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Intervista al blogger: Luca Marrazzo & Il gusto del cattivo gusto

Da Martatraverso

Intervista al blogger: Luca Marrazzo & Il gusto del cattivo gustoUna nuova intervista,finalmente a un maschietto dato che l'altra metà del cielo ha finora alquanto scarseggiato in questi miei dialoghi con altri blogger.
Ecco le risposte di Luca Marrazzo, autore dell'irriverente Il gusto del cattivo gusto.
1- Quando e perché hai scelto di aprire il tuo blog?
Ho scelto di aprire un blog su consiglio dei miei amici. La faccenda è andata più o meno  così.Mi sono iscritto a Facebook circa 2 anni fa e di tanto in tanto postavo qualche  riflessione, qualche storia accaduta durante la giornata o semplicemente cazzate senza senso,  ma senza la pretesa di far ridere (non faccio mica il comico). Per circa un anno è andata  così, tra chi rideva,chi mi consigliava di scrivere suSpinoza e chi di andare a fanculo, ma comunque tutti abituandosi sostanzialmente a vedere le mie boiate sulla “home” del sito.
Una sera, verso la fine del 2010, un’amica mi manda una mail facendomi i complimenti per le
risate che continuavo a strapparle e lasciandomi il link di Blogger.com con una serie di dritte su come aprire un blog, mantenerlo e registrarlo sui motori di ricerca giusti (lei ce l’aveva già  e si stava divertendo molto).Io non avevo mai avuto un blog prima e non sapevo da che parte cominciare: dopo un lavoro a ritroso sul mio profilo Facebook per cercare di recuperare un anno di considerazioni, bugie e nefandezze, in due giorni metto su il  blog con una sessantina di post, curo il layout, scelgo il nome, mando una mail a tutti i miei amici, lo registro su Paperblog per farlo conoscere a un pubblico più vasto e inizia così la mia avventura nel cattivo Gusto.
2- Come mai hai scelto questo titolo?
Il titolo iniziale con cui avevo registrato il dominio era “Non mi piace questo elemento”, ma un
secondo dopo  ho pensato a cosa scrivevo e a come lo scrivevo e la ridondanza del nome “il Gusto del cattivo gusto” mi sembrava più rappresentativa, efficace e conveniente, perché riparandomi sotto quel titolo nessuno poteva accusarmi di essere di cattivo gusto, perchè era il nome del blog! Più esplicito di così…
3- In due parole, di cosa parla il blog?
Il sottotitolo del blog è chiaro: “Riflessioni semiserie su un mondo alla moda” dove per moda non si intende di certo il lato fashion della parola, ma in maniera più ampia tutti i fenomeni mediatici, di costume e sociali che ci investono e ci attraversano tutti i giorni senza ormai lasciare traccia, rischiando di continuo l’acquiescenza e diventando un unico corpo che segue determinate cose nel e del mondo,qualunque esse siano. Siamo tutti alla moda in un modo o nell’altro, nessuno escluso.
4- C'è un post che ritieni particolarmente rappresentativo e vorresti condividere con noi?
Il post più rappresentativo è stato forse anche quello più spontaneo e immediato, nonché 
quello più di cattivo gusto in assoluto a parer mio. Con mio grande stupore è il post più letto  in assoluto quest’anno nella categoria “Satira” su Paperblog, eccolo qui: “Burloni: hannoritrovato la salma di Mike Bongiorno,era nella bara di Corrado”.
5- Qual è la più grande soddisfazione che hai ottenuto da quando hai aperto il blog?
Due cose: il primo posto nella categoria “Satira” su Paperblog dopo soli 105 giorni
dall’apertura del blog e questa intervista.
6- Quali sono i 5 blog che non possono mancare nel tuo blogroll?
Leggo poco i blog perché non ho tempo e ancora non ho un blogroll da sottoporti,ma se c’è
un blog che mi piace è Discorrere.com (la cui autrice ho a suo tempo intervistato, ndr): geniale, caustico ma al contempo genuino, ho scritto un post a proposito di questo blog dove lo spiegavo così “Discorrendo, quando le buone maniere e una brava ragazza si scontrano con la realtà”.
7- Social network: a quali sei iscritto? Li vivi come una proiezione della tua identità di blogger o
come qualcosa di distinto?

Sono iscritto sia a Facebook che Twitter, su Facebook scrivo in libertà perché sono tra amici
e non bado molto a cosa metto, su Twitter invece pubblico quasi esclusivamente i post del
blog. In ogni caso,una volta spento il computer, neanche parlo del blog, odio i nerd, gli hipster
e tutta quella categoria di persone che in maniera maniacale o fintamente intellettuale si
avvicina ai mass media e alla tecnologia in genere.
8- Sogni di trasformare la tua passione in un lavoro? In caso affermativo, secondo te è realmente
possibile oggi vivere di scrittura?
Come in tutte le cose, credo ci voglia passione ma anche un pizzico di fortuna, vedi
Pulsatilla, antesignana dei blogger di inizio secolo (questo secolo), una ragazza un po’ sfigata
che ha canalizzato i guai della sua miserevole esistenza in un blog, con uno stile alquanto
banale ma che è riuscito comunque ad aggregare intorno a sé un gran numero di persone
che si identificavano nelle sue disavventure sentimentali, relazionali e non: il personaggio
letterario dello sfigato paga sempre perché chiunque di noi ha le sue disavventure quotidiane
e può riconoscervisi, ma a questo punto posso riconoscermi tanto in Pulsatilla quanto in
Paperino! :DD).
Se fai un giro oggi sui blog ti renderai conto che il livello si è alzato  moltissimo e oggi emergere è molto più difficile di dieci anni fa. La bravura di un blogger nel 2011, più che nel mezzo scelto per esprimersi, il blog appunto, è nel saper diffondere i suoi contenuti con gli strumenti adatti, posto che tali contenuti siano comunque di un certo livello o quantomeno originali, il resto è culo. Personalmente sogno di star bene (e ci riesco), fanculo il blog.
9- Hai spiegato all'inizio perché hai iniziato. Ora ti chiedo: perché stai continuando?
Continuo perché è un hobby,non lo prendo sul serio e non credo che lo farò mai, semplicemente non mi va di rinunciare a qualcosa per me molto stimolante.
10- In definitiva, cosa significa per te essere blogger?
Ridere con voi e di voi.

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