Internet, motore di crescita dell’economia
La mission di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili.
“A partire dal 1996, Larry Page e Sergey Brin, studenti laureati alla
Stanford University, iniziarono a sviluppare un motore di ricerca
chiamato “BackRub” che utilizzava i link per determinare l’importanza
delle singole pagine web. In qualità di chief executive officer di
Google, Larry Page è oggi responsabile della gestione quotidiana di
Google e della strategia relativa alle tecnologie e allo sviluppo dei
prodotti della società mentre Sergey Brin gestisce i progetti speciali.
Nel 2010 i ricavi complessivi di Google nel mondo sono stati pari a
29.321 miliardi di dollari, il 52 per cento derivante da Paesi diversi
dagli Stati Uniti. Nel complesso i risultati dei primi 9 mesi del 2011
riflettono una crescita del 33 per cento. L’Italia ha registrato
percentuali di crescita perfettamente in linea con quelle mondiali, se
non leggermente superiori”.
Perché essere attivi sul web? E come si sviluppa l’internet economy in Italia?
“Il tasso di attività e di promozione online delle aziende è un
indicatore particolarmente significativo della propensione
all’innovazione del tessuto economico locale e del suo dinamismo nel
cercare nuovi spazi di mercato, anche in fasi di rallentamento dello
scenario macro-economico. Come rivela lo studio Fattore Internet,
commissionato da Google a The Boston Consulting Group, le pmi attive su
internet fatturano, assumono ed esportano di più e sono più produttive
di quelle che su internet non sono presenti. Le pmi attive in rete hanno
infatti registrato una crescita media dell’1,2 per cento dei ricavi
negli ultimi tre anni, rispetto a un calo del 4,5 per cento di quelle
off-line e un’incidenza di vendite all’estero del 15 per cento rispetto
al 4 per cento delle off-line. È chiaro quindi quale sia il potenziale,
in termini di opportunità di business, che resta inespresso e che
internet potrebbe portare all’economia italiana se un numero maggiore di
piccole imprese decidesse di abbracciare, in qualche misura, il
digitale”.
Come si sviluppa il vostro rapporto con i clienti, cosa date in contropartita?
“I nostri clienti sono gli inserzionisti che acquistano pubblicità su
Google. Gli utenti, invece, come ben noto, fruiscono dei servizi offerti
da Google in modo gratuito. Le pubblicità sul motore di ricerca sono
gli annunci sponsorizzati che possono comparire in un box a destra e
talora sopra i risultati organici del motore di ricerca (quelli definiti
dall’algoritmo, il cui ordine cioè non è modificabile attraverso la
pubblicità). Singoli e aziende di qualsiasi dimensione possono
utilizzare AdWords (questo il nome del nostro servizio pubblicitario) in
autonomia. Per fare un esempio concreto se un idraulico volesse
promuovere la propria attività nella provincia di Catania sarebbe
sufficiente creare un annuncio individuando alcune parole chiave come ad
esempio “riparazione docce”, quindi inserire un cap di riferimento e
infine il budget che desidera investire. Ogni qualvolta sul motore verrà
effettuata una ricerca pertinente con l’annuncio (la pertinenza viene
stabilita sulla base di un preciso meccanismo di asta) l’inserzionista
vedrà il proprio annuncio comparire nei box in alto o a destra. Solo
quando un potenziale cliente cliccherà sull’annuncio venendo così
reindirizzato sul sito internet dell’attività dell’inserzionista, il
nostro idraulico ad esempio, allora pagherà per l’annuncio. L’internet
economy italiana ha raggiunto nel 2010 un valore di 31,6 miliardi di
euro, pari al 2 per cento del Pil italiano, con una crescita del 10 per
cento rispetto al 2009, e una previsione di crescita fino al 4,3 per
cento del Pil entro il 2015. Il compito di Google in Italia è quello di
aiutare gli investitori pubblicitari a cogliere le opportunità che il
digitale offre attraverso attività di consulenza”.
In Italia siamo più di 100 dipendenti. Impiegati tra marketing, consulenza e comunicazione
Parliamo di lavoro in Google?
“Nel complesso l’Internet economy nel corso degli ultimi anni
ha generato crescente occupazione. Solo in Italia se si guarda
all’occupazione negli ultimi 15 anni sono stati creati circa 700.000
nuovi posti di lavoro collegati al Web (ricerca commissionata a McKinsey
& Company dal Digital Advisory Group). Più nello specifico oggi
Google ha oltre 30.000 dipendenti nel mondo, cresciuti di ben 6.000
unità nel corso dell’ultimo anno. In Italia siamo più di 100, impiegati
in diverse funzioni che spaziano dal marketing alla consulenza, alla
comunicazione. Una decina sono tecnici che lavorano a progetti locali o
internazionali, ma più di 1/3 si occupano di spiegare il funzionamento e
i benefici di AdWords e degli altri strumenti Google ai potenziali
clienti; nel momento in cui l’utente è pronto a fare la propria campagna
sarà lui stesso a fare tutti gli steps autonomamente. Un altro elemento
che ci caratterizza riguarda l’ambiente di lavoro, inclusa la
particolarità dei nostri uffici. Pur non essendo tutti identici tra
loro, i nostri uffici sparsi per il mondo condividono alcuni elementi
essenziali al nostro modo di lavorare. Ad esempio, gli spazi comuni
spesso arredati con elementi che richiamano la regione e la personalità
del territorio, dai murales di Buenos Aires alle cabinovie di Zurigo,
all’Apecar decorata da un artista siciliano proprio come i famosi
carretti”.
Crescono le Pmi siciliane presenti e attive sul web
Come Google contribuisce alla digitalizzazione del consumatore italiano?
“Ogni mese oltre 27 milioni di persone navigano sul web, una
crescita del 12 per cento rispetto allo scorso anno. Nel complesso il
71 per cento della popolazione italiana – tra gli 11 e i 74 anni – ha
ormai un collegamento ad internet, con una crescita interessante degli
utenti nelle fasce di età più elevate (+51 per cento tra gli over 74, +8
per cento nella fascia 55-74 e +9 per cento nella fascia 35-54). Se
però guardiamo al mondo delle imprese, scopriamo che solo il 25 per
cento di queste ha un sito internet; se poi restringiamo il campo
d’indagine a quelle sotto i 10 dipendenti, la percentuale scende al 20
per cento. Per questo, insieme ad altri partner d’eccellenza come Poste
Italiane, Seat Pagine Gialle e Register.it. abbiamo lanciato
l’iniziativa “La mia impresa online.it”. In modo molto semplice l’utente
è guidato nel creare la propria presenza on line. Con pochi click e con
dei templates già definiti anche una persona non particolarmente
esperta riesce a creare il proprio sito. Altrettanto facilmente si
sviluppa la propria campagna di comunicazione online con indicazioni di
parole chiave specifiche che rispecchiano il proprio business e la
possibilità di circoscrivere la campagna alla propria area geografica di
riferimento. Infine, proprio nel corso dell’ultima settimana di
novembre abbiamo annunciato un premio volto a valorizzare quelle città
che nel corso dell’ultimo anno si sono distinte per la crescita del
numero di pmi attive sul web rispetto allo scorso anno. Si tratta del
Google eTowns Award, tra le prime 10 città anche Palermo e Catania che
hanno raggiunto rispettivamente una crescita rispetto all’anno
precedente del +41,1 per cento e del +44,7 per cento di aziende attive
sul web”.Tutti ci riconoscono per ciò che si vede. Ma è ciò che non si vede la parte più affascinante di noi!
