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In-sediata

Creato il 18 giugno 2013 da Povna @povna

La ‘povna è arrivata in anticipo, godendosi il tragitto in bicicletta ché, sul territorio dello stesso comune, è come dire nulla (e dovrebbe vietare, per legge, la lamentela a qualunque insegnante insegni dietro casa). Piano piano, si sono raggruppati, alla spicciolata, tutti gli altri – commissari esterni e interni di una commissione assai complessa. Non solo perché li hanno messi tutti su due sedi a distanza di 25 km, non solo perché tra loro ci sono persone che non hanno voglia di far niente, ma anche perché le due classi abbinate non potrebbero essere più diverse; e come gruppo di alunni, e come scuole.
Quella di Monastera, infatti (preside: Linus Pauling, che la ‘povna conosce dai tempi di Hogwarts, ma anche come amico di una collega di filosofia, e infine anche come collega di Barbie, con la quale corre una reciproca stima), è il prototipo della scuola modello: ben diretta, talentuosa, efficiente. Le carte necessarie sono state pubblicate on-line, all’albo telematico, per tempo, la cortesia del personale è di livello altissimo, la preparazione degli studenti anche. E, a coronare il tutto, alla ‘povna è toccata in sorte la classe eccellente: quella in cui, pur in un tecnico, sono un buon terzo ad aspirare al 100; e ,a giudicare dal percorso scolastico, nessun voto o quasi sotto 80 pare una buona stima.
Quella della piccola città, in compenso (preside: Ottusangolo, per ogni altra aggiunta, sia data licenza), è una nota scuola di frontiera, in piena decadenza. Un tempo fiore all’occhiello (per la peculiarità della sua preparazione specifica) dell’istruzione tecnica, passando di mano in mano a incapaci dirigenti, è stata fatta, progressivamente, andare a rotoli. E la conferma, anche in questo caso, si poteva leggere nel documento di classe con congruo anticipo: a proposito del quale, per usare un eufemismo, la ‘povna conviene di buon grado che non ne hai mai visto uno altrettanto stupido, menefreghista e sciatto, in tanti anni di carriera.
Forte di queste premesse, l’accoppiamento della Bella alla Bestia (questi i nomi in codice, da ora in poi, delle due classi) promette scintille. E, soprattutto, esige una notevole testa da parte degli esaminatori tutti – ed è su questo fronte che la ‘povna ha intenzione di giocare, specialmente, il suo ruolo presidenziale. Il quale, peraltro, finora ha avuto modo di dispiegarsi solo sommariamente. Perché – per incompetenze della segreteria della Bestia (ma anche del Provveditorato della sua provincia) – un errore informatico aveva omesso di accoppiare alla loro commissione una delle classi. Con il risultato che, esaurite le prime operazioni di lettura e analisi della situazione di partenza, nonché quelle che riguardano la decisione di calendari e competenze, sono rimasti tutti e dieci due ore a girarsi i pollici. Soltanto all’alba delle tre del pomeriggio il software ha finalmente deciso, bontà sua, di elargire quanto dovuto da tempo. Ma oramai per la ‘povna era tempo di correre a Monastera, prendendo un treno in corsa – perché anche in quella sede avesse luogo la cerimonia di consegna delle chiavi.
La prima giornata di esami vede così, ancora, una quantità assai scarsa di racconti – che potrebbero essere alimentati, viceversa, dalla riconvocazione parziale di questo pomeriggio. Per intanto, la ‘povna anticipa che hanno fatto scalpore (come sempre) il suo sesso (“Dove è il presidente?”; “Piacere, eccomi”; “Ah, sei una donna”) e la sua aria molto giovane. Tanto che, per interrompere il flusso paternalistico, ha dovuto ricorrere a qualche battuta gelida: “Sì, la mamma mi ha fatto giovane; ma mi ha fatto, soprattutto, molto brava”.
Per ora va così, anche se (specie nella squadra di Monastera) qualche spirito affine sembra emergere (e anche l’esterna di Aritmanzia, commissaria TuttaTonda, sembra burbera, ma intelligente). Intanto, la ‘povna approfitta di ore ritagliate in qua e in là, sottratte al poco tempo, per chiudere le tesine delle sue splendide bimbe. E sono parole e nostalgie che si susseguono. Perché da domani, a tutte loro, prof. e alunne, comincia, in luoghi diversi, il grande esame.


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