
La mediazione del presidente ugandese Yoweri Museveni tra i il partito del governo e l’opposizione non ha portato a nulla di fatto.
Lasciando Bujumbura, ieri sera, Museveni ha manifestato la sua insoddisfazione ma ha dichiarato che se anche non si è arrivato ad un accordo “Il partito di governo e partiti di opposizione hanno accettato di negoziare rapidamente, intensamente ... al fine di raggiungere un accordo"
Il ministro della Difesa ugandese Crispus Kiyonga continuerà la mediazione. Oggi si prevedono ulteriori incontri tra il partito al governo CNDD-FDD e opposizione. Willy Nyamitwe, esponente del governo prevede colloqui positivi mentre il leader dell’opposizione Agathon Rwasa ha dichiarato: “Non ci saranno argomenti tabù, tutto deve essere messo sul tavolo".
Museveni era stato nominato mediatore la scorsa settimana dai leader della Comunità dell'Africa orientale (EAC), che in precedenza aveva esortato il governo e i partiti di opposizione a mettere da parte le loro diverse e trovare un comune accordo”.
Mercoledi scorso un gruppo di 17 agenzie di aiuti umanitari e dei diritti umani aveva avvertito “ il rischio che le elezioni potrebbero innescare atti di violenza” e che “I gruppi di opposizione potrebbe violare l’ accordo di pace e aprire il cammino verso una nuova guerra civile”.
Da quando lo scorso aprile, il presidente Nkurunziza ha dichiarato che si sarebbe ricandidato per un terzo mando sono scoppiati disordini e proteste popolari. Ci sono stati circa 70 vittime e un 158 mila quelli che hanno cercato rifugio nel paesi vicini.
Le elezioni presidenziali si terranno martedì 21 luglio.
a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
