<L'abbiamo rubato a una bambina che era precocemente emancipata per cui è diventato il nostro manifesto di emancipazione. Noi facciamo tutto da sole e allora... Iotatòla (io da sola)>. Con questa affermazione ascoltavo la band palermitana delle Iotatola parlare di sé, ospiti a Parla con me qualche mese fa; ma vederle dal vivo è un'emozione ancora più forte: due donne con un'energia pazzesca e una voce da brividi. Ma a descriverle non servono le mie parole, bastano le loro, quando nei testi di Divento viola, il loro primo album, senza alcun imbarazzo affrontano i temi più svariati. Così eccole definire "Splendido Alain Delon di plastica" Salvatore, nome anticonvenzionale per indicare il vibratore, il solo che rimane al contrario degli uomini che vanno e vengono. E la convenzione non è certo menzionata altrove: spengono la televisione per non sentire un Travaglio che fa superman e se il principe azzurro le lascia gli urlano GRAZIE A DIO! Inutile, mi sono innamorata. E se le ascolterete vi innamorerete anche voi. E ora torno ad ascoltare per l'ennesima volta in loop la canzone qui sotto.
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