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Jack Frost, il lato leggero dell'inverno

Creato il 06 febbraio 2013 da Greta
 Non so da voi, ma dalle mie parti siamo in pieno inverno. Dopo un ingannevole quanto tiepido inizio di gennaio la Lombardia è sprofondata nel gelo, come vuole questa stagione. Ma in fondo siamo abbastanza fortunati, il clima italiano è molto più mite rispetto a quello dell'Europa continentale.  Di solito il freddo non è molto amato, si predilige il caldo estivo. Ma personalmente devo dire di essere in controtendenza, perché sopporto più facilmente il freddo rispetto al caldo. E poi anche l'inverno ha tanto da offrire: le castagne, le feste, il fuoco del camino...perfino le giornate uggiose hanno il loro perché. La nebbia, tipica del nord Italia, avvolge tutto con il suo alone di mistero; la neve e il ghiaccio, anche se pericolosi per chi viaggia, sanno offrire degli spettacoli tutti particolari. Chi non rimane (anche solo per poco) alla finestra a guardare i fiocchi di neve che danzano prima di posarsi? Ecco, questo è il clima ideale per presentare un personaggio nato nell'immaginario dei Paesi nordici: Jack Frost

Jack Frost, il lato leggero dell'inverno

Jack Frost nel film "Le 5 leggende"


Origini
 Jack Frost nacque in seno alla mitologia nordica e germanica come una figura elfica con l'appellativo di Jokul Frosti. Jokul significa "ghiacciolo", mentre Frosti è il termine da cui deriva l'inglese frost, ovvero "ghiaccio", "gelo".
 Tuttavia, sappiamo ben poco di questa prima versione di Jack Frost, anche se alcune ipotesi degli studiosi sostengono che questo personaggio possa essere uno dei figli di Kari, il dio del vento del Nord venerato nell'Europa settentrionale. Le leggende vichinghe lo descrivono come colui che diffonde il gelo sotto forma di "felci", come quelle che appaiono alle finestre quando le mattine sono particolarmente rigide.
Jack Frost nel mondo anglosassone
 Questa figura, dal folclore norreno passò a quello anglosassone, ottenendo grande fortuna e fama. Nei Paesi di lingua inglese, il nome di Jack Frost altro non è oggi che la personificazione dell'inverno. È proprio lui, infatti, a creare le condizioni climatiche tipiche dell'inverno, a portare il gelo e la neve. Si tratta di una variante di Old Man Winter, il "Vecchio uomo d'inverno" o "Mastro Gelo", incaricato proprio di favorire l'arrivo della stagione fredda.
 Ma Jack Frost non si occupa solo dell'inverno. Il suo compito inizia in autunno, quando con la sua tavolozza di colori vivaci (rosso, giallo, porpora, arancione, ecc.) va a dipingere le foglie degli alberi, diventate ormai secche. Quando il freddo avanza, la vena artistica di questo spiritello si esprime nella creazione dei fiocchi di neve, di stalattiti (che appende sui tetti e sugli alberi) e di "disegni" ottenuti con il ghiaccio sulle finestre delle case.

Jack Frost, il lato leggero dell'inverno

Una versione più attempata di Jack Frost

 Una leggenda particolare del mondo anglosassone raffigura Jack Frost come uno degli aiutanti di Babbo Natale. Jack doveva far nevicare per fare in modo che Babbo Natale potesse mimetizzarsi durante la consegna dei regali.

 Da un personaggio del genere ci si aspetterebbe un carattere burbero e spigoloso. Invece, Jack Frost è allegro, amichevole e amante dell'arte. Ama stare all'aria aperta e decorare gli ambienti con la sua tavolozza (in autunno) o con le sue sculture e immagini di ghiaccio. Appare anche in primavera, mentre saltella felice creando degli specchi d'acqua sulle pozzanghere, che permettono ai passanti di scorgere il proprio riflesso nell'acqua.

 Se provocato, però, può arrabbiarsi al punto di congelare o ricoprire completamente di neve le sue vittime. Forse è per questo che nella letteratura e nei film Jack Frost compare a volte come un combina guai o anche come uno spiritello dispettoso. 
 In questo senso, il temperamento di questo personaggio ha subito molti cambiamenti, a seconda del film o del libro in cui fa la sua apparizione.

Jack Frost in Russia


 Jack Frost arrivò addirittura nel mondo slavo, riscuotendo anche un certo successo come Nonno Gelo, Дед Мороз in lingua originale. Costui, come lo spiritello dell'area anglosassone, ama lavorare con acqua e ghiaccio per farne delle sculture.
 Questo personaggio compare spesso nelle fiabe russe. Una di queste ha per protagonisti un uomo umile e buono e sua figlia, una giovane molto avvenente. Purtroppo, un giorno, la moglie dell'uomo morì, ed egli si risposò con una donna vanitosa e ambiziosa, dalla quale ebbe un'altra figlia.  
 La nuova moglie odiava a morte la figliastra per la sua bellezza e per le attenzioni che il marito le dedicava. Così, in un giorno freddo e nevoso, ordinò al marito di portare la figlia maggiore in una valle e di abbandonarla al gelo. L'uomo obbedì e con il cuore colmo di tristezza lasciò la figlia sola nella valle piena di neve. La ragazza, trovatasi in mezzo a una tormenta, cominciò a piangere, ma nel momento di maggior disperazione vide un uomo bianco, che sembrava di ghiaccio. Nonostante fosse intimorita, la fanciulla si mostrò gentile ed educata con l'estraneo. Questi si presentò come Nonno Gelo e ricambiò la cordialità della faciulla offrendole gioielli preziosi e vesti pregiate. Dopodiché riportò la ragazza sulla strada di casa.
 Ci volle un po' prima che il padre, la matrigna e la sorellastra riconoscessero la ragazza, tutta perfettamente agghindata e riccamente vestita. La matrigna moriva d'invidia nel vedere i doni che Nonno Gelo aveva fatto alla figlia maggiore. Così decise di far condurre anche l'altra figlia nella valle dove era avvenuto il miracoloso incontro. La scena si ripetè, anche stavolta Nonno Gelo apparve nella tormenta. Ma la figlia più piccola, anziché essere gentile con lui, si rivelò maleducata e sfrontata. Nonno Gelo si infuriò al punto che decise di congelare la ragazza.
 Quando il padre andò a recuperare la figlia, come gli era stato ordinato dalla perfida moglie, la trovò completamente assiderata e priva di vita. La madre pianse a lungo sul corpo della figlia, fino a che morì di crepacuore.
 Così, il padre buono e la figlia umile ricomposero la famiglia di un tempo, e vissero sereni per il resto della loro vita.



 Chi avrebbe mai detto che l'inverno potesse essere così divertente?

Mi piace molto l'idea di questo personaggio estroso, che anche se impersona il gelo è in realtà cordiale e amichevole (a meno che qualcuno non gli dia fastidio, ovviamente). Tutte le cose hanno un lato positivo, in fondo. Magari questa positività non è immediatamente visibile, specialmente sotto uno strato di ghiaccio, ma c'è, e prima o poi viene a galla. 
 Come viene a galla Jack Frost nel film d'animazione Le 5 leggende. Jack chiede spesso il motivo della propria esistenza alla luna. Solo alla fine scoprirà che se è venuto al mondo, è per una causa veramente importante.
 Tutto nel creato ha significato e importanza, anche ciò che sembra brutto e negativo all'apparenza. Perché se qualcosa esiste in natura, ha per forza qualcosa di speciale e di positivo. Anche l'inverno.

Jack Frost, il lato leggero dell'inverno

Jack Frost e la luna, nel film "Le 5 leggende"


Fonti:- Wikipedia, voca "Jack Frost (folclore)";- Il giglio di cristallo, "Jack Frost"; - Helium, HARRY, Tim, "The origins of Jack Frost".


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