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Io sto con gli ippopotami

Creato il 10 ottobre 2014 da Misterjamesford
Io sto con gli ippopotamiRegia: Italo Zingarelli
Origine: Italia
Anno: 1979
Durata:
108'

La trama (con parole mie): il burbero e corpulento Tom vive nel cuore dell'Africa cercando di sbarcare il lunario accompagnando i turisti in safari organizzati decisamente alla buona, e vive in compagnia della sua vecchia balia Mama. Quando il fratellastro Slim fa il suo ritorno e gli propone di mettersi in affari insieme, i due si troveranno in men che non si dica nel mirino dello spietato imprenditore Ormond, ex campione di boxe divenuto bracconiere e trafficante di animali deciso a costruire un parco a suo nome ed esportare esemplari catturati in quelle terre.Tom e Slim, dal canto loro, sapranno riportare le cose alla normalità sistemando Ormond e i suoi come si conviene a suon di grandi botte, concedendosi nel mentre le consuete mangiate e le schermaglie da grandi amici e rivali.
Io sto con gli ippopotami
Ero in terza elementare quando nell'allora casa Ford entrò per la prima volta un videoregistratore, prodigio della tecnica destinato a cambiare per sempre l'esistenza del sottoscritto, sancendo, di fatto, l'inizio della passione per il Cinema che continua ad esistere ancora oggi.Ai tempi non avevo ancora avuto l'incredibile e rivoluzionario incontro con Paolo e la sua videoteca, dunque le prime esperienze di noleggio non diventarono mitiche per chi le veicolava quanto per i titoli recuperati: oltre al Robin Hood della Disney, infatti, ricordo che approfittai per rivedere praticamente l'intera filmografia di Bud Spencer e Terence Hill, che avevo imparato ad amare grazie a mio nonno e che tornavo a rivedere con grandissimo piacere, una botta dopo l'altra, quasi fosse una sorta di antipasto per quelli che sarebbero stati gli anni degli action heroes e della pre-adolescenza.Come per questi ultimi, il periodo che mi vide in pieno fervore radical chic ed orientato al solo Cinema d'autore portò nel dimenticatoio tutte le perle della mitica coppia, riscoperte solo di recente e già prenotate per una serie di maratone in compagnia del Fordino appena sarà un pò più cresciuto: Io sto con gli ippopotami sarà dunque il primo di un discreto numero di recuperi che dedicherò a Carlo Perdersoli e Mario Girotti, che fecero fortuna rappresentando, di fatto, gli stessi personaggi - uno il burbero invincibile, l'altro lo scaltro belloccio - rendendoli immortali a suon di cazzotti.Per quanto, parafrasando Maude Lebowski, "la trama sia quantomeno risibile", dunque, mi sono goduto oltremodo questo tuffo nel passato, dai giochi di prestigio, di parola e di mano di Terence Hill ai pesantissimi pugni sulla nuca di Bud Spencer - indubbiamente il mio preferito del duo -, condito come al solito da una colonna sonora memorabile in pieno stile seventies, risse a profusione e perfino un sottotesto "ecologico" che potrebbe addirittura classificarlo come film impegnato, pur restando collocato all'interno di un genere assolutamente ludico e senza pretese.In questo senso, sono ancora irresistibili le gag come il braccio di ferro con lo sgherro di Ormond vissuto prima nello stile Hill e dunque in quello Spencer, entrambi comunque destinati a finire allo stesso modo, così come l'approccio da spacconi dei due protagonisti, perfetti nel ritagliarsi ognuno il suo spazio sullo schermo definendo il proprio charachter senza troppi giri di tecnica o parole: del resto erano i tempi di un Cinema italiano che sapeva divertire e prendersi in giro senza la spocchia e la volgarità attuali, e che tornare ad assaporare ora, a più di trent'anni di distanza, finisce per non essere solo amarcord, ma un'operazione di rivalutazione di quella che era considerata settima arte "bassa", che se confrontata con i cinepanettoni e le schifezze del nuovo millennio rischia perfino di assumere i connotati di grindhouse d'alta scuola.Ma una polemica di questo tipo non renderebbe giustizia a prodotti come Io sto con gli ippopotami, che semplicemente vanno goduti così come sono, un pranzo senza posate gustato dall'antipasto al dolce, con tanto di ammazzacaffè.E fischiettando il motivetto che è alla base della soundtrack, ritmare le botte che Bud Spencer e Terence Hill puntualmente finiranno per rifilare con una serie di rutti da competizione.
MrFord
"Some people aren't nice to lions
some people aren't nice to hippos
we better think twice let's try it be nice
grau grau grau."Oliver Onions - "Grau grau grau" - 


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