Quanto accaduto a Barletta, vicenda gravissima che sta però subendo il can can mediatico della sentenza d’appello di Perugia nell’ambito del processo Meredith, denota alcune caratteristiche tipicamente italiane. Purtroppo, in questi casi.
C’è l’eccessiva approssimazione di chi dovrebbe garantire la vita delle persone (le crepe nel palazzo, avevano spiegato agli inquilini, non erano nulla di cui preoccuparsi). C’è la sicurezza sul lavoro, ovviamente. “In tanti sostengono che in quell’opificio aperto nel 1995 si lavorasse soprattutto in nero”, ricorda tra le altre cose Marco Imarisio sul Corriere della Sera. Aggiungendo, giustamente: “Così la contabilità dei sommersi e dei salvati diventa impossibile, si procede a spanne, come i vigili che scavano con le mani coperte di sangue per dare aria a eventuali superstiti”.
