Magazine Cinema

In trance – Danny Boyle

Creato il 24 giugno 2015 da Maxscorda @MaxScorda

24 giugno 2015 Lascia un commento

In trance
Mettiamo che sei complice di una rapina, una rapina ad una casa d’aste alla quale viene rubato un dipinto da milioni di sterline. Diciamo che la rapina va a buon fine ma anche male perche’ fai il doppio gioco ma qualcosa va storto e finisci all’ospedale senza memoria e non ricordi dove hai messo il quadro che a quel punto nessuno ha piu’.
Diciamo anche che i criminali coi quali collabori sono abbastanza intelligenti da non piantarti un proiettile nella testa ma anzi all’opposto dalla testa cercano di tirarti fuori le informazioni e chi meglio di una ipnoterapeuta col fisico di Rosario Dawson?
Strana roba la mente, non si percorre certo col navigatore.
Molti i vicoli ciechi e per superarli serve variare l’equilibrio delle forze in gioco e chi meglio della bella rosario puo’ in una impresa che si fa sempre piu’ pericolosa ed azzardata. Poi e’ anche possibile che quello che sappiamo non corrisponda alla verita’.
Accidenti che film e dico film perche’ per Boyle ho gia’ speso ogni complimento possibile.
Thriller hitchcockiano se il grande regista britannico fosse ancora vivo, dove tutto e’ marginale eccetto cio’ che giace oscuro nella mente dei protagonisti. La sfida e’ nel racconto, nella costruzione fluida, cangiante persino, movimento di idee e cose che spostano il baricentro della faccenda e quando credi di aver capito, tutto cambia di nuovo e s’invertono ruoli e spiegazioni. Naturalmente mantenendo ogni volta la massima credibilita’ e coerenza.
Ecco la sfida di Boyle, come sempre del resto, che vuole e riesce a porsi in una situazione limite e vedere come la puo’ portare avanti. Sia che si tratti di estrarre un ricordo dalla mente di qualcuno o lasciarlo incastrato e immobile per 127 ore, c’e’ una storia da raccontare e il cinema si piega a questa esigenza. Per certi versi egli e’ un pari di Scorsese, tra i piu’ innovativi cineasti viventi ma nel senso opposto, ovvero dove l’americano adatta la trama alle immagini, Boyle fa il contrario. Senza trascurare nulla pero’, anzi il suo cinema e’ bellissimo, stratificato, una continua invenzione mai fine a se stessa ma sempre subordinata al soggetto.
Incredibile, ripeto Boyle e’ incredibile e come ogni grande regista sa scegliere grandi interpreti e dirigerli al meglio.
Qui i nomi non sono nuovi ma e’ come lo fossero per quanto fanno vedere. James McAvoy e’ la vera sorpresa.
Visto tante volte e in ruoli anche importanti ma qui e’ protagonista della scena, dopo i primi due minuti gia’ vuoi sapere tutto, recuperare tutto cio’ che ha girato. Non di meno Rosario Dawson che tolta dall’idea blaxploitation che si ha di lei, esplode con una personalita’ che compete col fisico da urlo che si ritrova. Infine Vincent Cassel al solito suo, il classico figlio di buona donna ma certo e’ il miglior figlio di buona donna che ci ha fatto vedere sino ad oggi.
Boyle non e’ neppure piu’ una certezza, ormai ragguaglia la divinita’.

Scheda IMDB


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog