Impregilo Salini, il costruttore romano sale all’86,54% dopo l’Opa

Da Mrinvest

Il costruttore romano potrà procedere alla fusione Impregilo Salini, ma il titolo rimane a Piazza Affari

La fusione Impregilo Salini si farà. Pietro Salini si trova all’86,54% di Impregilo dopo la conclusione dell’Offerta pubblica di acquisto, conclusasi ieri, sul suo capitale a 4 euro per azione.
Determinante, quindi, per il raggiungimento della soglia del 66,67% è stata l’adesione di Beniamino Gavio, che ha ceduto il 28%, riservandosi di mantenere solo la residua quota dell’1,90% a titolo di “puro investimento”. Il raggiungimento dei due terzi del capitale era considerato un traguardo importante per Salini, perché implica la possibilità di potere deliberare in assemblea dei soci la fusione

Impregilo Salini senza dovere cercare alcuna alleanza con altri azionisti.
Tuttavia, Salini non ha raggiunto la quota del 90%, oltre la quale la Consob gli avrebbe richiesto la ricostituzione del flottante minimo; così come non è stata raggiunta, a maggior ragione, la soglia del 95% oltre cui sarebbe scattato l’acquisto obbligatorio del capitale rimanente ad un prezzo determinato dall’Authority. In queste due situazioni si vociferava della possibilità che il costruttore romano ritirasse il titolo da Piazza Affari e che lo quotasse presso la Borsa di Londra. Pertanto, ad oggi, possiamo affermare che Impregilo resterà all’interno del listino milanese.

Adesso, Impregilo Salini si fonderanno e, prima ancora, i romani si terranno quasi 520 dei 600 milioni del maxi-dividendo che sarà staccato nelle prossime settimane. L’integrazione tra le due società darà vita ad un colosso delle costruzioni da 4,5 miliardi di euro di fatturato annuo.

Pietro Salini era entrato in Impregilo appena un anno e mezzo fa, quando i Gavio controllavano la società insieme a Benetton e Ligresti attraverso quote paritarie in Igli. Dopo il ritiro di questi ultimi, il gruppo di Tortona si è indebitato per 328 milioni di euro, ma, grazie ai 450 milioni di liquidità ottenuta dall’adesione all’Opa, ha realizzato adesso una plusvalenza di 76,1 milioni di euro.


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