Inizia un’altra guerra per procura della NATO, Ribelli attaccano base militare in Siria

Creato il 18 novembre 2011 da Tnepd

di Eric Blair
Activist Post

In quello che sta diventando un déjà vu della politica estera occidentale, un altro segmento scontento della popolazione di una nazione musulmana, armato dalla NATO, ha intrapreso un’azione militare offensiva contro il  suo governo.

VOA News riferisce che "i ribelli del Libero Esercito Siriano hanno sparato razzi e colpi di mitragliatrice contro un complesso di intelligence dell’aeronautica, nel sobborgo di Harasta a Damasco, nelle prime ore di Mercoledì."

La notizia è arrivata da un "portavoce con sede in Germania" sebbene non ci fosse alcuna conferma indipendente dell’attentato che, a quanto riferito, ha ucciso 11 persone.

Nel frattempo, la Turchia e le nazioni della Lega Araba si sono riunite per esaminare ulteriori sanzioni contro la Siria per il suo "rifiuto di porre fine alla repressione" contro i ribelli violenti che sono stati costantemente indicati come manifestanti pacifici dai media occidentali.

La Siria ha attribuito gran parte della violenza a terroristi appoggiati dall’estero, e sta crescendo la prova che dimostra che le sue preoccupazioni erano valide.

Anche prima dell’annuncio di agosto che la NATO stava armando segretamente questi manifestanti siriani,  agenti del Libano legati agli Stati Uniti e all’Arabia Saudita sono stati sorpresi a contrabbandare armi ai ribelli siriani.

Ora con l’attacco militare di ieri, sembra che la situazione in Siria non possa più essere definita come un "giro di vite" del regime di Assad su innocui insoddisfatti che ancora una volta sembrano essere una piccola minoranza di civili siriani.

Nelle ultime settimane, ci sono state manifestazioni di massa di decine di migliaia di fedelissimi del governo che portavano foto di Assad e denuncivano i ribelli.

L’ondata di malcontento in Medio Oriente e Africa del Nord ha permesso alle potenze occidentali di affermare la loro autorità, cosa che sarebbe stata difficile altrimenti. Il risultato è stato un cambio di regime per mezzo di rivolte civili in paesi come la Tunisia e l’Egitto, e otto mesi di guerra della NATO in Libia, per cacciare Gheddafi.

L’Occidente ha seguito esattamente lo stesso piano per il cambio di regime, in Siria, come ha fatto in Libia. In primo luogo, riconoscono l’appoggio ai civili arrabbiati. Poi impongono sanzioni paralizzanti con un ordine esecutivo . Poi, armano l’esercito per procura dei ribelli che vengono poi coordinati da organizzatori stranieri, come l’anonimo  portavoce tedesco di cui sopra. E se la Libia è davvero il modello, all’orizzonte ci sono attacchi aerei della NATO.

Il deja vu in Siria non è privo di ipocrisia, in quanto nessuna ragione è stata data sul motivo per cui si è consentita la soppressione delle proteste popolari in Bahrein, Arabia Saudita, e perfino negli Stati Uniti, senza neanche una parola da parte dei media occidentali.

Mentre gli Stati Uniti predicano il diritto alla libertà di parola in queste nazioni bersaglio,  i campi del movimento "Occupare" sono stati smantellati con la forza e i manifestanti sfrattati, soprattutto a New York e in  Oregon . A Oakland, in California, gli studenti pacifici sono stati brutalizzati dalla polizia Stormtrooper. Immaginate se la Cina avesse cominciato ad armare segretamente i gruppi Occupare perchè potessero difendersi contro la brutalità della polizia.

Ipocrisia intellettuale a parte, la NATO e gli Stati Uniti  proseguono, ancora una volta, con la loro sanguinosa campagna per un cambio di regime in Siria, mentre continuano a battere i tamburi per colpire l’Iran. Con i media occidentali che individuano chiaramente i nemici, a quanto pare nessuno potrà fermare questi continui interventi violenti in Medio Oriente e oltre.


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