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Iraq: estremisti islamici Isis massacrano civili. Onu: “Uccise persone che si erano arrese”

Creato il 13 giugno 2014 da Nicola933

I terroristi dell’ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) sembrano confermare le peggiori ipotesi fatte in un precedente articolo: non si fermano davanti a nulla.

Dopo aver conquistato buona parte del nord del Paese e aver spostato i combattimenti a Baquba, 50 km a nord di Baghdad, i qaedisti sembrano sempre più vicini ad attaccare la capitale. Rupert Colville, portavoce dell’Alto Commissariato per i diritti umani Onu e citato dall’agenzia Dpa, denuncia che “ci sono violazioni molto gravi dei diritti umani.

Le persone uccise negli ultimi giorni in Iraq sarebbero un centinaio, e i feriti un migliaio, anche se è “impossibile fare un bilancio esatto delle vittime”.

Il portavoce parla anche di due esecuzioni di massa: la prima avvenuta mercoledì, ai danni di 17 uomini delle forze di sicurezza irachene; l’altra invece, che non si sa di preciso quando sia avvenuta, ha visto cadere 12 poliziotti. Le stragi sarebbero entrambe avvenute a Mosul.  Colville parla anche di civili uccisi in quanto “vicini al governo. Ora, lo spettro del conflitto settario è dietro l’angolo”.

L’ayatollah Al-Sistani, durante la preghiera del Venerdì, ha nelle scorse ore incitato nuovamente l’esercito iracheno a combattere contro “il fanatismo”, dando il suo pieno appoggio. In una fatwa (editto religioso) da lui emanata si legge infatti: “la situazione in Iraq è molto grave e chi è in grado di farlo deve prendere le armi per difendere la patria.”  La difesa delle forze armate e di altri servizi di sicurezza dell’Iraq è una difesa sacra e il terrorismo è lontano dallo spirito dell’Islam. “Affrontare i gruppi militanti è responsabilità di tutti gli iracheni, non di una setta o di un partito in particolare, giacché costoro (i miliziani Isis), mirano a conquistare tutte le province, in particolare quelle sacre come Baghdad”.

Sostegno all’Iraq viene anche dall’Iran, che ha nei qaedisti un nemico comune con Baghdad. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha infatti telefonato al premier iracheno Al-Maliki, sostenendo che “l’Iran combatterà il terrorismo sunnita in Iraq e non permetterà a paesi stranieri di esportare il terrore nella nazione”.    

Anche gli Usa sono preoccupati per la drammatica situazione irachena, tanto da “ritirare temporaneamente” i propri connazionali dalla base aerea di Balad, secondo quanto annunciato dal portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jen Psaki. Quest’ultimo ha però specificato che resta uguale lo staff dell’ambasciata e dei consolati americani a Baghdad.

Anche Papa Francesco sembra essere preoccupato per quanto sta accadendo in Iraq. La Nunziatura Apostolica nel Paese ha informato, attraverso Radio Vaticana, che il Pontefice “segue costantemente gli sviluppi della situazione ed è vicino alla sofferenza delle popolazioni”.


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