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Intervista alla Casa Editrice WePub

Creato il 23 dicembre 2013 da Visionnaire @escrivere
Intervista alla Casa Editrice WePub

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Mercoledì 18 dicembre abbiamo avuto l’onore di intervistare in diretta su facebook Andrea Bongiorni, editore della Casa Editrice WePub.

WePub è un marchio di Andrea Bongiorni e Maria de Toni che si occupa di pubblicazioni esclusivamente in formato ebook.

Nel corso dell’intervista, oltre alle 11 domande preparate da noi di È scrivere, sono nate anche altre belle domandine da parte dei partecipanti all’evento.
Dunque vi proponiamo qui sotto la versione integrale di questa interessante intervista. Le domande in grassetto numerate e anche quelle prive di nominativo davanti sono quelle poste da noi di È scrivere. Tutte le altre sono quelle dei partecipanti all’evento.

1. Quanto conta per WePub una buona lettera di presentazione nell’invio dell’opera?

Andrea Bongiorni: Ogni opera che riceviamo deve essere tassativamente accompagnata da una sinossi chiara e completa. Le opere prive di sinossi vengono scartate in partenza. Altri testi di accompagnamento (lettera di presentazione, curriculum vitae, biografia dell’autore ecc.) possono essere presenti, ma non sono espressamente richiesti.

2. Organizzate concorsi letterari per scovare nuovi talenti, oppure vi affidate alla semplice selezione tramite invio dell’opera?

A. B.: La nostra avventura è iniziata proprio con un concorso letterario, WePubYou: le due opere vincitrici, il romanzo fantasy Ultimo orizzonte di Valentina Coscia e la raccolta di racconti È qui che dobbiamo stare di Sergio Donato, sono diventate i primi ebook del nostro catalogo. Abbiamo poi organizzato un concorso letterario in collaborazione con la community Writer’s Dream: i racconti vincitori sono confluiti nella Piccola antologia degli orrori, disponibile sul nostro sito al prezzo simbolico di un tweet o di un post su Facebook. Al momento non abbiamo altri concorsi in ballo, ma non escludiamo di organizzarne altri in futuro.

3. Sappiamo che tutte le case editrici ricevono centinaia di manoscritti da parte degli esordienti, quindi ci rendiamo conto che è praticamente impossibile leggere integralmente ogni opera che vi arriva. Siate sinceri, oltre alla pessima scrittura, quali sono i motivi che vi portano a scartare un lavoro prima ancora di leggerlo tutto?

A. B.: Come dicevo poco fa, le opere prive di sinossi o che per altri motivi non rispecchiano i requisiti minimi presenti nel regolamento per l’invio vengono scartate in partenza. Chiaramente se il livello della scrittura non rispecchia uno standard minimo di qualità l’opera in questione viene cestinata quasi subito. Saper scrivere in italiano corretto non significa però essere in grado di scrivere narrativa: sono tanti i motivi che ci portano a bocciare un’opera senza averla letta integralmente.

Ci può fare degli esempi di motivazioni che possono spingervi a cestinare un testo comunque corretto grammaticalmente? Siamo curiosi.

A. B.: Personaggi poco credibili, dialoghi innaturali, mancanza di ritmo. E la classica scintilla che o c’è, o non c’è

4. Vendere in digitale vuol dire scegliere un canale distributivo completamente diverso. Come promuovete le vostre opere? Partecipate comunque a fiere del libro, oppure per voi è fondamentale solo il passaparola su internet?

A. B.: Promuoviamo le nostre opere quasi esclusivamente sul web. Partecipiamo a incontri e conferenze, ma finora non abbiamo mai partecipato a fiere di settore in qualità di espositori.

Lucia Coluccia: È qualcosa che contate di fare in futuro?

A.B.: Non ci precludiamo nessuna possibilità, diciamo che valutiamo di volta in volta.

Organizzate anche giveaway o altre iniziative simili per promuovere i vostri autori?

A.B.: Non abbiamo ancora organizzato giveaway. Un esperimento interessante è stato quello fatto con la Piccola antologia degli orrori, distribuita tramite il sistema di social payment Pay with a tweet.
In pratica, regaliamo l’ebook in cambio di un tweet o di un post su facebook: siamo pagati in visibilità.

Visionnaire: In Italia i pagamenti elettronici sono poco diffusi, ancor più per cifre irrisorie, vi sentite penalizzati per questo? Perché secondo voi in Italia il mercato ebook è così limitato?

A.B.: Il nostro target è fatto da persone tecnologicamente abbastanza “avanzate”, abituate ad acquistare online. Quindi no, non ci sentiamo particolarmente penalizzati
Riguardo alle dimensioni del mercato, è un discorso molto ampio che meriterebbe altrettanto spazio. Diciamo che in Italia molti “grandi” editori, che dovrebbero incentivare le vendite di ebook, sono i primi a tirare il freno a mano.

Vi riferite a quegli editori che vendono i loro ebook a prezzi esorbitanti (a volte a pochi euro in meno rispetto alle copie cartacee)?

A.B.: Prezzi alti+DRM=lettori scontenti

5. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri ebook? Abbiamo notato che molti dei vostri libri non hanno immagini di copertina, ma uno stile grafico uniforme. È una scelta precisa per esaltare la peculiarità “esclusivamente digitale” dei vostri ebook, oppure serve per contenere i costi?

A. B.: Entrambe le cose. Non direi che c’è anche una ragione di costi, anche perché si possono fare copertine con immagini a prezzi contenuti. La copertina di un ebook deve rispondere a regole di chiarezza e leggibilità ben diverse da quelle alla base della progettazione di una copertina per un libro cartaceo. Provate a dare un’occhiata allo “scaffale” di una libreria online qualunque: le miniature sono talmente piccole da rendere praticamente indistinguibile da una parte l’immagine di copertina, dall’altra il nome dell’autore e il titolo dell’opera. Però negli ultimi tempi si vedono sempre più copertine pensate per gli store online (ho l’impressione che si stia andando verso una semplificazione delle copertine in modo da renderle fruibili su ogni supporto, ma è solo una sensazione!) Le nostre copertine sono pensate per ovviare a questo problema, volevamo che fossero immediatamente riconoscibili e leggibili. E poi lo stile minimal ci piace.

Vi è mai capitato che alcuni autori vi chiedessero copertine più complesse o si dimostrassero poco favorevoli a questo stile minimal?

A. B.: Sì certo, ma abbiamo combattuto duramente in difesa della nostra scelta!

:)

Quindi, volendo, un autore non potrebbe proporre una copertina a sua scelta, magari disegnata da un artista da lui conosciuto o da lui stesso? Chiedete comunque di rispettare la vostra linea stilistica?

A.B.: Sì, l’ultima parola in fatto di copertine spetta comunque a noi. Ovviamente non è un dogma incrollabile: siamo sempre disposti a discutere ed eventualmente, se lo riterremo necessario, a rivedere le nostre scelte.

Barbara Poscolieri: Però alcuni hanno copertine diverse… Forse sono i vincitori dei racconti di cui parlavate prima?

A.B.: Sì, sono ebook “speciali”, nati da 2 progetti

6. Anche nel caso della distribuzione un editore esclusivamente digitale deve porsi, rispetto al mercato tradizionale, in modo diverso. A quali piattaforme di distribuzione vi affidate?

A. B.: L’e-commerce presente sul nostro sito è proprietario, mentre per quanto riguarda tutti gli altri store (Amazon, Kobo, iBookstore, Bookrepublic ecc.) siamo distribuiti dalla piattaforma Bookrepublic Exlibris.

7. Qual è, in media, il numero di ebook venduti da un esordiente? Il formato ebook favorisce le vendite secondo voi?

A. B.: Le vendite di ebook in Italia non sono ancora minimamente paragonabili a quelle dei libri cartacei. L’ebook si sta lentamente ritagliando una sua fetta di mercato, principalmente tra i lettori forti e più “tecnologicamente avanzati”, ma siamo ancora anni luce dai numeri del mercato stratunitense. Per quanto riguarda gli ebook di esordienti parliamo di qualche centinaio di copie.

8. Correzione di bozze ed editing. La cura dell’opera è effettuata interamente da personale della casa editrice oppure vi rivolgete a collaboratori esterni?

A. B.: Il lavoro di editing e realizzazione dell’ebook è svolto internamente da noi, mentre per la correzione bozze ci affidiamo a collaboratori esterni.

9. Vista la risposta a una delle precedenti domande, questa parrà un po’ scontata. Mi sembra comunque doveroso farla. Niente DRM sui vostri ebook. È stata una scelta etica, oppure una valutazione di mercato?

A. B.: Ci siamo semplicemente messi dalla parte del lettore, per il quale il DRM è un inutile fastidio. L’utente paga per un determinato prodotto e ha il diritto di poterne usufruire come e dove vuole.

10. Tra gli ebook in vendita ci sono molti racconti lunghi, numericamente sono anche più dei romanzi. Il formato ebook consente di fare scelte simili, che con il cartaceo sarebbero impensabili. Ma il lettore è disposto a spendere per un singolo racconto? Che riscontri avete in tal senso?

A. B.: Sicuramente l’ebook permette di commercializzare testi di lunghezza contenuta che in cartaceo sarebbe antieconomico pubblicare: è una strada che molti hanno deciso di percorrere. Da parte nostra non ci poniamo limiti: se una storia ci convince la pubblichiamo, che sia lunga 20 o 200 pagine non fa alcuna differenza.

Barbara Poscolieri: Quindi non avete degli intervalli di caratteri di riferimento Nè per i romanzi né per i racconti?

A. B.: No, nessun limite prefissato.

In questo senso, avete dei “prezzi fissi” che assegnate agli ebook a seconda della lunghezza del testo?


A.B.: Sì, abbiamo dei “prezzi fissi” che dipendono in gran parte dalla lunghezza del testo in questione, ma non solo.

11. Avete riscontrato ritrosia da parte degli autori nel pubblicare esclusivamente in digitale? Siate sinceri, vi è capitato di ricevere un manoscritto da un autore, che solo dopo ha scoperto la vostra peculiarità e per questo ha rifiutato la vostra offerta?

A. B.: In tutta sincerità no, non ci è mai capitato: i nostri autori erano perfettamente consapevoli della nostra politica editoriale. Oltretutto, nel nostro contratto non è inserita alcuna clausola riguardo ai diritti di pubblicazione in cartaceo, che rimangono al 100% all’autore.

Altre domande dai partecipanti:

Barbara Poscolieri: Come dicevo prima, ho sbirciato il vostro sito. Regolamento per l’invio dei manoscritti compreso, ovviamente. Quello che ho notato è stata l’assenza del punto riguardante l’inedicità dei testi da inviarvi. Vuol dire che accettate anche racconti già pubblicati (su carta oppure on-line)?

Andrea Bongiorni: Sì, l’importante è che l’autore detenga i diritti dell’opera al 100%.

Ma, in caso di ripubblicazione di una stessa opera, chiedete di togliere dal mercato tutte le precedenti versioni della stessa, giusto?

A. B.: Sì, esatto.

Fabio Lastrucci: Ciao, ecco la mia domanda. Al di là delle diverse collane che pubblicate, dedicate a generi diversi, la scelta dei titoli che proponete risponde a un canone specifico (stilistico, tematico o altro) che vi sta a cuore?

Andrea Bongiorni: No, non abbiamo preclusioni di genere né preferenze riguardo allo stile di scrittura. Cerchiamo storie che meritano di essere lette: è questo l’unico canone che ci sta a cuore.

Barbara Poscolieri Se aveste la possibilità di ripartire di nuovo da zero, rifareste la stessa scelta di pubblicare solo in digitale? E quel è stata la motivazione più forte che vi ha fatto decidere in questo senso?

Andrea Bongiorni: Assolutamente sì. Innanzitutto crediamo ciecamente nelle possibilità offerte dall’ebook, che sosteniamo fin dalle sue prime apparizioni. In secondo luogo, non potremmo permetterci di pubblicare in cartaceo: sarebbe una scelta economicamente suicida.

Barbara Poscolieri: Secondo voi gli elevati costi del cartaceo giustificano la richiesta di contributo da parte dell’autore richiesto da alcune case editrici?

Andrea Bongiorni: Qui si entra in un campo minato… In tutta sincerità: non ho nulla contro le case editrici a pagamento. Basta che siano sincere e che non si spaccino per quello che non sono. Chiedi un contributo economico per pubblicare un libro? Ok, è un tuo diritto. E allora perché la maggior parte delle case editrici a pagamento non ammettono di esserlo?
Detto ciò, resto dell’idea che una casa editrice seria debba investire su un autore. E che questo investimento debba essere per definizione a sue spese.

Da parte di È scrivere non posso che ringraziare nuovamente Andrea Bongiorni per la disponibilità.

Qui l’intervista integrale su facebook!


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