Il freddo di
dicembre è egocentrico, non lascia scampo. S’impone sugli
abiti, sulle piazze semideserte e su una città che s’imbacucca presto con la
sua mantella buia, piena di paillettes
colorate, che preannunciano l’arrivo del Natale. S’incipria il
naso con un po’ di nebbia, si spruzza qualche goccia di profumo e del suo odore
di caldarroste inebria le vie. Sembra una
giovane donna che si prepara per il suo primo appuntamento: i clacson sono
l’avviso di messaggi dolci che il suo lui le invia prima di vedersi, il vento è
dato dalla frenesia con cui si muove da una stanza all’altra, decidendo cosa
indossare, come sistemare i capelli, come truccarsi. Ogni passante è una vocina
che pulsa dentro sé, sono i pensieri che l’intrattengono prima di questo
incontro.E il suo entusiasmo e i suoi sogni l’infonde anche a me, che passeggio tra le sue vene, i
suoi nei, le sue espressioni un po’ incerte e il suo profondo desiderio che
tutto vada alla perfezione. E non sa che
ogni previsione sarà sorpresa, perché siamo ottimi registi dei nostri film
mentali, ma la realtà è capace di stravolgerli sempre, così come un po’
stupisce anche me, che entro in una libreria, dove lei custodisce le sue
sensazioni più disparate e, finalmente, dopo tanto tempo, incontro lui!
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