Intervista a Michele Ginevra: Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, 25 anni e non sentirli!

Creato il 28 ottobre 2013 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

Michele Ginevra, cofondatore nel 1988 del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” è stato e continua a essere il cuore pulsante dell’Associazione, di cui ha diretto e curato negli anni la maggior parte delle iniziative, dei progetti editoriali, delle collaborazioni esterne e degli innumerevoli eventi. È attualmente coordinatore del Centro nel ruolo di Istruttore Direttivo del Comune di Cremona, oltre a presenziare come giurato ai più noti premi fumettistici italiani e a scrivere a tempo perso recensioni (e non solo) sul suo blog. In occasione dei 25 anni del CFAPAZ, LoSpazioBianco si è soffermato a ripercorrere con Michele il percorso portato avanti dal Centro, cammino lungo e tuttora faticoso che ha permesso a quest’ultimo di realizzare numerosi propositi ambiziosi, e a riflettere sul futuro, speriamo altrettanto fruttifero. Tutto ciò con un occhio ben puntato al presente, concepito come un momento di gioia e di festa per il compleanno dell’Associazione che, per l’occasione, ha concepito “I love fumetto”, un programma composto da numerosi eventi, primo tra tutti l’installazione di una splendida mostra di tavole originali, veri e propri pezzi unici da rimirare e contemplare. Infatti la spettacolare collezione Nahmias offre al pubblico la possibilità di stupirsi ammirando la creme de la creme dei mostri sacri del fumetto, iniziando da Winsor McCay e il suo aggraziato Little Nemo, fino alle eleganti pennellate di Bill Sienkiewicz, passando per le tavole di Will Eisner, Carl Barks, Jacovitti, Crepax e Andrea Pazienza.

Quali erano gli obiettivi principali che vi eravate prefissati all’inizio di questa avventura? E quali siete riusciti a perseguire?
Creare un luogo concreto e reale che fosse un riferimento per gli appassionati, promuovere il linguaggio del fumetto e l’aggregazione giovanile attraverso l’attività culturale e la fruizione di servizi e iniziative. Direi che abbiamo centrato i nostri obiettivi sin da subito. Non era così scontato che riuscissimo a durare così tanto. Non è stato facile gestire un centro aperto tutto l’anno, così attivo e riconosciuto, ed è sempre più difficile proseguire.

Di quale realtà da voi creata siete più orgogliosi? Quale pensate sia stata più utile?
Sicuramente la biblioteca, un servizio gestito senza mai poter assumere un bibliotecario di ruolo, combinando alcune funzioni professionali e altre volontarie. La biblioteca è un momento di fruizione, ma anche di ritrovo, socializzazione, crescita, assunzione di responsabilità. Vanno però citate anche le pubblicazioni, a cominciare da Schizzo, attraverso le quali abbiamo pubblicato centinaia di autori e sviluppato un discorso critico.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla mostra allestita appositamente per I love fumetti? Come è divisa e quali tavole d’autore sono presenti?
Quattro sezioni: la prima è di carattere storico ed è sicuramente quella più allettante perché propone 125 opere di autori che hanno fatto la storia del fumetto mondiale, da Winsor McCay a Milton Caniff, da Hugo Pratt ad Andrea Pazienza… Solo per fare qualche nome. Una seconda sezione è dedicata ad Andrea Pazienza, raffigurato nei ritratti fotografici di Isabella Damiani. Poi c’è un riassunto delle ultime sette edizioni di Futuro Anteriore, il progetto portato avanti assieme a Napoli Comicon, con cui mettiamo in evidenza gli autori emergenti. Infine, abbiamo esposto pubblicazioni e documenti relativi all’attività del Centro.

Qual è lo scopo di dare a ognuna delle opere della collezione Nahmias in esposizione un proprio specifico curatore?
Abbiamo voluto rappresentare il variegato tessuto di relazioni nato e cresciuto attorno al Centro, dall’autore che abbiamo scoperto e valorizzato, all’addetto ai lavori con cui abbiamo collaborato, sino ad arrivare al volontario che ha tenuto aperto la biblioteca. E i commenti dei “curatori” sono una sorta di percorso ulteriore, alla scoperta dei mille rapporti personali e di lavoro che si sono costruiti negli anni.

Come e perché avete scelto Manuele Fior come artista per il manifesto dell’evento?
Manuele è uno degli autori più importanti di questi anni, capace di raccontare storie suggestive attraverso un segno raffinato, in continua evoluzione. E poi è un eccellente illustratore, infatti ha realizzato una sintesi efficace di elementi diversi: il profilo zanardiano è allusivo quanto le orecchie di Topolino. Poi c’è l’elemento della lettura, quello della sequenzialità del fumetto e alcuni immagini tipiche. Infine, quel Little Nemo che vola fuori…

Quali sono gli eventi in programma per l’occasione?
Abbiamo costruito un cartellone dove la dimensione locale incontra quella nazionale. Presentazioni come quella dedicata a Orfani, incontri in cui i nostri migliori autori raccontano la loro esperienza sul mercato francese, l’occasione del docu-film dedicato a Zagor e la premiazione dei concorrenti cremonesi del nostro concorso per fumettisti.

Sul concorso I love Pazienza: raccontaci lo scopo e gli obiettivi.
Da tempo pensavamo a lanciare un concorso nazionale legato ad Andrea Pazienza. Da molti anni promuoviamo un concorso provinciale per esordienti, che ci ha permesso di lanciare o addirittura scoprire autori come Anna Merli, Francesca Follini, Fogliazza, Margherita Allegri e Roberta Sacchi. Questo concorso è sostenuto da Avis e dedicato al giornalista cremonese Floriano Soldi. Abbiamo colto l’occasione del venticinquesimo per aggiungere il livello nazionale, aggiungendo un tema: la reinterpretazione di un autore. Abbiamo ricevuto più di 120 lavori, un risultato decisamente incoraggiante! Il 26 premieremo i cremonesi e il 2 Novembre, al Lucca Comics, i vincitori nazionali. Importante è stato il sostegno della famiglia di Pazienza, di XL come media partner e di Lucca Comics & Games. Dunque, puntiamo ancora una volta a mettere in mostra nuovi talenti, ma questa volta c’è di più, c’è la possibilità di reinterpretare un autore, di rileggerne l’opera. È possibile farlo con Pazienza a venticinque anni dalla sua scomparsa? Siamo proprio curiosi di vedere i lavori pervenuti. Siamo proprio in questi giorni in fase di spoglio.

Quali nuovi progetti avete in serbo per i prossimi anni?
I progetti non mancano. Purtroppo la situazione italiana è sempre più difficile e la cultura non è certo tra le priorità, è un momento difficile. Per fortuna i presupposti per realizzare nuovi progetti ci sono! Gli enti sostengono il Centro in vari modi, le collaborazioni sono continue e alcune sono in fase di ampliamento, come quelle relative ai servizi bibliotecari. Sono sempre tante le persone che collaborano e frequentano il Centro, che rimane un riferimento nazionale. Ormai abbiamo una storia e non dobbiamo dimostrare più nulla.

Si ringrazia Michele Ginevra per la disponibilità e la cortesia.

Intervista rilasciata via mail nell’Ottobre 2013

Riferimenti:
Il blog di Michele Ginevra; sonoioche.blogspot.it
Il sito del CFAPAZ: www.cfapaz.org

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