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In viaggio con le mie figlie

Da Stefanod
C'era un tempo in cui l'idea di un viaggio solo con le bimbe era un po' fonte di preoccupazione nonostante, bisogna ammetterlo, quando un papà viaggia con la prole l'impressione è che venga trattato da tutti con un occhio di riguardo, da chi ti fa il check-in a quelli della sicurezza, sino ad arrivare al trattamento extra da parte delle hostess.
Viaggiare con le bimbe adesso invece è un vero piacere. Niente capricci strani passando per il duty-free (ma forse torneranno quando loro saranno adolescenti, però con i capi di moda e non con i giocattoli) e lo sguardo fiero da cosmopolita mentre danno da sole passaporto e carta d'imbarco (con la treenne Sofia che riesce persino a dire "lì ero piccola" mentre mostra la foto sul passaporto). A bordo poi una pacchia: fra tablet, cose da colorare, libri da leggere e giochi da fare insieme il tempo vola e le due ore e tre quarti passano in un baleno.
Eleonora poi ha passato il limite della ruffianaggine. Appena salita ha squadrato la hostess, le ha sorriso, e poi le ha chiesto: "Questa è una di quelle compagnie che regalano i giocattoli ai bambini, vero?". La hostess della SAS ha sorriso e si è presentata poco più tardi con due sacchettini contenenti peluche, gioco stacca-attacca e mini puzzle dicendole con gioia "Certo, noi non siamo come quell'altra compagnia là".

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