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Incontro con Noa, la Voce israeliana

Creato il 22 marzo 2013 da Appnetwork

“L’amore è la fonte del mio canto”. Parla Achinoam Nini, Noa, per tutti, la voce israeliana, stella della world music. La sua voce cristallina mescola jazz, rock americano e suggestioni mediorientali superando tutte le frontiere culturali.
L’abbiamo incontrata a Catania, tappa inserita nel suo tour. Noa è piccola e molto esile e ci riceve con la sua grazia innocente e felina, con un sorriso che è pieno di vita. La sua voce diffonde gioia ed entusiasmo, ma che cosa c’è alla radice di questa voce così particolare. “Credo che ci sia l’amore non quello delle canzonette sentimentali, ma un sentimento più vasto, una leva che vince tutte le resistenze e dona la serenità e poi è una caratteristica degli Yemeniti, esprimiamo emozioni”. Si è formata a New York, ma lei ha detto che non potrebbe mai vivere lontano da Israele…. crisi di identità o il richiamo della sua terra. “I miei genitori, israeliani di nascita e yemeniti di origine, si sono trasferiti negli Stati Uniti quando avevo un anno. Ho vissuto fino a 17 anni a New York, dove ho st190381_4895898753930_1367215176_n(1)udiato e fatto le prime esperienze artistiche. Lì ho proseguito gli studi, ho prestato il servizio militare e con una scuola di jazz e musica classica di Tel Aviv, la Rimon School, ho completato la mia formazione, avviata alla High School di New York. Vivo poco lontano da Tel Aviv e non andrei mai a stare altrove. Quando non sono in tournée, scrivo, produco, canto e faccio spettacoli. Ma è stato l’amore, che mi ha fatto ritornare in Israele. Ho conosciuto mio marito alla High School di New York, quando avevo quindici anni. Spesso siamo lontani, ma siamo molto felici. Lì ho annullato le mie inquietudini e ho colto la più bella ricchezza del mondo: l’amore, appunto”. Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano PatMetheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Dopo una raccolta di brani cantati interamente in ebraico, è uscito Noa, il disco che l’ha fatta conoscere fuori del suo paese e Blue Touches Blue, la raccolta che la cantante ha portato in tournée in tutto il mondo.
Lei è stata interprete in Vaticano di un’Ave Maria che ha commosso il mondo, ci ricorda quella forte emozione. È stato un momento importante della mia vita, un’occasione unica, speciale. E’ stato incredibile per una cantante ebrea, israeliana, poter cantare un’Ave Maria. La straordinarietà è stata che il Vaticano mi ha concesso di cantare questa versione inedita dell’Ave Maria, un testo che ho scritto insieme a Gil Dor. Una preghiera per il mondo, per la pace. Devo dire grazie a Papa Woitila, un Papa unico, che voleva unire tutte le religioni del Mondo, io l’ho apprezzato moltissimo. Viene spesso a Catania, cosa le piace o la emoziona della nostra terra. Amo la sicilia. Il mio primo concerto internazionale fu qui a Catania con il mio primo agente che ha creduto in me, Pompeo Benincasa. Puntualmente, da ventitre anni vengo in Sicilia. Sento questa terra molto vicina alla mia cultura mediorientale. E poi la Sicilia è meta fissa di vacanza con mia famiglia. Nel suo repertorio non manca la musica napoletana, ha mai pensato di cantare in siciliano. Il mio repertorio spazia anche nella musica napoletana, la ritengo una musica internazionale, ma non sono una che canta tutte le culture del mondo, sono una cantautrice, continuo a scrivere e comporre la mia musica, solo in questo progetto “Classic”, ho dedicato qualcosa alla musica napoletana, ma finisce qui.



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