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In morte di Doris Lessing: “Una favola” e 5 aforismi

Creato il 17 novembre 2013 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

731px-Doris_lessing_20060312Una favola

“Quando mi guardo indietro mi sembra di ricordare un canto.
Eppure c’era sempre silenzio in quella lunga camera calda. 

Impenetrabili, quelle pareti, pensavamo,
scurite da scudi antichi. La luce
brillava sulla testa di una ragazza o di giovani membra
distese con noncuranza. E le voci basse
si levavano nel silenzio e si perdevano come nell’acqua.

Ma, nonostante tutto fosse tranquillo e caldo come una carezza,
Se uno di noi avesse tirato le tende
Una pioggia filettata cadeva indifferente, là fuori .
A volte un venticello si insinuava, disturbando le fiamme,
E creava ombre striscianti sui muri
O un lupo ululava nella lunga notte,

e, rabbrividendo, ci facevamo più vicini.

 
Ma per un po’ la danza continuava -
O almeno così mi sembra ora:
figure lente si muovevano calme attraverso
laghi di luce simili ad una rete dorata sul pavimento.
Sarebbe potuto continuare, come in un sogno, per sempre .

Ma tra un anno e l’altro – soffiava un vento diverso?
La pioggia aveva rovinato le pareti finalmente?
Musi di lupi si infiltrarono tra le travi cadute?

E’ tanto tempo fa .
Ma a volte mi torna alla mente la stanza con le tende
E sento quelle lontane voci giovani che cantano”.

Titolo originale “A fable” (1959) di Doris Lessing. Copyright Doris Lessing

Libera traduzione in italiano di Rina Brundu, 17 novembre 2013, in Dublino

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Doris Lessing in 5 aforismi.

1) Mi rendo conto di aver vissuto momenti della storia che sembravano immortali. Ho visto il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini, che sembravano destinati a durare mille  anni. E il comunismo dell’Unione Sovietica, che si credeva non sarebbe finito mai. Ebbene tutto questo oggi non esiste più. E allora perché mi dovrei fidare delle ideologie?

2) Se un pesce è la personificazione, l’essenza stessa del movimento dell’acqua, allora il gatto è diagramma e modello della leggerezza dell’aria.

3) Detesto il fatto che gli uomini debbano essere classificati in laburisti, conservatori, socialdemocratici o di sinistra. Le ideologie, come le fedi, hanno fatto e continuano a fare un’immensa quantità di male. Poi grazie a Dio tramontano e scompaiono.

4) Felicità? È una parola che, di  tanto in tanto, nella mia vita, ho raccolto, ho osservato – ma mai l’ho scoperta sotto le stesse sembianze.

5) Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero dirmi è ‘Sorella, starò al tuo fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più’. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione.

Featured image, Doris Lessing al Festival della Letteratura di Colonia nel 2006, autrice Elke Wetzig, fonte Wikipedia.

 


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