpago, il personale della struttura ospitante ha allertato le Forze dell’Ordine, e sul posto sono giunti gli uomini della Questura, Responsabili prefettizi, uomini della Digos, Carabinieri ed i Vigili urbani di Ponte. Poi l’arrivo dei Funzionari della Questura di Belluno e l’inizio delle trattative, condotte dal dirigente dell’Ufficio immigrazione e da due rappresentanti dei manifestanti, fino a che la protesta è stata del tutto sedata.

C’è davvero da non crederci – insiste Maccari -, e non mi riferisco alle proteste ed alle rivolte che chiunque inscenerebbe sapendo perfettamente di ottenere così ciò che vuole come ha imparato da chi lo ha preceduto. Mi riferisco a chi ha consentito che si creasse questo stato di cose, per la totale incongruità di uomini e mezzi dedicati ai servizi legati all’immigrazione – così come a tutti gli altri servizi, del resto -, nonché per la non infrequente superficialità con cui certi servizi vengono concepiti, disposti, organizzati. Mi riferisco all’ipocrisia di un Paese in cui si fa a gara a manifestare solidarietà e carità pelosa rispetto ad un fenomeno che, invece, così com’è gestito nasconde insidie e pericoli enormi per i cittadini e soprattutto per le Forze dell’Ordine, senza avere il coraggio di dire le cose come stanno, senza curarsi minimamente di chi come noi rischia la vita e la salute, ma piegando la testa di fronte al volere di chi esercitando la violenza, in qualsiasi maniera, anche occupando una strada, calpesta spavaldamente le leggi del nostro Paese”.

Ipocrisia e bugie, ecco cosa regna sovrano in Italia – conclude il Segretario Generale del Coisp -. Poliziotti con stipendi ‘ridotti’ per mancanza di soldi, ed un fiume di denaro che scorre per ‘rinfrescare’ i più furbi mescolati alle accaldate folle giunti nel Bel Paese per dettare le loro nuove regole. Autorità che si mettono in condizione di sottostare ai capricci di una manciata di persone lasciando i loro Servitori sequestrati dentro ad un albergo mentre i migranti decidono dove più gli piacerebbe essere portati o cosa più gli piacerebbe mangiare, Istituzioni che non trovano i soldi necessari a dare ai propri cittadini ciò che gli spetta ma si fanno dare ordini con la frusta in mano dagli altri Paesi coprendo poi la propria vergogna con un enfatico elogio della propria capacità di accoglienza. Ormai le altrui pretese sono fuori da ogni controllo, ormai l’emergenza è fuori da ogni controllo ed a farne le spese siamo sempre, solo e soprattutto noi – gli unici che facciano davvero qualcosa di concretamente utile per chi davvero fugge da atroci sofferenze -. Personale in divisa destinato all’indifferenza più totale, se è vero che persino noi rappresentanti di migliaia di Poliziotti fatichiamo a farci ascoltare da Politica e Istituzioni, troppo impegnati a condurre trattative con i tifosi allo stadio o con gli immigrati per la strada”.

 


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