Intervista Gastronomica a Vincenzo Iurillo

Da Anginapectoris @anginapectoris

A raccontarvela tutta, quando ho contattato Vincenzo Iurillo per intervistarlo, credevo che quasi quasi mi ci mandasse, anche se non avevo alcuna colpa:-), ma la mia idea su di lui, era quella di un giornalista provocatorio e anche un po’ come dire, un po incazzoso e, sicuramente non con un carattere facile, e leggendo poi, successivamente, nel suo Blog, che, con la pubblicazione “La Casta della Monnezza”, scritto a quattro mani con Bruno De Stefano da me

Vincenzo Iurillo

recentemente intervistato, avevano fatto testuali parole, il pelo e il contropelo alle nefandezze della classe politica campana, ho pensato, figurati uno che affronta tematiche sicuramente più serie ed impegnative delle mie, se mi concede l’intervista, ed invece, a lui è piaciuta l’idea, e si è anche divertito, ed anche io a leggere le sue risposte,

lo confesso.
Vincenzo Iurillo, classe 1970, incomincia a percorrere i primi passi nel mondo del giornalismo a 26 anni, firmando pezzi di cronaca locale, bianca, giudiziaria, nel 1997 intervista due pm della Procura di Torre Annunziata sulla riforma dell’articolo 513 del codice di procedura penale, intervista di cui sostiene di esserne fiero ancora oggi: era bellissima e anticipò di due anni le nefaste conseguenze che la modifica normativa ebbesul processo alla Tangentopoli sorrentina.
Vive in costiera sorrentina, dove è nato e da dove dichiara, non si sposterà.
Nel 2009 è co-autore con Bruno De Stefano de la “La Casta della Monnezza” (Newton Compton), e collabora al Fatto Quotidiano e a ilfattoquotidiano.it sin dalle sue origini.
Per maggiori informazioni su Vincenzo, e sulla sua penna, fate un salto sul suo Blog

 qui in Campania la classe dirigente si è dimostrata ‘classe digerente’, si è divorata tutto, ha lasciato solo le briciole! Vincenzo Iurillo

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Vincenzo: – E’ fondamentale. Con la vita sedentaria che faccio, devo stare attento a non esagerare e a bere molta acqua.

La casta della monnezza

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Vincenzo: – Beh, dovendo scrivere di politica e di giudiziaria utilizzo continuamente metafore legate al cibo: qui in Campania la classe dirigente si è dimostrata ‘classe digerente’, si è divorata tutto, ha lasciato solo le briciole!

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Vincenzo: – Significa avere amor proprio

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Vincenzo: – Giornalista, scrittore, blogger, massacratore delle ipocrisie

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Vincenzo: – Amo le trattorie di campagna e dei colli. Quando resto in zona, punto su ‘La Stelluccia’, dove ho organizzato la cena di compleanno. Alla fine degli antipasti eravamo già pieni

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Vincenzo: – Sì, ma vorrei dimenticare.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Vincenzo: – La prossima domanda?

Torta Caprese

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Vincenzo: – Una caprese

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Vincenzo: – Aglianico rosso.

Angie: – Il tuo punto debole
Vincenzo: – Uno solo?

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Vincenzo: – Birre in quantità. E passate di pomodoro. A tavola voglio vedere rosso.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Vincenzo: – Io non cucino. E’ un mio limite

…tutto ciò che si colora rosso…

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Vincenzo: – Già detto: tutto ciò che colora di rosso.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Vincenzo: – Un perenne affamato, purtroppo.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Vincenzo: – Dovrebbe essere quella inglese, invece purtroppo non c’è mai il tempo e la pazienza. Di solito a colazione prendo uno yogurt, un caffè e un succo di frutta.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Vincenzo: – Pizza. E non mi piace la pasta con le patate. Mai riuscito ad amarla.

o’ Rraù ind o’ pignato

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Vincenzo: – Il ragù ‘pippiato’ a lungo

Angie: – Limone o aceto?
Vincenzo: – Aceto

Angie: – Non puoi vivere senza…
Vincenzo: – La pasta

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Vincenzo: – Uscirne sufficientemente lucidi per non fare brutte figure dopo…

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Vincenzo: – Purtroppo non cucino

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Vincenzo: - ‘Re Giorgio’ di Fabrizio d’Esposito

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Vincenzo: – A me fa questo effetto il jazz

Angie: – Hobby?
Vincenzo: – Registrare e rivedere film in dvd

Achille interpretato da Brad Pitt

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Vincenzo: – Achille. Con un tallone grande un metro

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Vincenzo: – Veder crescere la mia bambina bella e forte

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Vincenzo: – Che ho un brutto carattere

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Vincenzo: – Di corsa, ma ormai sono sposato…

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Vincenzo: – Gli ziti spezzati di mia nonna con le polpette dentro.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?
Vincenzo: – La cucina giapponese in generale. Sono moderatamente curioso.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Vincenzo: – Domanda da girare a Bossi e al suo cerchio magico. Sicuramente sapranno cosa rispondere

Pizza nel forno a legna

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Vincenzo: – La pizza

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Vincenzo: – Nessuna

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Vincenzo: – Sto elaborando un’idea ma preferisco non parlarne per scaramanzia,

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Vincenzo: – Un piatto forte, saporito e difficile da digerire.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?

berlusconi, di pietro, monti

Vincenzo: – Berlusconi assomiglia ormai, anche visivamente, a una creme caramel. Di Pietro mi evoca uno sformato di ricotta fatto ‘in famiglia’. Monti? Lui fa passare la voglia di mangiare. Più che a un piatto, assomiglia al conto del ristoratore a fine pasto.

Angie: –  La cucina ti ha mai tradito?
Vincenzo: – Come il salotto e lo studio.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Vincenzo: – Viviamo troppo poco per poterci porre queste domande.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Vincenzo: – Ti è piaciuta l’intervista? Sì, molto, mi ha fatto venire appetito.

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