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Inceneritore e teleriscaldamento:ipotesi irrealizzabile a Trento

Creato il 14 gennaio 2011 da Marcoianes
In questi giorni il tema inceneritore è molto sentito poiché, come noto, il bando di gara è andato deserto. Sollecitato da un articolo recente sul Trentino, che sosteneva la bontà di un inceneritore abbinato al teleriscaldamento, allego una riflessione che è stata pubblicata ieri sul quotidiano Trentino stesso. Nei prossimi, tale giornale ha dato disponibilità alla pubblicazione di un mio articolo che spiegherà il funzionamento dell'alternativa all'inceneritore.
Ma ecco, di seguito, la lettera inviata al giornale con le criticità rilevate alle definizioni del sig. Giornani di Rovereto, che, appunto, sosteneva la bontà dell'inceneritore.

Egregio Direttore, in merito all’articolo a firma del signor Walter Giordani, siamo a specificare alcune cose:

- Non è possibile realizzare una rete di teleriscaldamento supportata da un inceneritore da sole 103.000 Ton, come previsto dal progetto; non ci risulta che tali quantitativi di rifiuti siano sufficienti per supportare una rete di teleriscaldamento e, inoltre, produrre anche energia elettrica.

- Altra questione, che deriva dalla precedente: con una raccolta differenziata al 60-65%, dove si pensa di reperire i rifiuti necessari a sostenere una rete di teleriscaldamento? Il pericolo è quello di aprire la strada ad altre provenienze, poiché altrimenti non si riuscirebbe a sostenere il progetto di teleriscaldamento.

- Ulteriore puntualizzazione: per realizzare una rete di teleriscaldamento a Trento ( falde acquifere, attraversamento del fiume Adige, posa delle tubazioni e degli stacchi presso le abitazioni e nelle strade, realizzazioni di sotto-stazioni decentrate e periferiche) ci vogliono dai 10 ai 12 anni e un investimento di qualche milione di Euro; come si pensa di reperire i soldi necessari e come si pensa, ancora, di ammortizzare tale investimento che inevitabilmente graverebbe sulle nostre tasche?

- Il calcolo fatto dal signor Giordani, parte dal 3° piano provinciale dei rifiuti; non sarebbe meglio aggiornare tale piano e verificare realmente le potenzialità di un sistema diverso, abbinato alla raccolta differenziata, che già si attesta al 60-65%?

- Esiste una valida alternativa all’inceneritore, che recupera l’energia dei rifiuti reimmettendoli nel circuito produttivo; prima di “convertire” l’energia per sfuttarla in altro modo (elettrica o termica) è necessario e più conveniente risparmiarla; la combustione dei rifiuti è una conversione di energia; riutilizzarli, riciclandoli è invece un risparmio, con il beneficio ambientale di non inquinare ulteriormente.

- Banalizzare,poi, l’aspetto salute a quanto espresso dal sig. Giordani, è davvero pericoloso e fuorviante: non esiste uno studio approfondito dei venti; lo stesso studio di fattibilità provinciale mette in risalto che”non sono noti i riscontri possibili” in tal senso; inoltre, non vi è uno studio approfondito sulle ripercussioni sulle colture (affermazione del noto scienziato agronomono prof. Fregoni).

Rimaniamo fortemente perplessi da articoli simili, atti solamente a supportare scelte non più attuali con le tecnologie moderne e men che meno attualizzabili a Trento, in tempi accettabili e con costi enormi, sia in termini monetari, sia in termini di impatto ambientale e per la salute.

Siamo disponibili a fornire ulteriori dettagli sul progetto alternativo all’inceneritore, qualora il suo giornale ci garantisca uno spazio adeguato per spiegare il tutto.

Marco Ianes - Trento.

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