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Incassi Champions e Europa League, che differenza nelle tasche di De Laurentiis

Creato il 01 marzo 2014 da Vesuviolive

E’ ormai da diversi anni che il Napoli prende parte alle competizioni europee, e considerando le campagne acquisti degli anni in cui ha partecipato alla Champions League, si nota la netta differenza con quelle che si sono svolte a ridosso delle stagioni in cui i partenopei hanno preso parte all’Europa League. Ciò  è spiegato dalla netta differenza di ricavi delle due competizioni. Andando ad analizzare gli introiti che si ricevono per le competizioni continentali, salta all’ occhio che la sola partecipazione ai gironi della Champions League garantisce ai club guadagni per  10.9 milioni (7.1 per chi partecipa al turno preliminare e in caso di qualificazione alla fase a gironi vengono accreditati 3.8 milioni ). A questa ingente quantità  di denaro  vanno aggiunti  500.000 euro a partita, che in caso di vittoria vengono arricchiti dagli 800.000 euro di bonus che ogni società riceve in caso di vittoria; in caso di pareggio invece spetta un “piccolo” bonus di 400.000 euro. Quindi facendo un semplice calcolo, nel caso in cui una squadra partecipi alla fase a gironi e perda tutte le partite, avrà comunque la consolazione di ricevere circa 14 milioni di euro nelle proprie casse. Per quanto riguarda le squadre che accedono alla fase ad eliminazione diretta vengono concessi dall’ UEFA  3.5 milioni di euro; le 8 squadre che passano gli ottavi ricevono 3.9 milioni di euro, mentre alle semifinaliste spettano 4.9 milioni di euro; alla vincitrice della competizione continentale per club più importante del mondo, oltre che alla coppa con le grandi orecchie, andranno 10.5 milioni di euro; alla finalista sconfitta invece spetteranno 6.5 milioni. Inoltre la UEFA  divide le somme dei diritti televisivi per nazione, e facendo l’esempio dell’Italia nella stagione 2013/2014, sono stati stanziati 81 milioni di euro da dividere tra le tre squadre che hanno partecipato alla UCL: il Milan, che è ancora in gioco ed ha disputato più partite di Juventus e Napoli le quali sono state eliminate ai gironi,  avrà diritto alla fetta più grande di questa divisione. Al contrario invece, per le qualificate in Europa League non si prospetta la stessa cospicua ripartizione di denaro: per quanto riguarda le qualificate alla fase a gironi, la lega italiana dispone di un tesoretto di  7.5 milioni di euro che viene diviso dalle tre squadre, da aggiungere poi al milione di euro che la UEFA accredita ad ogni squadra partecipante all’ EL. Andando ad analizzare gli introiti di ogni partita, è evidente la netta differenza con la Champions League :  per ogni vittoria si ha un bonus di 140.000 euro  e per ogni pareggio 70.000 euro. Alle  32 squadre che accedono ai sedicesimi del torneo viene accreditata la somma di 200.000 euro , per quelle che accedono agli ottavi 350.000 euro; le 8 società che arrivano ai quarti ricevono 450.000 euro e le semifinaliste  1 milione di euro. Infine alla vincitrice dell’Europa League spetteranno 5 milioni, mentre alla finalista sconfitta andranno 2.5 milioni. La differenza tra i guadagni delle due competizioni viene aggravata anche per gli incassi al botteghino: il botteghino del San Paolo ha registrato i suoi record contro squadre dal calibro del Manchester City o del Bayern Monaco, al contrario di quanto è avvenuto in Europa League con squadre come l’ AIK o il Viktoria Plzen. L’esempio lampante si è avuto con la sfida contro lo Swansea, alla quale hanno assistito circa 30.000 spettatori , mentre qualche mese fa, nell’incontro con  i tedeschi del Borussia Dortmund, le presenze avevano sfiorato le 60.000. Oltre al numero maggiore di spettatori, bisogna considerare anche la netta differenza di costo dei tagliandi.


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