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INTERVISTA: due chiacchiere con... PAOLA JACOBBI!

Creato il 22 febbraio 2014 da Simonbug78 @simonbug78
INTERVISTA: due chiacchiere con... PAOLA JACOBBI!Buongiorno a tutti! Oggi, con molto piacere , Crazy About Fiction ospiterà l'autrice di "Tu sai chi sono io" Paola Jacobbi! Quattro ciacchiere per scoprire qualcosa in più sul romanzo e su di lei. Che ne dite? Non è un bel modo per iniziare il nostro weekend di letture? Iniziamo...
Ciao Paola e benvenuta nello spazio riservato alle interviste di Crazy About Fiction! Grazie per esserti resa disponibile nel rispondere alle mie domande. Per noi instancabili lettori è un piacere poter condividere qualcosa con gli autori dei libri che leggiamo, specialmente se ci sono piaciuti molto. Penso inoltre che parlare di libri sia sempre più necessario vivendo in un paese che, come qualcuno ha ripetuto parecchie volte, possiede più scrittori che lettori. Il tuo romanzo mi è strapiaciuto, l'ho divorato in pochissimo tempo. La storia l'ho trovata originale e i personaggi molto simili alla "realtà" modaiola milanese che ho conosciuto in passato.
Essendo una giornalista per Vanity Fair, avrai sicuramente occasione di vedere molto più da vicino il backstage di questa realtà che a noi appare extraterrestre rispetto alla normalità della vita che conduciamo quotidianamente, noi comuni mortali. Quanto dei tuoi personaggi hai incontrato nella tua quotidianità?
P.J. Moltissimo! Quasi tutto quello che è raccontato nel romanzo è direttamente ispirato a scene viste, persone incontrate, atmosfere respirate.
La protagonista, Arianna, è una ragazza semplice che si trova inserita in un contesto che non le appartiene molto per spirito. C'è in lei qualcosa che ti appartenga? Hai scavato nel tuo di passato, o nel tuo presente, per arrivare a lei?
P.J. Molto poco. Arianna è di un'altra generazione (più giovane di me) ed è un tipo un po' pessimista, cosa che io non sono. L'unica cosa che abbiamo in comune è la paura dei cani!
Qui riprendo quello che ho scritto nella recensione del libro: ..."come può una disoccupata riuscire ad intraprendere un viaggio in Sud America con un'associazione di volontariato per finire come assistente di una star da tappeto rosso hollywoodiano..." ? E' questo quello che chiamiamo il "nuovo" miracolo dalle "stalle" alle "stelle" in no time?
P.J. Non è poi tanto miracoloso, sai. Avendo conosciuto molte persone che lavorano e orbitano intorno alle star, ho sempre avuto la sensazione che spesso si tratta di professionisti "per caso", scelti dalle stesse star un po' a casaccio, sull'onda di una simpatia momentanea.
Una delle cose che più mi ha affascinato del tuo romanzo ( rendendolo interessante e avvincente ), è il modo col quale hai intrecciato l'universo moda con le operazioni di solidarietà e, seppur per scopi diversi, come vi sia per entrambi la necessità di essere visibili agli occhi del mondo. Qual'è la motivazione che ti ha spinto ad utilizzare questo argomento per far interagire i tuoi personaggi?
P.J. La constatazione che negli ultimi anni, soprattutto dallo tsunami in poi, l'attivismo è diventata una delle "voci" indispensabili nel curriculum di una star, esattamente come, che ne so, aver fatto un film con un regista intellettuale (o considerato tale) e aver firmato un contratto come testimonial di un qualche grande marchio del lusso. Non sei una vera star se non sei anche il volto di una buona causa.
Quanto sono difficili e allo stesso tempo importanti le relazioni pubbliche nella vita?
P.J. Per me difficilissime. Parlare con qualcuno per semplici motivi di diplomazia e di interesse mi pare la cosa più noiosa del mondo. La vita è breve, cerchiamo di passarla con persone che ci piacciono davvero!!! Se proprio non è possibile, consiglio di farci piacere quelli che ci tocca frequentare per lavoro: io faccio così e ho scoperto che, alla fine, quasi tutti, se li si sta ad ascoltare, hanno un qualcosa di interessante da racontare.
Vanità e narcisismo sembrano essere il filo conduttore di molti dei personaggi che hai creato nel tuo libro. Ho trovato inoltre che molti dei protagonisti ricerchino fama e necessità d'apparire come per colmare il vuoto della loro vera infelicità, tutto per trovare un posto nel mondo. Per quanto mi riguarda, c'è una frase che potrebbe sintetizzare molto del tuo romanzo: ( e qui, cito dal libro...) ..."Ho pensato che, in giro, c'è un sacco di infelicità, che la città intera ne è il ritratto..." . Mi sbaglio?

P.J. No, non ti sbagli. Il narcisismo esasperato è l'altra faccia dell'infelicità, più la gente si sente sola, più si contempla nello specchio. La stessa ossessione per la bellezza e il successo è, alla fine, un modo per cercare disperatamente di essere amati o, come minimo, presi in considerazione.
  Com'è partita l'idea per questo romanzo? Quando ti sei detta: ecco la storia che voglio raccontre?
P.J. Una sera a Venezia, dopo un evento di charity in cui erano stati spesi 50 mila euro solo di champagne e in cui avevo sentito dire a una signora una castroneria che dimostrava che non sapeva nemmeno in quale continente si trovasse il paese per il quale era stato fatto il galà. Mi è venuta in mente una cosa un pò assurda: perché non diramare un invito per un evento charity molto glamour a beneficio di un paese inesistente? Sono sicura che la gente sarebbe accorsa lo stesso, senza domandarsi se il Tanaquil esiste o no... e, appunto, dal nome Tanaquil (e da questa idea provocatoria) è partito tutto.
Immagino che per motivi di lavoro tu sia molto impegnata, com'è stato il tuo processo di scrittura? Quando e dove riesci a scrivere?
P.J. Questo libro l'ho scritto in aereo, in treno, di giorno o di notte. In vacanza o nei week end. La mattina presto prima di uscire, qualche volta la sera. Un pò come capitava, insomma. A volte un paio di pagine, a volte dieci, a volte poche righe, ma tutti i maledetti giorni. Per quasi quattro anni.
Come hai trovato il tuo pubblico durante le varie presentazioni e appuntamenti per promuovere il libro? Chi sono i tuoi lettori? 
P.J. Molti sono soprattutto lettori di Vanity che mi conoscono come giornalista e si sono incuriositi all'idea che avessi scritto un romanzo. Poi ci sono un po' di lettrici (soprattutto) dei libri precedenti che mi hanno seguita anche in questa avventura. Sono prevalentemente donne, tutte molto spiritose e curiose.
I tuoi precedenti libri sono stati tradotti in molte lingue, "TU SAI CHI SONO IO" ha varcato i confini nazionali?
P.J. Non ancora. Incrociamo le dita!
INTERVISTA: due chiacchiere con... PAOLA JACOBBI!INTERVISTA: due chiacchiere con... PAOLA JACOBBI!Cosa stai leggendo in questo periodo? Acquisti in libreria o online? Hai un e-reader?
P.J. Ho appena finito "felici i felici" di Yasmina Reza e ho iniziato "i sogni belli non si ricordano", il primo libro di Carlo Verdelli che è stato mio collega, direttore e maestro.
Da Natale ho un Kindle e sono pazza di lui. Mi pare difficile tornare alla carta dopo averlo provato. Ma siccome ho la casa piena di libri, ho deciso di alternarli: uno di carta, uno sul Kindle e così via.
Puoi dirmi il complimento più bello che hai ricevuto e il commento che meno hai apprezzato sul tuo libro?
P.J. Ogni riga di questa recensione http://www.inpiu.net/bodoni/20130718/1497/tu_sai_chi_sono_io/ . E' musica per le mie orecchie. Anche perchè stimo moltissimo Giovanna Segalini, docente di letteratura italiana, che l'ha scritta.
Le critiche negative dispiacciono sempre ma fanno parte del gioco: non si può piacere a tutti.
Raccontaci dei tuoi prossimi lavori, hai intenzione di scrivere ancora romanzi, visto il successo del primo? Hai già un progetto al quale stai lavorando?
P.J. Vorrei scrivere un altro romanzo ma penso che, prima, scriverò qualcosa di non fiction. Ho una mezza idea ma non ci ho ancora lavorato abbastanza per parlarne.
Nelle ultime righe della recensione ho espresso il mio ( modestissimo ) parere su come vedrei bene un adattamento cinematografico del libro... possibile?
P.J. Almeno tre persone che conosco nel mondo del cinema (e che hanno letto il libro) mi hanno detto che sarebbe interessante farne un film. Io, ovviamente, sarei felicissima. Ma per ora niente di concreto. Si vedrà!
Nel frattempo cara Paola sappi che continueremo a seguirti su Vanity Fair.Grazie infinite per aver accettato di essere presente nel mio blog e tienici informati sui tuoi lavori futuri! Nel caso in cui dovessi dimenticarti, beh, non preoccuparti perchè ci ricorderemo noi! :-)

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