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inFAMOUS: Second Son – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi
Recensione del 25/03/2014

Cover inFAMOUS: Second Son

PS4 Pegi 16 TESTATO SU
PS4

Genere: ,

Sviluppatore: Sucker Punch

Produttore: Sony

Distributore: Sony

Lingua: Italiano

Giocatori: 1

Data di uscita: 21/03/2014

inFAMOUS: Second Son – Recensione PS4

EUR 64,15

VISITA LA SCHEDA DI inFAMOUS: Second Son

Pro-1Grande senso di libertà e di potenza Contro-1Trama banale

Pro-2Graficamente stupendo Contro-2Attività secondarie poco interessanti

Pro-3Scontri ancora più dinamici con i nuovi poteri Contro-3Scelte karmiche poco incisive

Atteso al lancio di PlayStation 4, inFAMOUS: Second Son è un titolo che ha messo in questi mesi l’acquolina in bocca all’utenza, mostrandosi in quelle poche apparizioni in piena forma next gen. Rinviato  per rifinire meglio il gioco sotto diversi punti di vista, giunge finalmente nei negozi il nuovo capitolo di questa serie che ha contraddistinto il lavoro di Sucker Punch nella passata generazione. Noi, dopo una full immersion di due giorni siamo pronti a dire la nostra.

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LA STORIA DI DELSIN ROWE

Le vicende raccontate in inFAMOUS: Second Son si sviluppano sette anni dopo il finale buono del secondo capitolo con un nuovo protagonista, Delsin Rowe, un giovane graffitaro che vive in un villaggio di Akomish al di fuori della città di Seattle insieme a suo fratello maggiore, Reggie, sceriffo della zona, il quale deve spesso mettere fine alle sue bravate, arrestandolo se occorre. Ed è in una giornata qualunque che ha inizio la storia, con Delsin che ne combina una delle sue e deve sorbirsi una paternale da Reggie fino a quando un blindato del D.U.P (Dipartimento Unificato di Protezione) cappotta davanti a loro e permette ai Conduit all’interno di fuggire. È in quel momento che Delsin scopre il suo potere dormiente, ovvero quello di poter assorbire le abilità degli altri Conduit semplicemente toccandoli; da lì avrà inizio la sua avventura che lo porterà in quel di Seattle, dove vige la legge marziale fino a quando il DUP non avrà catturato tutti i Conduit, etichettati come bioterroristi.

inFAMOUS: Second Son si dimostra senza dubbio amichevole nei confronti di quei giocatori che non hanno giocato i precedenti episodi, perdendo di fatto solo alcuni eventi che contestualizzano le situazioni che si sono venute a creare, ma anche senza, il gioco è fruibile per tutti grazie al nuovo protagonista, alla nuova ambientazione e alla nuova storia. Partendo da quest’ultima, di fronte abbiamo purtroppo una trama banale che non regala nessun momento emozionante, interpretata da personaggi che rientrano nella categoria del “già visto”. Un peccato visto che questo capitolo mette in scena senza dubbio una narrazione più matura rispetto al passato, con scene d’intermezzo ben integrate e dialoghi che si dividono fra le immancabili battute di un irriverente Delsin, e qualche pensiero più interessante su quella che è la condizione dei Conduit. Non mancano, anche se in numero minore, le cutscene in stile comic book, uno dei tratti distintivi della serie.

DA UN POTERE DERIVANO ALTRI POTERI

Tutto quello visto nei precedenti capitoli, lo troviamo anche qui: impostazione free-roaming e super poteri con i quali sbarazzarci degli agenti del DUP che controllano i diversi quartieri di cui è composta la modesta, in termini di dimensioni, mappa di Seattle. Gli sviluppatori hanno qui deciso di rendere accessibili quasi tutti i contenuti del gioco fin da subito: nella prima missione una volta entrati in città siamo chiamati ad eliminare una unità mobile del DUP sempre piazzata al centro di una struttura del DUP popolata da guardie e nel peggiore dei casi anche da mitragliatrici ed elicotteri da assalto dotati di missili. Una volta distrutta, libereremo l’influenza dell’agenzia governativa sul quartiere sbloccando le consuete attività secondarie e i frammenti utili a potenziare i nostri poteri, la cui ricerca diventa quindi meno tediosa che in passato. Questa scelta di design oltre che facilitare l’orientamento del giocatore, fa sì che tra una missione principale e l’altra ci sia spazio per le attività secondarie, una dinamica che attecchisce con particolare naturalezza semplicemente guardando le icone in prossimità della nostra posizione sulla mini mappa. Seppur un giusto bilanciamento tra attività secondarie e missioni principali può rendere il problema meno evidente, è lampante come la qualità delle attività parallele alla storia non sia altissima, diventando ripetitive a gioco concluso. Un problema tra l’altro che affliggeva anche i precedenti capitoli e a cui gli sviluppatori non hanno dato il giusto peso e attenzione. Queste attività per un totale di dieci, si dividono fra alcune molto veloci che chiedono di eliminare una telecamera del DUP nelle immediate vicinanze, oppure di scovare un agente sotto copertura o raccogliere i frammenti. Altre che richiedono qualche minuto in più come trovare dei messaggi audio attraverso un ricevitore, distruggere l’unità mobile del DUP o la Resa dei conti con la quale scacciare definitivamente gli agenti dal quartiere. Queste ultime due sono anche quelle caratterizzate da momenti di azione più impegnativi, una valida scusa per utilizzare i nostri poteri. Infine menzioniamo i graffiti che utilizzano il sixaxis del Dualshock 4 per simulare l’impugnatura e le gestualità di una bomboletta spray per disegnare qualcosa a muro. Un’azione che diventa anch’essa ripetitiva dopo poco ma che quantomeno vive dell’interesse di vedere realizzata l’opera artistica di Delsin oltre che risolversi in pochi secondi. Ne approfittiamo per parlare anche delle altre interazioni legate al Dualshock 4 che vedono alcuni rumori come l’assorbimento dei poteri piuttosto che la suoneria del cellulare uscire dall’altoparlante, il led colorarsi di blu o rosso in base al karma e infine l’uso del touchpad per aprire porte o sollevare oggetti e anche raccoglierli tramite pressione, un utilizzo che si è dimostrato ancora una volta comodo e non invasivo.

Uno degli aspetti che hanno giovato dall’approdo della serie su PS4 è il gameplay, quello che nella passata generazione ha consegnato agli utenti PS3 uno dei giochi più divertenti nel suo genere, e che ora è stato potenziato ulteriormente grazie all’inserimento di nuovi poteri che elevano all’ennesima potenza il senso di potenza e di libertà provato con i primi due capitoli. Ci limiteremo a menzionare i primi due, quelli visti a più riprese negli ultimi mesi, ovvero il potere del fumo e quello del neon. Il primo si dimostra quello più bilanciato nel combattimento, buono sia per schivare gli attacchi nemici sia per rispondere con la giusta forza; il secondo visivamente è davvero una “figata”, ottimo per immobilizzare o annichilire con un colpo solo i nemici e utilissimo per attraversare velocemente la città con una corsa in stile “Flash” al neon, restituendo un impatto visivo ancora più bello durante la notte con le scie luminose che rimangono qualche secondo prima di dissolversi. Tutti i poteri hanno i loro punti di forza con un’abilità che è più efficace con un certo tipo di nemico rispetto a un’altra, senza dimenticare che ognuno di essi ha una super mossa finale che si sblocca colpendo alla testa o rendendo inermi (in base al karma) una serie di nemici in un lasso di tempo. Una mossa finale che oltre ad essere spettacolare è assolutamente devastante.

Il potere in possesso del protagonista non viene cambiato attraverso un tasto, ma solo assorbendo l’energia dalle specifiche fonti tutte segnalate sulla mini mappa. Il fumo può essere ricaricato utilizzando il fumo delle macchine guaste oppure dalle ciminiere sui tetti; il neon invece utilizzando le numerose insegne dei negozi di Seattle. Come da tradizione per la serie, i combattimenti oltre che godere di un enorme spazio di manovra per i nostri attacchi giovano dell’enorme verticalità dell’ambiente per scontri molto dinamici che donano un forte senso di libertà, ma anche potenza visto che potremo sferrare potenti colpi cadendo dall’alto. Questa verticalità si traduce in palazzi da scalare che poche volte richiedono di passare da una sporgenza all’altra con il semplice salto, bensì raggiungendo il tetto di un edificio velocemente attraverso condotti di ventilazione sfruttando l’abilità del fumo, oppure correndo sul palazzo con il potere del neon. Queste pratiche oltre che spostamenti tattici diventano anche delle manovre evasive per riprendere salute, visto che l’IA nemica si muove in modo molto dinamico in base ai nostri spostamenti. A livello di difficoltà Normale il gioco non permette di affrontare un gruppo di nemici numeroso a viso aperto, ma sicuramente non rappresenta una valida sfida per i giocatori più smaliziati; sfida che invece sarà soddisfacente ad Esperto con i nemici abbastanza cattivi da invitarci a pianificare con più cognizione le nostre azioni. L’intelligenza artificiale l’abbiamo trovata piuttosto buona visto il raggio d’azione che uno scontro può avere, che trova difficoltà nell’inseguirci quando raggiungiamo da terra edifici molto alti e manca di manovre di accerchiamento che permettono di riprendere troppo comodamente fiato dietro qualche riparo. Ma il numero di nemici, sempre piuttosto corposo, in aggiunta alla varietà degli stessi – che poteva essere arricchita ulteriormente – rendono gli scontri quasi sempre appaganti ed anche esplosivi grazie alla maggiore interattività con l’ambiente che vede oltre a macchine saltare in aria anche tutte le strutture del DUP distruttibili, per un risultato sicuramente più spettacolare.

Come per i precedenti capitoli ogni potere può essere potenziato nelle sua abilità di base tramite i frammenti di nucleo sparsi per la città, e anche ampliato con un set di poteri nuovi che come sempre si rendono disponibili in base al tipo di karma. Uno schema molto semplice illustra in modo chiaro le diramazioni dei poteri con un’anteprima dell’effetto di ogni singolo power-up a destra. Anche questa volta siamo chiamati in causa e scegliere quale tipo di percorso intraprendere, se quello da Eroe o da Infame, scegliendo di compiere determinate azioni come salvare i cittadini in fin di vita, interrompere uno scambio di droga, aiutare un Conduit sofferente, o fare tutto il contrario, porre fine alle sofferenze dei cittadini, eliminare le manifestazioni di protesta contro i conduit e così via. Ricevendo una reazione da parte dei cittadini al nostro status, come complimenti e foto oppure insulti e terrore. La tendenza karmica ha poi effetto anche sui poteri come detto pocanzi, rendendo più o meno devastante un’abilità o sbloccandone una del tutto diversa. Purtroppo anche qui Sucker Punch non è stata brava a rendere le scelte karmiche ben distinte tra loro, con solo una scelta più il finale che differiscono tra loro per risultato e scene d’intermezzo. Anche in inFAMOUS: Second Son quindi, una seconda run è dovuta più per scoprire le potenzialità dell’altro karma che per le scelte morali che saremo dovuti a compiere. La longevità è buona: abbiamo portato a termine il gioco in 12 ore completando quasi la metà delle attività secondarie e senza giocare le 19 missioni aggiuntive introdotte con la patch, la cui durata è stimata sulle quattro ore. Un’avventura abbastanza corposa a cui si poteva aggiungere qualche altra boss fight e qualche missione più articolata.

DA EMPIRE CITY A NEW MARAIS, A SEATTLE

Il luogo che fa sfondo alle vicende non è più una città ispirata a una reale come in passato, ma una vera e propria. E non è strano che la scelta sia ricaduta su Seattle dato che la residenza del team è in quel di Bellevue, appena fuori dalla città. Un fatto che ha avuto sicuramente un peso non indifferente nella riproduzione digitale della città smeraldo, con alcuni importanti punti di riferimento lasciati intatti per dare al mondo digitale un’atmosfera autentica. Troviamo così i quartieri di Pioneer Square e Capitol Hill, gli archi del Science Pacific Center piuttosto che l’imponente Space Needle, simbolo della città. La seconda esclusiva importante  Sony dopo Killzone, dimostra per quelli che ancora avessero dei dubbi, come il passaggio da PS3 a PS4 è più che tangibile per quanto riguarda l’impatto grafico. Su console inFAMOUS: Second Son alza sicuramente l’asticella in termini grafici, restituendo a schermo immagini incredibilmente pulite con lo skyline di Seattle che lascia davvero a bocca aperta a tratti. Oltre a un antialiasing che fa ottimamente il suo lavoro abbiamo una buona mole poligonale, perfino dei modelli degli NPC, e un dettaglio degli scenari davvero sorprendente, a cui si sommano anche diversi easter egg dedicati a Knack, a Cole McGrath e maggiormente a Sly come i tanti loghi sparsi per la città piuttosto che la main theme della serie impostata come suoneria del cellulare di Delsin. A tutto questo si aggiungono stupendi effetti particellari che esplodono a schermo con l’utilizzo dei poteri, un sistema di illuminazione dinamica e di rifrazioni convincente e un fluidità che sebbene tende a oscillare mantiene ampiamente godibile l’esperienza di gioco.

L’assenza di un ciclo giorno/notte è senza dubbio criticabile, ma in ultima analisi diventa sterile visto che ha permesso agli sviluppatori di regalare al giocatore la migliore prospettiva possibile di Seattle. Sono diverse e stupende le sensazioni che la città regala nell’ora del tramonto con la luce del sole che va a calare e durante la notte con i quartieri animati dalle varie insegne al neon che si rifrangono sulle pozzanghere. Diversamente, è criticabile, l’impossibilità per Delsin di nuotare vista l’estensione della città non certo enorme; un elemento che è stato del tutto sacrificato vista anche la resa visiva dell’acqua per raggiungere i livelli eccellenti delle città. Il gioco soffre solo di un parco animazioni che in certi frangenti è macchinoso e di diverse compenetrazioni poligonali, tipiche dei free-roaming, che a dire il vero non sono nemmeno così tante pensando alle abilità in dote al protagonista. Concludiamo parlando della colonna sonora che risulta molto buona: ai rumori ambientali della città il compito di far compagnia il giocatore mentre a motivi strumentali ben ritmati viene affidato l’incarico di enfatizzare la dinamicità degli scontri. Doppiaggio in italiano tutto sommato buono, in linea con le personalità dei personaggi e con un buon sincrono del labiale; migliore quello in inglese con Troy Baker assoluto protagonista.

inFAMOUS: Second Son – Recensione IN CONCLUSIONE
inFAMOUS: Second Son è una indubbia esperienza di nuova generazione sotto il profilo grafico, che beneficia della maggiore potenza di calcolo per potenziare tutti quegli aspetti che hanno portato al successo la serie. Il gameplay diventa con questa iterazione ancora più divertente grazie al nuovo set di poteri e abilità e al senso di libertà e potenza che questi restituiscono, con alcune dinamiche come l’esplorazione della città piuttosto che l’uso della verticalità dell’ambiente che diventano qui più semplici e divertenti. Purtroppo una trama banale, in cui si salvano la simpatia del protagonista e una narrazione che fa un passo in avanti, e i limiti legati alla ripetitività delle attività secondarie e alla poco incisività delle scelte morali, non permettono alla serie di far quel salto in avanti importante. ZVOTO 8.5
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