Magazine Diario personale

ispirazioni: La Fiera delle Vanità

Da Madhouse @serenamadhouse
ispirazioni: La Fiera delle VanitàIl bello di un blog è il senso di libertà. La libertà di lasciarsi ispirare da un libro (lettura estiva delle scuole superiori) e da vecchi ritagli di riviste di moda anni '90. Per la verità anche da un film, uscito nel 2004, periodo in cui il cinema ha attinto a piene mani da certi classici della letteratura inglese.(Buon )viaggio nel tempo in cui Napoleone era già materia di studi scolastici e grande ispiratore della moda maschile, in cui le divise militari erano smontate e vendute, diventando il simbolo polveroso dei punk dell'epoca, i bohemien...-The beauty of a blog is the sense of freedom. The freedom to be inspired by a book (summer reading high school) and from old clippings of fashion 90s magazines. For the truth even from a movie, released in 2004, a time when the cinema has drawn freely from certain classics of English literature.(Good )trip in the time when Napoleon was already the subject of school studies and great inspirer of men's fashion, where military uniforms were dismantled and sold, becoming the symbol of dusty punk era, the bohemian ...ispirazioni: La Fiera delle Vanità
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ispirazioni: La Fiera delle Vanitàispirazioni: La Fiera delle VanitàLa Fiera della vanità è una testimonianza importante e chiara di un mondo che muore: il mondo che viene qui descritto alla fine del romanzo non esiste più. Byron è morto a Missolungi; Lord Brummel a Boulogne, completamente dimenticato. Il re è grasso ma illuminato. Il dandy è in coma e solo Oscar Wilde riuscirà a destarlo dal sonno profondo. Un mondo sciocco, variopinto, frivolo e divertente è morto.. Perché?!-Vanity Fair is an important and clear testimony of a dying world: the world that is described at the end of the novel does not exist anymore. Byron died at Missolonghi; Beau Brummel in Boulogne, completely forgotten. The king is fat but enlightened. The dandy is in a coma and only Oscar Wilde manages to wake him from his deep sleep.A foolish world, frivolous and fun is dead .. Why ?!ispirazioni: La Fiera delle Vanità
ispirazioni: La Fiera delle VanitàGrazie al "Reform Act" della riforma elettorale inglese iniziava un mondo più democratico, più giusto e, per qualcuno, meno allegro. Senza rivoluzioni, né drammi il nobile e l'ecclesiastico si accorgono dell'altra parte del mondo. Era finito il tempo di William Makepeace THACKERAY.Lunga vita alla Fiera della Vanità!-Thanks to the "Reform Act" of the English electoral reform begins a more democratic, more just and, for some, less cheerful.No revolutions, no dramas noble and ecclesiastical realize the other side of the world.It was finished by the time of William Makepeace Thackeray.Long live the Vanity Fair!

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immagini tratte da alcuni numeri di GLAMOUR degli anni '90

THACKERAY, figlio di un funzionario dell'East India Company, nasce a Calcutta nel 1811. Torna in Inghilterra nel 1817, durante il viaggio si ferma a sant'Elena dove vede l'imperatore Napoleone prigioniero (l'episodio lo ritroveremo anche nel romanzo).Studia a Cambridge ma non si laurea.Scrive articoli umoristici per il Punch. da qui ha l'ispirazione per i protagonosti dei suoi romanzi.-Thackeray, son of an official of the East India Company, was born in Calcutta in 1811. Back in England in 1817, during the trip you stop to Saint Helena where he sees the emperor Napoleon prisoner (the episode I find again in the novel).He studied at Cambridge but did not graduate.He wrote humorous articles for Punch. from here it is protagonist of the inspiration for his novels.
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DAVANTI IL SIPARIO-"Quando il regista dello spettacolo siede sul palco di legno davanti al sipario, e guarda la Fiera, lo coglie un senso di profonda malinconia nel contemplare quel luogo chiassoso. C'è una gran quantità di mangiare e bere, di fare all'amore e battibeccare, ridere e piangere, fumare, imbrogliare, lottare, danzare e sviolinare: ci sono prepotenti che si fanno strada a spintoni, cicisbei che fanno l'occhietto alle donne, ladri che frugano nelle tasche degli altri, poliziotti all'erta, ciarlatani (altri ciarlatani, che la peste se li porti via!) che sbraitano davanti ai loro baracconi, zotici che guardano le ballerine tutte lustrini e poveri vecchi saltimbanchi imbellettati, mentre la gente dalle dita lievi lavora nelle loro tasche. Sì, questa è la Fiera delle Vanità: non è certo un posto morale; e neanche un posto allegro, anche se c'è una gran confusione. Guardate la faccia degli attori e dei pagliacci quando escono di scena; guardate Tom Fool che si toglie il cerone dalle guance prima di mettersi a cena con la moglie, e coi piccoli Jack Puddings dietro la scena. Fra poco il sipario si alzerà e lui si metterà a far capriole, strillando: "Come va la vita?".     Non credo che un uomo dalla natura riflessiva, che passeggi attraverso un'esibizione di questo genere, si senta a disagio in mezzo all'allegria sua o di altri. Un episodio gentile o comicolo commuove o lo fa ridere qui o là: una graziosa bambina che spia il banco del panpepato; una bella ragazza che arrossisce mentre l'innamorato le parla e le sceglie un regalo; il povero Tom Fool, che dietro la scena mangia la minestra insieme alla famiglia, che luimantiene con le sue capriole; ma l'impressione generale è più di malinconia che di allegrezza. Quando poi torna a casa,  siede, serio contemplativo, non senza carità, mentre si dedica ai suoi libri e ai suoi affari.     Non ho altra morale da aggiungere alla presente storia della "Fiera della Vanità". Certa gente considera le fiere immorali, e le evita insieme alla famiglia e alla servitù: molto probabilmente hanno ragione. Ma altre persone la pensano diversamente, persone di temperamento pigro, benevolo o sarcastico, e a cui piace magari passarci una mezz'oretta, guardando gli spettacoli. Ci sono tutti i tipi di scene: terribili combattimenti, grandiose e superbe cavalcate, scene dell'alta società e scene della più bassa; un po' di amoreggiamenti per i sentimentali e qualche scenetta leggera e comica; il tutto accompagnato da scenari appropriati e brillantemente illuminati dalle candele dell'Autore.      Che altro ha da dire il Regista dello Spettacolo? Deve riconoscere la gentilezza con cui è stato ricevuto in tutte le principali città d'Inghilterra attraverso le quali è passato lo Spettacolo, e dove è stato favorevolmente menzionato dai rispettabili rappresentanti della Stampa pubblica, e dalla Nobiltà e dalla Buona Borghesia. L'imbonitore è fiero di sapere che i suoi Burattini hanno dato piacere alla migliore società dell'Impero. La famosa Marionetta Becky è stata giudicata estremamente flessibile nelle giunture e vivace sulle corde: la Bambola Amelia, anche se ha avuto una cerchia più ristretta di ammiratori, è stata decorata e abbigliata con la più grande cura dell'artista: il Personaggio Dobbin, anche se apparentemente goffo, balla però in modo molto divertente e naturale: a qualcuno è piaciuta la Danza  dei Ragazzini; vi pregiamo di osservare la riccamente abbigliata figura del Cattivo Nobilaccio, per cui non si è badato a spese, e che il Diavolo si porterà via alla fine di questa singolare rappresentazione.     E con questo, e con un profondo inchino ai protettori, il Regista si ritira, e il sipario si alza."
Londra, 28 giugno 1848
W.M. Thackeray     
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