[intervista] Chiara Schiaratura: Life is a shot

Da Sushit

Chiara Schiaratura: fotografa, educatrice in una scuola elementare e allenatrice di pallavolo.

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, Chiara si è iscritta alla specialistica in Progettazione e produzione delle arti visive allo IUAV di Venezia dove ha potuto avvicinarsi al mondo dell’arte e della fotografia in particolare.

Chiara porta avanti un progetto a cui è necessario dare una particolare importanza: Ritratti di precari . Nato nel 2009 come tesi per la laurea specialistica, insieme al fotoreporter Alberto Giuliani, è un progetto che intende dare visibilità all’attuale problema del lavoro precario.*

http://chiaraschiaratura.tumblr.com

Ma parliamone con lei..

Parlaci di te: chi è, per te, Chiara?

Chiara è una sognatrice. Sogna di riuscire ma a volte si sente troppo piccola per farcela.

Chiara è allo stesso tempo ostinata, decisa, dritta alla meta!

Chiara vuole raccontare, ricercare e denunciare.

Ricordi la tua prima soddisfazione come fotografa?

La mia prima soddisfazione come fotografa fu all’università. Per la prima volta dovevo realizzare dei ritratti particolari. Li realizzai davvero con poco, usando la luce naturale, che io amo particolarmente. All’esame ricevetti i complimenti del mio professore (tal Miro Zagnoli). Per una come me, che pensa di non potercela fare, fu davvero una gran spinta a continuare!

Ci parli del tuo progetto “Ritratti di precari”?

Questo progetto nasce per la mia tesi specialistica. Dopo 1 anno ho deciso di riprenderlo perchè vivendo in prima persona la condizione di precario, mi sono davvero resa conto che qualcosa doveva essere fatto, subito. Ora le persone di tutta Italia mi scrivono le loro storie, storie di tutti e storie terribili, di necessità, disperazione, disillusione ma anche di speranza, di voglia di cambiare le cose. Appena riesco a racimolare qualche spiccio, le raggiungo nelle loro città per timbrarle con la data di scadenza del loro ultimo contratto e fotografarle.

E’ il mio primo fotoprogetto in assoluto, e sta andando avanti a passi giganteschi percchè racconta LA REALTA’ dei giovani di oggi.

Anche tu ti definisci precaria.. come ti vedi fra 10 anni?

Tra 10 anni?non ne ho idea! Quello che spero sicuramente, è di aver trovato lavoro con uno stipendio decente che mi permetta almeno l’indipendenza economica.. magari con un marito e un figlio.

Domanda di rito: a chi e a cosa ti ispiri per i tuoi scatti?

Mi ispiro a diversi fotografi, perchè le mie fotografie non seguono un solo filone, ma tanti filoni diversi.

Per Ritratti di Precari mi sono ispirata e mi ispiro tutt’ora a Richard Avedon, con il suo lavoro “In The American West”, dove immortalava i lavoratori di una piccola cittadina americana, elevandoli per la prima volta a modelli. Poi adoro Arno Rafael Minkinnen, con i suoi corpi che si fondono con il paesaggio naturale.. Robert Mapplethorpe, Eugene Atget, Man Ray, Horst, Rodney Smith e anche La Chapelle.

Ultimo, ma non meno importante, è Alberto Giuliani, meno conosciuto rispetto ai precedenti, ma un grande fotoreporter e amico, che mi ha aiutato nella idealizzazione di Ritratti di Precari e nel non arrendermi mai!

* chi volesse partecipare in prima persona a questo progetto può iscriversi al gruppo su Facebook o mandare una mail a ritratti_di_precari@yahoo.it e mettersi in contatto con lei per raccontare la propria storia e farsi immortalare in un ritratto.

tramiciwebmedia.altervista.org/Chiara/rdp.html


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